Continuiamo a non capire l’asincronia di Macron, la spieghi per favore: è il primo Paese del G7 che riconosce il diritto della Palestrina ad essere Stato, ma rinvia l’ufficialità dell’importante decisione a settembre, all’assemblea generale delle Nazioni Unite dove com’è noto è sufficiente un solo voto contrario per bloccare ogni decisione. Chiarissima è la doppiezza del governo guidato dal criminale Netanyahu: pressato da mezzo mondo e dall’opposizione interna, accetta una parvenza di tregua dell’aggressione genocida di Gaza, ma in pratica la gestisce unilateralmente e non apre varchi all’ingresso dei camion di aiuti in numero sufficiente a evitare la morte di palestinesi per denutrizione. In piena pausa virtuale del massacro di gaziani attacca il loro desolante campo profughi e ne uccide altri trenta. Stride, indigna, la rabbia congiunta di Israele e Stati Uniti (sintonia Netanyahu e il segretario di Stato americano Rubio) per l’annuncio di Macron che sembra poter scuotere la colpevole apatia dell’Occidente, l’indiretta complicità con Netanyahu e il massacro di palestinesi.
Prima della Francia, dieci dei 27 Paesi dell’Ue avevano già riconosciuto la Palestina come Stato: Bulgaria, Cipro, Ungheria, Polonia e Romania nel 1988, prima di diventare Stati dell’Ue. Anche l’ex Cecoslovacchia, ma dopo la divisione interna lo ha confermato solo la Slovacchia che collabora con la Palestina, per quuanto che consente il genocidio in atto, nel campo dell’istruzione e degli aiuti umanitari. Non condividono l’iniziativa di Macron la Germania, almeno per il momento, l’Italia per non ‘disturbare l’amichettismo’ con Trump della Meloni, che ‘spara’ un’altra sentenza da lettino di psicanalisi: “Il riconoscimento sarebbe ‘controproducente’ senza che ci sia uno Stato di Palestina”. Non manca il materiale per sedute freudiane. Chi si oppone alla soluzione “Due popoli, due Stati” sostiene: “Il riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele (sponsor Trump) che ha spinto l’ambasciata statunitense a trasferirsi da Tel Aviv rende irrealizzabile considerare la Palestina Stato”. (perché mai?). L’idea ignorata della soluzione a due Stati per il conflitto israelo-palestinese, è stata alla base dei negoziati di pace tra israeliani e palestinesi dagli accordi di Oslo del 1993 fino al 2014. L’Autorità palestinese ne sostiene ancora la necessità, Israele non appoggia più questa soluzione al conflitto, in sintonia con gli alleati Stati Uniti.
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