DIRETTE dal centripeto Franceschini e in parallelo dalla nostalgica demitiana Picierno, le convergenze parallele sull’operazione “sinistra fatti da parte, largo ai moderati di variopinta tendenza” procedono spedite e il commento musicale in sottofondo si deve all’eterna Orietta, alla Berti di ‘fin che la barca va (la zattera del centrismo), lasciala andare (sì, ma alla deriva!). Sfiora il sovrappeso l’impianto del temuto restauro di un pericoloso sodalizio cattolici-moderati in formazione demolitrice della sinistra: come negli autunni piovosi c’è abbondanza di funghi, così la manovra centrista raccoglie adepti in estate e rivela di aver concluso il primo step del piano progettato da tempo per appiattire quel che resta della sinistra-sinistra sotto assedio di Franceschini, Picierno, ‘Italia Viva’ di Renzi, ‘Azione’ di Calenda, i ‘Liberal’ di Marattin, i ‘Più uno’ di Ruffini, i ‘Pacifisti di Tarquinio, i ‘Civici’ di Onorato. E non finisce qui.
DA GENOVA ARRIVA ai naviganti il preoccupante messaggio del volto nuovo, della neo sindaca della città Silvia Salis, civica centrista e riformista, che Franceschini ha invitato a tenere d’occhio in chiave nazionale. A indicarla come papabile per una leadership al centro del centrosinistra sono Renzi e Franceschini. Dice la Salis: “La sinistra per espandersi deve consolidare un elettorato di centro sinistra. Sono stata raccontata come una pericolosa comunista, poi come una liberale camuffata da donna di sinistra. Ho fatto tutto l’arco progressista, ma sono una civica”. Ecco, è da work in progress l’assedio centrista al Pd.
Paura? Sì
E NON SONO NOTTI INSONNI!
Come i sondaggi che inventano percentuali di consensi ai partiti clamorosamente antitetici, per evidente empatia agli uni o altri così operano le agenzie di stampa. L’avreste mai immaginato? In Italia sono diciotto. Le più note sono l’Ansa e l’Agi (gruppo Eni). Un cenno chiarificatore per chi le utilizza professionalmente sull’agenzia ‘Vista’, nota per agire da megafono di Palazzo Chigi. È diretta da Alexander Jakhnagiev, abile, eclettico cittadino rumeno che ha intuito i vantaggi di fare informazione ‘benevola’ per chi da circa tre anni è al governo nel Paese dov’è migrato. ‘Vista’ incassa dalla presidenza del Consiglio fondi ‘interessanti’ per aver vinto il lotto di una gara indetta, appunto, da Palazzo Chigi. Il taglio giornalistico di ‘Vista’ per chi ha ‘vista acuta’ sui media racconta l’abilità del melonismo nel far conto su voci ‘amiche’ per compensare il ‘nulla del governo del nulla’. Forse esageriamo nell’analisi critica dell’informazione di ‘Vista’ e consorelle asservite al potere dominante in corso nel nostro Paese, forse no. Pensate con intensità ai palestinesi assassinati dagli ‘invasori israeliani’ mentre si affollano in coda e tentano di ottenere una scodella di cibo, rileggete le tragiche immagini di donne e bambini che muoiono di fame, del blocco degli aiuti umanitari ordinato da Netanyhau, della Gaza rasa al suolo, di scuole e ospedali in macerie. Riassumete tutto questo e confrontatelo con quanto pubblica l’agenzia ‘Vista’, senza un rigo di indignato commento, citato qui di seguito: [(Agenzia Vista) Roma, 22 luglio 2025.
Il leader della Lega, Matteo Salvini, riceve il premio Israele-Italia 2025. Il riconoscimento, istituito per la prima volta dall’Istituto Milton Friedman, dall’Unione delle associazioni Italia-Israele, dal Maccabi World Union, dall’Israel’s Defend and Security Forum e da ‘Alleanza per Israele, è stato assegnato per “il sostegno e la vicinanza dimostrati nei confronti dello Stato d’Israele. La cerimonia si è tenuta nella sala del Cenacolo della Camera dei Deputati]. Spaventoso dubbio. Salvini ha figli e certamente li protegge amorevolmente: che dose di ansiolitici assume per tentare di dormire, se come tutti ha negli occhi e nella mente le immagini della strage di bambini e madri palestinesi vittime di Neanyahu?
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