Il governo Lega-razzista deve fare i conti con la ricerca fallimentare di esponenti della partitocrazia con curricula all’altezza del compito di guidare un grande e Bel Paese in crisi di identità, oberato da un debito pubblico catastrofico, reduce dal disastro del Covid, vittima dello squilibrio storico Nord-Sud. Per l’esito del vuoto spinto di candidati con gli attributi a posto Giorgia se ne sta nel mezzo di un cerchio zoppicante di inetti, che uno Stato di avanzata democrazia avrebbe cacciato a calci da Palazzo Chigi. Nella lista di incapaci (forte l’apprezzamento della satira politica) indigna la casella vuota del ministero per il Mezzogiorno, ma nessuna meraviglia, la borgatara della Garbatella subisce la disagiata compagnia di Salvini, Calderoli, Giorgetti Locatelli, Valditara che del Sud coltivano l’idea di “palla al piede” dell’Italia leghista. Non bastasse la pochezza di elementi come Piantedosi, Nordio, Lollobrigida, Sangiuliano, si sprecano i voti da bocciatura nella pagella del governo: ministri indagati, Santanchè-Salvini e non solo, il lotto di fantasmi evanescenti come Zangrillo, Bernini…, la sezione dei dannosi come la Calderone, di inerti come Urso (Ilva di Taranto scottante tema irrisolto, assenza da anni di un piano industriale). Al top dell’impopolarità c’è stabilmente Salvini (42% di giudizi negativi). Il provvedimento per il Ponte sullo Stretto è considerato il peggiore, seguito dal Decreto Sicurezza, dall’inasprimento delle regole sull’immigrazione, sulle manifestazioni pubbliche.Bocciata la Santanchè, anche dalla maggioranza.
L’ineffabile Orazio Schillaci, è il braccio della mente di Giorgia donna madre, cristiana che sovrintende allo smantellamento della sanità pubblica, con cinica indifferenza per i poveracci che muoiono impossibilitati a curarsi privatamente, per le attese biennali per sottoporsi ad accertamenti diagnostici. Mister Schillaci, non solo un tenace picconatore del Servizio Sanitario Nazionale, nel tempo libero, tra la soluzione di un cruciverba e una puntata televisiva della fiction sui ‘doc’, alimenta il bottino di figuracce dei suoi colleghi e follia, ma vero, inserisce nella ‘rosa’ dei trenta consulenti del Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni (Nitag) due medici “no-vax”, Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle, che hanno espresso pubblicamente idee contrarie ai vaccini, in particolare sui quelli pediatrici e in generale anti-Covid. Esplode la contestazione, Garattini chiede di annullare il comitato vaccini e sono già diciottomila le firme di scienziati e medici, anche di Parisi, Nobel per la Fisica, ‘contro’ la scellerata decisione di Schillaci. Gravano sul ‘caso’ sospetti su interessi convergenti. Membri inseriti nella lista intrattengono rapporti con l’industria farmaceutica, come il docente universitario Domenico Martinelli e il pediatra del Bambin Gesù Alberto Villani, nel comitato anche nella passata composizione, mentre svolgevano consulenze e studi per le aziende che producono vaccini. Voci sommesse di Palazzo Chigi temono con il pessimismo della ragione che il comitato e il suo incauto promulgatore siano al capolinea, ma…ma sono troppi i precedenti di ministri avvinghiati alla poltrona, che protetti dalla ‘generosa’ assoluzione della Meloni (ma stavolta nel timore di perdere consensi potrebbe derogare dal finto innocentismo), si negano all’etica delle dimissioni riparatrici. Il caso di Bellavite e Serravalle è diventato scandalo internazionale. Ieri l’autorevole British Medical Journal, tra i più severi sul tema della trasparenza e delle prove scientifiche, ha dedicato al nostro Paese un articolo assai critico dal titolo “Scettici sui vaccini chiamati a assistere il governo in materia di immunizzazione.” Ed è panico per un passo dell’intervista rilasciata da Schillaci alla Stampa: “Stiamo pensando di togliere i dipendenti della sanità dal perimetro della Pubblica amministrazione”.
