Non fa neanche in tempo a godersi la mitica copertina del ‘Time’, la premier che tutto il mondo ormai ci invidia, Giorgia Meloni, che arriva la doccia gelata dei dati contenuti nel fresco Rapporto OCSE 2025, appena presentato al CNEL. Ovviamente semi-ignorato da giornali e tivvù, quasi oscurato, vista la cronica genuflessione dei media di casa nostra di fronte ai ‘Potenti’ di turno.
Passiamo allora in rapida carrellata alcuni di quei drammatici dati, che mostrano un Belpaese ridotto davvero male, alla frutta. Ai Meloni.
Siamo fanalino di coda, tra i paesi dell’area OCSE, sotto non poche voci ‘strategiche’, indicatori che fanno realmente capire lo stato di salute di un Paese. E noi abbiamo una febbre da cavallo, a quanto pare.
Fanalino di coda, ad esempio, sul fronte dell’occupazione, sempre sbandierato come un vessillo da lady Giorgia, e come emblema dei favolosi risultato ottenuti nei quasi quasi tre anni di (s)governo.
Mette nero su bianco il rigoroso rapporto OCSE: “Nonostante alcuni piccoli aumenti percentuali tra maggio 2024 e maggio 2025, il tasso di occupazione in Italia rimane significativamente inferiore rispetto alla media Ocse”. Quasi 7 punti percentuali in meno! Ossia il 62,9 per cento rispetto al 70,4 per cento: da brividi, eppure la ‘Giorgia’ nazionale se la suona e se la canta.
Stando alle previsioni elaborate del rapporto, “il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile nel 20025 e nel 2026, mentre l’occupazione totale dovrebbe crescere rispettivamente dell’1,1 per cento e dello 0,6 per cento”. Percentuali risibili, perché non scalfiscono il gap rispetto a tutti gli altri paesi.
Passiamo alla nota dolente, e strategica. sul fronte sociale ed economico: i salari. “Sono in lievissimo aumento – mette nero su bianco il bollente dossier – ma non hanno recuperato il potere d’acquisto perduto”, in modo più che abbondante negli scorsi anni. E anche stavolta le cifre sono impietose e parlano molto, molto chiaro sul crac-Italia.
Ecco le parole scritte dagli esperti OCSE che non lasciano spazio ai dubbi e inchiodano la politica di casa nostra; ma anche i sindacati, ormai in totale letargo da anni, tranne qualche sciopericchio tanto per far vedere.
“L’Italia ha registrato il calo più significativo dei salari reali fra tutte le principali economie dell’Ocse. Nonostante un lieve aumento nell’ultimo anno, all’inizio del 2025 i salari reali italiani erano ancora inferiori del 7,5 per cento rispetto all’inizio del 2021”.
Incredibile ma vero. Mentre lady Giorgia gongola e fa le piroette!
Sette (7) punti persi in 4 anni è una roba da brividi! Eppure, a quanto pare, nessuno se ne fotte, grida allo scandalo: neanche l’altrettanto dormiente opposizione targata Schlein!!
Un vergogna senza confini.
In un deserto politico che fa venire (nonostante la calura) i brividi…
Prosegue la impietosa analisi: “I recenti rinnovi contrattuali hanno portato ad un aumento salariale superiore al solito; tuttavia non sufficiente a compensare la forte perdita di potere d’acquisto”. E senza contare che “un dipendente su tre nel settore privato ha ancora il contratto scaduto”.
Una previsione per il futuro. Non poco amara: “La crescita dei salari reali dovrebbe rimanere molto moderata nei prossimo due anni”.
Una delle più forti preoccupazioni manifestate dall’OCSE riguarda l’invecchiamento della popolazione. E i riflessi sul mondo del lavoro. Ecco l’allarme: “In Italia, tra il 2023 e il 2060, la popolazione in età lavorativa diminuirà del 34 per cento”.
Aveva mai qualche Fumante Mente di casa nostra tirato fuori dal cilindro una previsione del genere?
I bocconi amari continuano.
“Se la produttività crescerà della metà del tasso osservato nell’Ocse negli anni ’90 (1 per cento circa), la crescita annuale del Pil pro capite potrebbe raggiungere un buon 1,3 per cento in più. Tuttavia questo obiettivo pare difficile per l’Italia, dopo le performance degli ultimi decenni”.
Non è certo finita qui. Eccoci ad un altro tasto dolente, il livello di professionalità della nostra manodopera.
Lascia molto, molto a desiderare, visto che – secondo la spietata diagnosi OCSE – “un adulto su tre ha competenze inadeguate e l’Italia si colloca agli ultimi posti nelle competenze di ‘numeracy’, seguita solo da Polonia, Portogallo e Cile”.
Finiamo con i tric trac. Ossia tre posti in graduatoria da mettersi le mani nei capelli.
Secondo il dossier OCSE, l’Italia è al 17° posto nella hit sul fronte del costo del lavoro; al 23° per quanto concerne i redditi dei dipendenti e addirittura ultima (ossia chiude miseramente la lunghissima classifica dei paesi del mondo occidentale griffati Ocse, in vita dal 1947) sul versante del “rendimento in busta paga degli aumenti”.
Capito in quale abisso siamo sprofondati?
Ma per la nostra Vispa Teresa è tutto rose e fiori. Il Paese sta bene, mai come ora, l’economia tira quanto una locomotiva, il Sud Veleggia, l’occupazione è ai massimi storici, la disoccupazione è un lontano ricordo.
Da 113, da neuro.
Basta chiedere un parere alle fermate dei bus, nei supermercati , nei cantieri dove si muore ogni giorno (3 oggi a Napoli in un sol colpo e poi per ‘Giorgia’ la sicurezza sul lavoro è una priorità!), oppure nei pronto soccorso.
Ma lorsignori di questo governo sfascista, ormai, vivono su Marte…
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