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Ridere, piangere, deprimersi? Forse odiare questo mondo malato, infettato dal virus di una incontrollata pandemia che si diffonde con il diabolico ricorso al cinismo della politica di mestieranti assorbiti dall’unica molla praticata del profitto personale, concausa impunita di milioni di vittime ella povertà, di guerre provocate da biechi interessi venali, di mai deposte velleità colonialiste, del pianeta Terra destinato all’estinzione, sperso nel cosmo privo dell’umanità fino a quel momento dominato dai manipolatori di tecnologie al servizio dei potenti, senza controllo sulla gestione dell’Intelligenza Artificiale.

È lecito congiungere questo ‘je accuse’ all’incombente tragicomicità del fenomeno Rita De Crescenzo? Parzialmente lo giustifica il rifiuto del bombardamento mediatico che ci sfinisce con l’allarme meteo, la scoperta del costo record italiano di un posto spiaggia da 1.500 euro al giorno, esclusività per i detentori di petroldollari arabi, lo sdegno, purtroppo frustrato per il fronte incendi (in sospetto di dolo) che devasta tre chilometri del Grande Vecchio, del Vesuvio in fiamme, per il fitto, fuorviante chiacchiericcio su arrivi e partenze dei giocatori azzurro-napoletani, vera distrazione di massa.

Rita, citata dai social come cantante e tiktoker, influencer, protagonista del successo ultrapopolare “Ma te vulisse fa na gara e ballo?”, messa incinta all’età record di 12 anni da un camorrista de Clan Contini, titolare di un negozio di cosmetici e di gadget rappresentativi del suo personaggio: la Napoli dei neomelodici, della ‘cazzimma’, l’adotta e involontariamente, o per antitesi con la frustrazione del mondo a cui la signora appartiene, l’elegge a ”Masaniella”, e si appresta a coronare con il suo ingresso in politica, la solida popolarità. Ella anticipa il sogno di un scanno a Montecitorio, non a caso si esibisce con la canzone “Facimme ammore nun facimme a guerra”, invito pacifista erede di “Mettete dei fiori nei vostri cannoni”, Il progetto lo disegna l’intreccio con la velleità parlamentare di Maria Rosaria Boccia, ancora alle prese con la vicenda Sangiuliano e parte l’annuncio di intrufolarsi con lei nel calderone ribollente, caotico della partitocrazia. Le due socie diventano co-protagoniste di “Pasta podcast! Politica”, velleitario approccio ai temi di politica, comunicazione, musica, medicina estetica, dieta e libri, di nove puntate Tv di mezz’ora per sconfiggere sfiducia e astensionismo!

Nel frattempo due incidenti di percorso: Verde, sindaco di Forio d’Ischia, nega il permesso all’esibizione della De Crescenzo nella sala bingo del suo comune,  per “Tutelare l’immagine del paese ed evitare cattiva pubblicità. No al trash”. La Tiktoker risponde con la minaccia “Ci vediamo in tv a settembre”. Pochi giorni prima un video girato negli uffici del Consiglio regionale della Campania ha mostrato la signora in questione e Angelo Napolitano, altro influencer, ospiti del consigliere di ‘Azione’ Di Fenza. Calenda, leader nazionale del partito non ci sta, definisce il suo seguace Buffone colpevole di pantomime indecenti con personaggi improbabili e vaiasse varie” e decide l’espulsione dal partito.


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