GLI “…AVVINTI COME L’EDERA”
Il governo Lega-razzista deve fare i conti con la ricerca fallimentare di esponenti della partitocrazia con curricula all’altezza del compito di guidare un grande e Bel Paese in crisi di identità, oberato da un debito pubblico catastrofico, reduce dal disastro del Covid, vittima dello squilibrio storico Nord-Sud. Per l’esito del vuoto spinto di candidati con gli attributi a posto Giorgia se ne sta nel mezzo di un cerchio zoppicante di inetti, che uno Stato di avanzata democrazia avrebbe cacciato a calci da Palazzo Chigi. Nella lista di incapaci (forte l’apprezzamento della satira politica) indigna la casella vuota del ministero per il Mezzogiorno, ma nessuna meraviglia, la borgatara della Garbatella subisce la disagiata compagnia di Salvini, Calderoli, Giorgetti Locatelli, Valditara che del Sud coltivano l’idea di “palla al piede” dell’Italia leghista. Non bastasse la pochezza di elementi come Piantedosi, Nordio, Lollobrigida, Sangiuliano, si sprecano i voti da bocciatura nella pagella del governo: ministri indagati, Santanchè-Salvini e non solo, il lotto di fantasmi evanescenti come Zangrillo, Bernini…, la sezione dei dannosi come la Calderone, di inerti come Urso (Ilva di Taranto scottante tema irrisolto, assenza da anni di un piano industriale). Al top dell’impopolarità c’è stabilmente Salvini (42% di giudizi negativi). Il provvedimento per il Ponte sullo Stretto è considerato il peggiore, seguito dal Decreto Sicurezza, dall’inasprimento delle regole sull’immigrazione, sulle manifestazioni pubbliche.
Bocciata la Santanchè, anche dalla maggioranza. L’ineffabile Orazio Schillaci, è il braccio della mente di Giorgia donna madre, cristiana che sovrintende allo smantellamento della sanità pubblica, con cinica indifferenza per i poveracci che muoiono impossibilitati a curarsi privatamente, per le attese biennali per sottoporsi ad accertamenti diagnostici. Mister Schillaci, non solo un tenace picconatore del Servizio Sanitario Nazionale, nel tempo libero, tra la soluzione di un cruciverba e una puntata televisiva della fiction sui ‘doc’, alimenta il bottino di figuracce dei suoi colleghi e follia, ma vero, inserisce nella ‘rosa’ dei trenta consulenti del Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni (Nitag) due medici “no-vax”, Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle, che hanno espresso pubblicamente idee contrarie ai vaccini, in particolare sui quelli pediatrici e in generale anti-Covid. Esplode la contestazione, Garattini chiede di annullare il comitato vaccini e sono già diciottomila le firme di scienziati e medici, anche di Parisi, Nobel per la Fisica, ‘contro’ la scellerata decisione di Schillaci. Gravano sul ‘caso’ sospetti su interessi convergenti. Membri inseriti nella lista intrattengono rapporti con l’industria farmaceutica, come il docente universitario Domenico Martinelli e il pediatra del Bambin Gesù Alberto Villani, nel comitato anche nella passata composizione, mentre svolgevano consulenze e studi per le aziende che producono vaccini. Voci sommesse di Palazzo Chigi temono con il pessimismo della ragione che il comitato e il suo incauto promulgatore siano al capolinea, ma…ma sono troppi i precedenti di ministri avvinghiati alla poltrona, che protetti dalla ‘generosa’ assoluzione della Meloni (ma stavolta nel timore di perdere consensi potrebbe derogare dal finto innocentismo), si negano all’etica delle dimissioni riparatrici. Il caso di Bellavite e Serravalle è diventato scandalo internazionale. Ieri l’autorevole British Medical Journal, tra i più severi sul tema della trasparenza e delle prove scientifiche, ha dedicato al nostro Paese un articolo assai critico dal titolo “Scettici sui vaccini chiamati a assistere il governo in materia di immunizzazione.” Ed è panico per un passo dell’intervista rilasciata da Schillaci alla Stampa: “Stiamo pensando di togliere i dipendenti della sanità dal perimetro della Pubblica amministrazione”.
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