GAZA / 6 REPORTER AMMAZZATI IN UN SOL COLPO. ECCO UN ULTIMO MESSAGGIO 

La strage nella strage.

Quella dei giornalisti, dei reporter, spesso free lance.

Fino ad oggi ne ha ammazzati circa 220 l’esercito israeliano (IDF) al servizio del boia a capo del governo nazista di Tel Aviv, Bibi Netanyahu.

L’ennesimo blitz solo poche ore fa, vicino all’ospedale Al-Shiza di Gaza City: in un sol colpo un missile israeliano ne ha fatti fuori ben 6, tutti di ‘Al Jazeera’, 2 giornalisti e 4 cineoperatori. L’ultimo è morto solo pochi minuti fa (infatti, un primo bilancio parlava ‘solo’ di 5 trucidati).

Non solo il massacro. Ma subito anche la vergognosa pezza a colori, la miserabile ‘giustificazione’ che i vertici dell’IDF hanno avuto la faccia di rendere nota: assassini, dunque, e anche mentitori della più sozza specie.

Ecco le parole, che fanno venire i brividi e un odio senza confini per le autorità hitleriane di Tel Aviv. Si riferiscono ad un giovane ma già affermato reporter di guerra del team griffato ‘Al-Jazeera’, il ventottenne Anas Al-Sharif, bollato come ‘giornalista-terrorista’.

Il bombardamento sull’ospedale di Gaza City. In apertura Anas Al-Sharif

Senza alcuna vergogna, infatti, mettono nero su bianco i vertici IDF: “Il terrorista ha mascherato la sua identità. Agendo sotto mentite spoglie. E’ stato invece a capo di una cellula di Hamas e ha promosso piani di lancio di razzi contro cittadini dello Stato di Israele e delle forze armate israeliane”.

Hanno il coraggio di  aggiungere: “IDF aveva già in precedenza rivelato informazioni di intelligence che confermavano la sua affiliazione militare con l’organizzazione terroristica di Hamas. Un’attività che Al-Jazeera ha cercato in tutti i modi di mascherare”.

Colossali menzogne, depistaggi alti come un grattacielo.

Che dimostrano ancora una volta, ce ne fosse mai ulteriore bisogno, lo spessore totalmente criminale dello Stato di Israele, del governo nazista di Tel Aviv, del suo premier Kapò Netanyahu, dell’esercito killer e del Servizio segreto più lurido al mondo, il MOSSAD, cui tiene compagnia la storicamente criminale (e alleata) CIA. Dio li fa e poi li accoppia.

Null’altro da aggiungere, visto che da ormai quasi due anni (ma a cominciare dal 1947) lo Stato di Israele ne ha combinate di tutti i colori, sotto il profilo criminale: altro che Norimberga 2!

C’è solo da capire: i cittadini israeliani, il popolo ebreo fino a che punto ci è o ci fa. Abbiamo tante volte scritto delle manifestazioni di piazza anti Netanyahu: ma arrivati a questo punto, bastano? E poi: che percentuale rappresentano? Una metà o sono solo una minoranza? La questione è di non poco peso. Staremo a veder presto, se fanno sul serio o sono solo ‘sceneggiate’.

Ci preme, invece, farvi leggere l’ultimo messaggio scritto e firmato dal ventottenne reporter di Al-Jazeera, il ventottenne Anas. E’ datato 6 aprile, quindi risale a oltre 4 mesi fa. Sapeva che l’atroce conflitto gli avrebbe prima o poi riservato qualche sorpresa. Eccone le parole, che fanno venire davvero i brividi.

Questa è la mia volontà e il mio messaggio finale. Se queste parole vi giungono, sappiate che Israele è riuscito ad uccidermi e a mettere a tacere la mia voce”.

Innanzitutto, la pace sia su di voi e la misericordia e la benedizione di Allah. Allah sa che ho dedicato ogni sforzo e tutte le mie forze per essere un sostegno e una Voce per il mio popolo, fin da quando ho aperto gli occhi alla vita nei vicoli e nel campo profughi di Jabalia”.

Speravo che Allah prolungasse la mia vita, così da poter tornare con la mia famiglia. Ma la sua volontà è arrivata prima, e il Suo decreto è definitivo”.

Netanyahu con le pattuglie criminali dell’IDF

Ho vissuto il dolore in ogni suo dettaglio, ho assaporato la sofferenza e la perdita molte volte; eppure non ho mai evitato di trasmettere la verità così com’è, senza distorsioni o falsificazioni, affinché Allah potesse testimoniare contro coloro che sono rimasti in silenzio, coloro che hanno accettato la nostra uccisione, coloro che ci hanno soffocato il respiro e i cui cuori sono rimasti insensibili di fronte ai resti sparsi dei nostri bambini e delle nostre donne, senza far nulla per fermare il massacro che il nostro popolo ha affrontato per più di un anno e mezzo”.

Ti affido la Palestina, il gioiello della corona del mondo musulmano, il cuore pulsante di ogni persona libera di questo mondo. Ti affido il suo popolo, i suoi bambini innocenti e oppressi che non hanno  mai avuto il tempo di sognare o di vivere in sicurezza. I loro corpi sono stati schiacciati sotto migliaia di tonnellate di bombe e di missili israeliani, fatti a pezzi e sparsi lungo i muri”.

Vi esorto a non lasciare che le catene vi zittiscano, né che i confini vi limitino. Siate ponti verso la liberazione della terra e del suo popolo, finché il sole della dignità e della libertà non sorgerà sulla nostra patria rubata”.

Vi affido la cura della mia famiglia. Vi affido la mia amata figlia Sham, la luce dei miei occhi, che non ho mai avuto la possibilità di vedere crescere come avrei sperato. Vi affido il mio caro figlio Salah, che ho desiderato sostenere e accompagnare per tutta la vita finché non fosse diventato abbastanza forte da portare il mio fardello e continuare la missione”.

Vi affido la mia amata madre, le cui preghiere mi hanno portato dove sono, le cui suppliche sono state la mia fortezza e la luce che ha guidato il mio cammino”.

Vi affido la mia compagna di una vita, la mia amata moglie, Bayan, dalla quale la guerra mi ha separato per lunghi giorni e mesi. Eppure è rimasta fedele al nostro legame, salda come il tronco di un ulivo che non si piega, paziente, fiduciosa in Allah, e ha portato la responsabilità in mia assenza con tutta la sua forza e fede”.

“Allah, accettami fra i morti, perdona i miei peccati presenti e futuri, e fa che il mio sangue sia una luce che illumini il cammino della libertà per il mio popolo e la mia famiglia. Perdonami se ho mancato e prega per me con misericordia, perché ho mantenuto la mia promessa e non l’ho mai cambiata né tradita. Non dimenticare Gaza. E non dimenticarti di me nella nostra sincera preghiera per il perdono e l’accettazione”.


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