Genocidio nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania a tappe sempre più forzate per raggiungere l’obiettivo finale il 7 ottobre 2025.
Il Killer Maximo, Bibi Netanyahu, gonfia il petto e proclama al mondo che sta per nascere il ‘GRANDE ISRAELE’.
Un altro falco assassino del suo esecutivo, il ministro Bezalel Smotrich, annuncia la prossima costruzione di altre 3.400 abitazioni in Cisgiordania, per piazzare i soliti coloni che rubano la terre ai legittimi proprietari, i palestinesi.
La deportazione dei quali, comincerà a breve termine: e una delle mete ora partorite dalla fantasia omicida del premier e del suo governo, è il Sud Sudan, paese in gravissima carestia e allo stremo: dove potranno trovar comodo spazi altri affamati, diseredati e massacrati, i palestinesi.
Alcune voci di forte dissenso si levano. Ma a quanto pare – e come drammaticamente poi vedremo – sono solo una goccia nel deserto.
Partiamo dalla possibile, prossima destinazione per il Grande Esodo, ossia la Deportazione in perfetto stile hitleriano.
Eufemisticamente il premier boia colorisce il tutto come “migrazione volontaria”. Mentre – con un perfetto lapsus freudiano – il ministro della comunicazione Shlomo Karhi, parla di “piano di deportazione”.
Subito messo in riga e riportato all’ordine dal premier, il quale sostiene che “la popolazione di Gaza sarà spostata per la sua protezione”: ma quanto è buono lei, signor Padrone… E il gentile ‘spostamento’ comincerà in concomitanza con le maxi operazioni di rastrellamento e di sterminio di qualsiasi anima si trovi lungo tutta la Striscia, per completare la pulizia etnica e liberare l’area da quegli esseri immondi, i palestinesi, dei veri SUBUMANI.
E proprio così li hanno sempre ritenuti i soldati dell’esercito criminale di Tel Aviv, le truppe IDF. Come racconta e denuncia un suo ex sergente, Yehuda Shaul, oggi animatore dell’associazione ‘Breaking the Silence’: “Nessun soldato che abbia operato nei territori palestinesi occupati ha le mani pulite, siamo tutti responsabili della situazione a Gaza: i militari li considerano SUBUMANI: non li vedono come esseri umani uguali a loro”.
Atroce ma vero.
Torniamo alla nuova meta nei diabolici piani elaborati dal premier nazista di Tel Aviv.
Secondo fonti diplomatiche confermate dall’autorevole ‘Associated Press’, I vertici israeliani sono alla stretta finale di una trattativa fino ad oggi top secret. Condotta con le autorità del Sud Sudan, da mesi e mesi alle prese con una guerra civile che ha massacrato il paese, creato un esercito affamati (il 57 per cento della popolazione), con oltre 2 milioni di bimbi ridotti a scheletri, 60 mila abitanti in totale carestia.
Insomma, una Gaza 2. Forse proprio per questo la fantasia tarata di Bibi coglie nel segno: trasferiamo i palestinesi in un Paese dove le condizioni sono non poi così differenti da quelle della Striscia. Geniale, no? Per farli sentire un po’ a casa loro…
Il reporter e fresco autore di un libro-j’accuse (‘First Raise a Flag’) sull’esplosiva situazione in Sud Sudan, Peter Martell, rivela le trame della lurida connection sulla pelle non solo dei palestinesi, ma anche dei sudanesi, due popoli presi in ostaggio, ricattati & massacrati con una sola fava avvelenata: “Il Sud Sudan ha bisogno oggi di un qualsiasi alleato, di guadagni finanziari e di qualsiasi sicurezza diplomatica possa ottenere. Li affiderebbero anche al diavolo pur di trovare una qualche via d’uscita”. Soprattutto dopo che la guerra civile sta deflagrando, con l’arresto del capo dell’opposizione, Riek Machar.
E quel diavolo, adesso, ha la precisa sagoma di Israele e degli Stati Uniti. Con gli Usa del sempre più invasato e bipolare Donald Trump pronti ad avallare qualsiasi piano del deciso dal governo killer di Tel Aviv!
Dicevamo, qualche voce pur si leva, contro i progetti hitleriani decisi dall’esecutivo israeliano.
Come quella di Ariel Toaff, figlio dell’ex rabbino capo di Roma Elio, e per anni docente di Storia Moderna e del Rinascimento all’Università Bar-Ilon di Ramat Gan, a un tiro di schioppo da Tel Aviv.
Ecco le sue parole di vero ‘Fuoco’, postate su Facebook: “Israele sotto Netanyahu sta imboccando, come un ciuco ubriaco, la strada verso un totale isolamento internazionale e una debacle economica senza precedenti. Se riusciremo a uscirne, ci vorrà molto tempo per rimetterci in sesto. Dell’immagine morale di Israele non parlo, perché l’ha persa da tempo”.
Così continua: “Gaza non rischia di essere la tomba di Netanyahu e dei suoi folli seguaci, ma la nostra. E non abbiamo fatto niente per impedirlo. Di fatto siamo suoi complici. La giusta e crudele punizione non tarderà a raggiungerci. E’ uno dei capitoli più infami nella storia del sionismo moderno. I morti ammazzati di Gaza, donne e bambini, ci inseguiranno con le loro torce fiammeggianti fino al fuoco dell’inferno”.
E conclude: “E ora provate a bloccarmi e a cancellare il mio post: ipocriti, pavidi e vigliacchi. Siete una vergogna nella storia del popolo di Israele”.
Parole di autentico ‘fuoco’ e perfettamente condivisibili.
Ma destano ancor più preoccupazione – se è mai possibile – alcune frasi pronunciate dalla storica e giornalista Paola Cariddi.
Ci siamo più volte posti l’interrogativo, ne scrivevamo anche pochi giorni fa: fino a che punto e in che misura i cittadini israeliani si oppongono alle politiche criminali del loro governo. Perché si ha notizia di non poche manifestazioni di piazza e, ad esempio, di levate di scudi d’un vero esercito (a quanto pare 600) tra ex ufficiali e generali IDF.
Un fresco sondaggio, citato da Cariddi, fa gelare il sangue nelle vene: l’80 per cento dei cittadini israeliani è pro Netanyahu e le sue politiche di genocidio e deportazione.
Del resto, un altro sondaggio appena effettuato da ‘Middle Est Eye’ e da ‘Israeli Channel12News’, documenta il 70 per cento dei consensi all’amico Trump sui quei criminali progetti di Tel Aviv.
Commenta amaramente Cariddi: “In questa situazione, se l’80 per cento della società israeliana è a favore, non è responsabile solo il governo Netanyahu con l’estrema destra che lo tiene in pugno. Ma è responsabile uno Stato. Ricordiamo che il presidente Herzog ha firmato con un pennarello le bombe che dovevano essere sganciate su Gaza”.
“Questo è un genocidio che si accompagna ad un’occupazione che dura dal 1967, all’espulsione dei campi profughi della Cisgiordania di decine di migliaia di palestinesi. Noi parliamo solo di Gaza, ma non di quello che sta succedendo in Cisgiordania e a Gerusalemme est”.
A far rabbrividire è la ‘notizia’ sul consenso dei cittadini a quei progetti degni di Adolf Hitler.
Siamo forse sbarcati su Marte e non ce ne siamo accorti?
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