URSULA VON DER LEYEN / “DISTRUTTI” GLI SMS BOLLENTI DEL PFIZERGATE

Dopo quasi tre anni di tira e molla, alla fine la Commissione Europea ha ceduto. E ha ammesso di aver “distrutto” gli sms bollenti del ‘PZIFERGATE: il giallo da ben 71 miliardi di euro che poco più di un mese fa stava per provocare l’impeachment del potente (e riconfermato) commissario della strategica Commissione Ue, la nazi Ursula von der Leyen che continua – imperterrita – a combinarne di tutti i colori sulla pelle di tutti i cittadini europei (e non solo), senza che alcuno muova un dito.

Partiamo dalle news per poi riavvolgere il nastro su tutta la story, che più dirty non si può.

Albert Bourla. Sopra, Ursula von der Leyen

Pochi giorni fa la Commissione Europea ha inviato un breve ma succoso documento al ‘New York Times’ in cui viene affermato che la Commissione stessa è entrata in possesso dei messaggini intercorsi ad inizio 2021 tra von der Leyen e il Ceo di Pfizer, Albert Bourla, per i 3 contratti d’acquisto dei sieri Comirnaty. Ma – si specifica – erano “di breve durata” e di scarso significato, a loro insindacabile parere, tanto da “non essere ritenuti degni di archiviazione”. Inoltre, la nota precisa che subito dopo il cellulare di lady Ursula è stato più volte cambiato, “senza che vi fosse alcun trasferimento dei dati”.

Da tener presente che proprio il New York Times, nel 2023, ha citato in giudizio la stessa Commissione UE, dopo che questa si era rifiutata di trasmettere al quotidiano il testo dei messaggini bollenti, richiesta effettuata in forza del ‘Freedom of Information Act’.

Solo pochi mesi fa, la Corte di Giustizia UE ha stabilito che la Commissione UE ha violato le norme sulla trasparenza, non divulgando quei messaggi, non trasmettendoli al quotidiano americano che ne aveva fatto espressa richiesta, e oltretutto non fornendo alcuna “spiegazione credibile” circa il suo comportamento omissivo, e sul motivo per cui i messaggi non potessero contenere informazioni importanti e di pubblico interesse: soprattutto perché riguardavano la salute di tutti i cittadini.

Non contenta, la Commissione, proprio in questi mesi, ha fatto esplicitamente sapere che il ‘Digital Service Act’ (DSA), ossia la nuova legge europea che regolamenterà internet, dovrà essere finalizzato, in modo molto specifico, a reprimere la ‘disinformazione’ sui vaccini: tradotto in soldoni, ad ostacolare in ogni modo possibile la diffusione delle notizie, soprattutto della contro-informazione, sui colossali danni provocati dall’uso dei vaccini, soprattutto quelli a mRNA, che stanno causando effetti collaterali devastanti e facendo molti più morti del Covid, come ormai dimostrano in modo chiaro – cifre alla mano – non pochi studi condotti da ricercatori indipendenti (dall’immenso potere corruttivo di Big Pharma e, ad esempio, dalla cricca griffata von der Leyen).

Torniamo proprio alle imprese affaristico-criminali portate avanti, a partire dal 2021, dalla tandem criminale.

In pochissime parole riassumiamo l’affaire. Ossia i 3 contratti per l’acquisto UE, nel 2021, di sieri prodotti da Pfizerper ben 71 miliardi di euro. Molto anomali già i primi due, che prevedevano clausole vessatorie per chi acquista (i cittadini UE) e nessuna penale per l’acquirente, Pzifer. Ed il terzo, più grosso contratto (da 31 miliardi) veniva sottoscritto addirittura via sms, alcuni messaggini intercorsi tra i due compagni di merende, Ursula e Albert, già in rapporti d’affari con suo marito, Heiko von der Leyen, ai vertici di ‘Orogenesis’, sigla di biotecnologie a stelle e strisce. Poi improvvisamente spariti nel nulla, letteralmente volatilizzati quegli sms galeotti…

A nulla sono valsi i tentativi di conoscere il contenuto di quegli sms. Ci ha tentato il Difensore Civico europeo, un flop. Poi ci ha provato una apposita Commissione parlamentare d’inchiesta Ue, alle cui convocazioni ‘il gatto e la volpe’ hanno sempre risposto picche.

Il Tribunale di Liegi

Così come fino ad oggi i due, lady Ursula e mister Bourla, hanno sempre disertato le udienze davanti al Tribunale di Liegi. Che alla fine, a quanto pare, ha deciso di alzare bandiera bianca: nel corso dell’ultima, pochi mesi fa, ha infatti rinviato senza stabilire la data della prossima udienza.

Ai confini della realtà.

Poco più di un mese fa, come detto, la mozione di sfiducia presentata dell’europarlamentare rumeno Gheorghe Piperea, proprio basata sul ‘Pfizergate’. Lady Ursula l’ha fatta franca ancora un volta. Ma ottenendo molti meno voti del previsto, ossia di quanti avrebbe dovuto ricevere se la sua ‘compagine’ fosse stata compatta. Prime crepe nel fortino che si è abilmente costruita intorno: cementato, soprattutto, dalla sempre più forte chiamata alle armi, rivolta a tutti i paesi europei, dalla capa (o Kapò) UE che, non dimentichiamolo, prima di sbarcare trionfalmente ai vertici UE ha ricoperto la carica di ministro tedesco della Difesa.

Più volte la Voce ha acceso i riflettori su crimini & affari di lady Ursula, degni della Corte Penale Internazionaledell’Aja (territorialmente molto vicina ai palazzi dei vertici UE). Peccato che la voce di quella Corte, ormai, conti come il 2 di briscola, soprattutto visto quanto succede a Gaza e al genocidio fino ad oggi totalmente impunito perpetrato da Bibi Netanyahu & dalla sua gang.

Abbiamo sottolineato ‘crimini’, perché quei maxi affari sono stati gestiti sulla pelle di tutti i cittadini: visto che si trattava di prodotti non solo ‘inefficaci’ (il meno) ma soprattutto totalmente ‘insicuri’, quindi ben peggiori del virus che in teoria avrebbero dovuto combattere e sconfiggere.

Basta andare alla casella CERCA, che si trova in alto a destra del nostro sito, e digitare URSULA VON DER LEYEN o ALBERT BOURLA, oppure PFIZER per ritrovarne a bizzeffe.

Ecco, comunque, l’ultimo pezzo, messo in rete il 9 luglio 2025,

URSULA VON DER LEYEN / COMINCIA A PAGARE PER IL ‘PZIFERGATE’ ?


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