ANAS AL SHARIF

I regimi di destra, ancor più se emanazione della destra estrema, ci temono e mi permetto di includermi o nel capitolo più odiato dai tiranni del giornalismo critico del potere sovranista: la verità dei media non assoggettati al potere fa male all’inconsistenza aggressiva di Trump, Putin, Jinping, Kim Jong-un, Milei, Netanyahu, Orban, Erdogan, ai neofascisti che ci s-governano. La violenza dell’antidoto si materializza con il carcere, l’eliminazione fisica del ‘nemico’, la chiusura delle testate scomode, la diffusione massiva di fake news’, l’hackeraggio. Putin avvelena i dissidenti, Trump ricatta la stampa a lui ostile, Erdogan incarcera decine di giornalisti. Per non essere da meno Netanyahu attiva plotoni di esecuzione per i reporter impegnati a rischio della vita nel tragico racconto del genocidio, della violenza disumana che uccide i bambini palestinesi perché da adulti non  diventino cittadini di un popolo a lui legittimamente ostile. L’assassinio del giornalista di al Jazeera Anas al-Sharif, inviato della “La voce di Gaza” e della sua troupe, ha suscitato indignazione globale (la condanna verbale  non costa niente) del mondo occidentale, dei Paesi europei, dell’Italia meloniana. Ipocrita, evanescente, astratta, colpevolmente rituale, si nega a misure concrete che mettano fine alla strage di innocenti, una per tutte allo stop della fornitura di armi a Tel Aviv, dell’ospitalità da negare a Natanyahu, al suo arresto ordinato dalla Corte Penale internazionale. Purtroppo sono voci nel deserto, inascoltate, le contestazioni di Israele democratica al regime della destra fascista, le innumerevoli manifestazioni per la Palestina in tutto il mondo, gli appelli di intellettuali per il riconoscimento (ancora negato dall’Italia della Meloni) di Israele-Palestina ‘due poli, due Stati’. L’uccisione dei cronisti di al Jazeera, è spacciata cinicamente da Tel Aviv come operazione per eliminare un dirigente di Hamas (falso). Tenta di nascondere l’infamia di 270 giornalisti, ‘osservatori neutrali protetti dal diritto internazionale della Convenzione di Ginevra,  uccisi finora nella Striscia. Mente Netanyahu, spudoratamente: “Dall’inizio della guerra, Israele ha fatto entrare quasi 2 milioni di tonnellate di aiuti!” Ecco, la propaganda israeliana, non teme il ridicolo. Il giornalista Al Sharif,  ucciso dagli israeliani, sapeva di essere un bersaglio di Netanyahu.

A seguire il suo ‘testamento’.

[“Se queste parole vi giungono, sappiate che Israele è riuscito a uccidermi e a mettere a tacere la mia voce. Innanzitutto, la pace sia su di voi, insieme alla misericordia e alle benedizioni di Dio. Dio sa che ho dedicato ogni briciola di impegno e forza in mio possesso per sostenere ed essere una voce per il mio popolo dal momento in cui ho aperto gli occhi nei vicoli e nei quartieri del campo profughi di Jabalia. La mia più profonda speranza era che Dio mi concedesse una vita abbastanza lunga da tornare con la mia famiglia e i miei cari nella nostra città natale di Ashkelon occupata, Al-Majdal. Ma la volontà di Dio ha prevalso e il Suo giudizio è stato eseguito. Ho vissuto il dolore in tutte le sue forme, ho assaporato la sofferenza e la perdita più e più volte. Eppure, mai per un giorno ho esitato a dire la verità così com’è, senza falsificazioni o distorsioni, sperando che Dio fosse testimone di coloro che sono rimasti in silenzio, di coloro che hanno accettato la nostra uccisione, di coloro che hanno soffocato il nostro respiro, i cui cuori sono rimasti insensibili ai resti dei nostri bambini e delle nostre donne, e che non sono riusciti a fermare il massacro che il nostro popolo ha sopportato per oltre un anno e mezzo. Vi affido la Palestina, gioiello della corona musulmana e cuore pulsante di ogni persona libera al mondo. Vi affido il suo popolo e i suoi figli oppressi, privati della possibilità di sognare, di vivere in sicurezza e pace. I loro corpi puri schiacciati sotto migliaia di tonnellate di bombe e missili israeliani, fatti a pezzi e sparsi sui muri. Vi affido il compito di non lasciarvi ridurre al silenzio dalle catene, né di lasciarvi limitare dai confini, ma di essere ponti verso la liberazione delle nostre terre e del nostro popolo, finché il sole della dignità e della libertà non sorgerà sulla nostra patria usurpata. Vi affido il benessere della mia famiglia. Vi affido la pupilla dei miei occhi, la mia amata figlia Sham, che il tempo non mi ha permesso di vedere crescere come un tempo sognavo. Vi affido il mio caro figlio Salah, che desideravo fosse il mio aiuto e compagno in questo cammino, che crescesse forte e mi togliesse il peso, completando la missione. Vi affido la mia amata madre, grazie alle cui benedette preghiere ho raggiunto ciò che ho ottenuto”. Vi affido anche la mia compagna di vita, la mia amata moglie Um Salah Bayan, da cui la guerra mi ha separato per lunghi giorni e mesi, eppure è rimasta fedele al nostro patto, salda come un tronco d’ulivo che non si piega”. “Ve li affido affinché voi stiate al loro fianco e siate il loro sostegno dopo Dio Onnipotente. Se dovessi morire, morirei saldo nei miei principi.Perdonatemi se ho mancato e imploro per me misericordia, perché ho mantenuto saldamente il patto e non ho mai cambiato né vacillato. Non dimenticate Gaza. E non dimenticatemi nelle vostre giuste preghiere per il perdono e l’accettazione.

Anas Jamal Al-Sharif, 6 aprile 2025].


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