Pochi associano il quotidiano Riformista, organo esemplarmente fazioso, che vomita veleno sulla sinistra e chi la rappresenta, al proprietario, l’immobiliarista Alfredo Romeo protagonista di processi a carico, di condanne e assoluzioni. La sentenza di primo grado lo ha condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione per frode e corruzione. Velardi trasloca dalla corte di personaggi influenti della sinistra sulla sponda opposta, in cambio della direzione del Riformista e commenta: “Quanto alla giustizia un caro, carissimo saluto a chi ancora ci crede” e fa impallidire perfino la campagna di delegittimazione berlusconiana della magistratura, il tiro al bersaglio sui giudici del regime Meloni.
Il riformista è schierato scaglia frecce avvelenate contro il popolo palestinese, assolve Netanyahu, vomita insulti su esponenti e vetrici della sinistra e ingaggia chiunque chi abiura al proprio passato per saltare sul carro sbilenco del potere, anche se affine al regime responsabile della Shoa. Anomalia di La 7, della sua linea editoriale solidale con la Palestina per il genocidio che subisce Gaza. Il giornalista Parenzo non nasconde di esser ebreo e fin qui massimo rispetto, ma indigna il suo schieramento filo israeliano che assolve la strage di palestinesi di cui è responsabile Netanyahu. Sono decine gli articoli e le interviste dei media di destra contro il popolo della Striscia. De di oggi è il titolo indecente del Riformista “Hamas non può vincere militarmente contro Israele e spera che più palestinesi muoiano”.
Con “Sul Riformista’ scrive anche Fiamma Nirenstein, ebrea, naturalizzata israeliana, ex giornalista di sinistra ora in piena consonanza con il direttore Velardi. In una intervista ha affermato di essere nata comunista: Corriere della Sera, Giustizia e Libertà, Paese Sera, attiva nei circoli culturali comunisti. Fatale la visita in Israele, nel kibbutz ai piedi del Golan. Al rientro in Italia ha inizio il distacco dalla sinistra. Diventa consulente del governo di Tel Aviv per la lotta all’antisemitismo, è ritenuta laica e conservatrice, sostiene il diritto di Israele all’autodifesa (anche i sessantamila palestinesi, le migliaia di bambini uccisi, la ‘pulizia etnica’ di Netanyahu?). Dal 2006, finisce tra i redattori del destrorso il Giornale” e completa la curva di giornalista e politica per collocarsi a destra. Si oppone ad ogni negoziato con Hamase nel 2012, durante l’offensiva israeliana ‘Colonna di Nuvole’ contro Gaza, affermò che chi non vedeva quell’atto come semplice autodifesa e sopravvivenza di Israele era in malafede.
“Antisemitismo mascherato da umanitarismo” e altre farneticanti elucubrazioni: Netanyahu cerca pace, non consenso (meritevole del Nobel?). L’antisemitismo si diffonde nella sinistra dei pro-Pal e di Albanese, mascherato da ‘umanitarismo’. Israele vuole vincere contro una forza nazista (ma nazista non è il genocidio dei palestinesi?) che perseguita la propria popolazione” (da 80 anni lo fa Israele contro la Palestina). Netanyahu ha osato dove nessuno aveva osato: colpire Hezbollah e uccidere Nasrallah, attaccare l’Iran a 2.400 km di distanza senza perdere un aereo, indebolire Assad e tagliare l’autostrada delle armi verso il terrorismo” (ma assordante silenzio su quelle ricevute da Trump, dall’Italia).
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