CLAUDIO VELARDI / LA VERGOGNOSA CAMPAGNA PRO GENOCIDIO

L’hanno chiamata ‘Kippah’, ossia il copricapo circolare usato dagli ebrei nei luoghi di culto. Ma in realtà si tratta di una vera Pippa: e ‘O direttore’ Claudio Velardi, partenopeo doc, sa cosa vuol dire.

Una drammatica, anzi tragica Pippa.

Ci riferiamo alla fresca newsletter tenuta a battesimo da ‘Il Riformista’, diretto appunto dall’uomo che un tempo sussurrava all’orecchio di Massimo D’Alema, del quale era il fidatissimo consigliere politico: il fu compagno Velardi.

Massimo D’Alema. Sopra Claudio Velardi e, sullo sfondo, la “Kippah”

Una newsletter nata col botto, come commenta a botta calda il suo Vate, che così esterna tutta la sua gioia per l’esordio: “Buongiorno. Kippah doveva essere una newsletter settimanale, ma il primo numero ha avuto un tale successo che abbiamo deciso di lanciare il cuore oltre l’ostacolo: la NL sarà quotidiana, con l’obiettivo di fare una costante, incessante contro-informazione su quanto accade in Israele e in Medio Oriente”.

Intesa la grandiosità e maestosità del progetto?

E proprio l’incipit della prima, indimenticabile newsletter (è del  22 luglio) dà la dimensione dell’Epica Idea partorita dalle eruttanti Menti griffate ‘il Riformista’: “La giornata sui giornali italiani è dominata da una condanna quasi unanime delle operazioni israeliane su Gaza. Il linguaggio è ovunque carico di tensione e accuse: si parla di ‘attacco al cuore’, ‘stragi’, ‘assedio’, ‘nuovo abisso’, ‘guerra perpetua’, ‘fame usata come arma’. Tuttavia, quasi nessun quotidiano dà voce al contesto militare, alle minacce di Hamas e ai dati forniti da Israele”.

Non andiamo oltre e, per chi se la sente di proseguire, ecco il link del pezzo che vi consigliamo, per ovvi motivi, di leggere a stomaco vuoto.

Da quando il fu compagno Velardi si è seduto sulla poltrona di direttore de ‘Il Riformista’, è cominciato il diluvio di informazioni e opinioni tutte pro Israele: un vero e proprio bollettino che pare uscito dal gabinetto (è proprio il caso di dire) Netanyahu, oppure dagli uffici del Mossad o, se preferite, dall’ufficio stampa dell’esercito israeliano (IDF) che sta portando a termine il genocidio.

Sorge spontanea la domanda: ma Velardi ci è o ci fa?

E’ una questione di pretto stampo psichiatrico-neurologico, da 113 insomma, o cosa altro c’è sotto?

Perché le farneticazioni, le follie, la ‘pazzarie’ (sempre nel gergo caro a ‘O Direttore) sgorgano a getto continuo, inarrestabili, come un fiume in piena.

Ma come si fa, in un momento storico del genere, con un genocidio che va impunemente in tragica scena, davanti a tutti, da mesi e mesi, a difendere questo governo KILLER di Tel Aviv, guidato dal boia nazista Bibi Netanyahu? Una cosa è il popolo israeliano, una cosa sono i governi assassini che si sono succeduti negli ultimi decenni, e dal 2009 tutti a guida Netanyahu (tranne la breve parentesi Olmert).

Con quale faccia di bronzo – e a questo punto di complice colluso fino al collo – si fanno a  difendere le ragioni di questo Stato Killer che sta compiendo sui palestinesi quel genocidio che fu perpetrato da Hitler nei sui stessi confronti?

Più in dettaglio.

Massacri di civili a Gaza

Con quale faccia, sempre di bronzo o fate voi di cosa altro, l’ex compagno Velardi osa parlare, lui, di contro-informazione? Cita giornali e tivvù: ma sbagliando totalmente il tiro, perché i media di casa nostra dal 7 ottobre 2023, al contrario, non hanno fatto altro che parlare degli ostaggi, fottendosene altamente dei massacri di civili palestinesi, soprattutto donne e bambini, uccisi anche per fame!

Con quale faccia di bronzo (o d’altro) ‘O Vate può ironizzare proprio sui morti palestinesi per fame, sulla fame come arma di guerra?

Con quale faccia, ancora, parla di Hamas e ignora totalmente come Hamas sia stata finanziata per anni, (almeno da una dozzina) dai governi Netanyahu in chiave anti Autorità Nazionale Palestinese per evitare la nascita dei 2 Stati? Cose che ormai sanno anche i bimbi delle elementari. Ma il Nostro No.

Meno di un mese fa a tutta prima pagina il Riformista ha titolato “A favore di Israele”, un fondo che incitava Bibi nella sua ‘giusta’ guerra di liberazione da quei porci e inutili palestinesi, e invitava a raccogliere firme e firme. Una decina di giorni dopo, un’altra prima paginata, con i nomi dei Mille, gli eroi che hanno sottoscritto la petizione. E a quanto pare oggi – udite udite – la cifra è lievitata ad 8.000, come trionfalmente annuncia, appunto, la fresca newsletter.

Pensavate che la tragica farsa fosse finita qui, limitata alla follia di un Vate invasato, come neanche il Dottor Stranamore o il Barone di Munchausen?

No. Perché un’altra chicca è in arrivo. Tutta editoriale.

Alfredo Romeo

Non vi abbiamo detto, perché certo lo sapete, che il proprietario ed editore de ‘Il Riformista’ è Alfredo Romeo, casertano (è originario di Cesa), da decenni re del ‘global service’, avendo a lungo fornito tutti i servizi a svariati comuni italiani, come Roma e Napoli, finito nella maglie della maxi inchiesta CONSIP (la centrale nazionale delle pubbliche forniture) e uscitone ovviamente indenne come un giglio candido.

Ma ecco la ‘ciliegina’. Dopo le traversie giudiziarie, Romeo s’è tuffato anche nell’editoria: acquistando, con due colpi di ‘classe’, sia ‘il Riformista’ che ‘l’Unità’ fondata da Antonio Gramsci. Forse un ritorno a casa, una botta di gioventù, visto che agli esordi della carriera, come piccolo immobiliarista, Romeo era un ‘militante’ del PCI. Poi presto buttato alle spalle per ‘servir’ vari padroni, come palesò la Tangentopoli partenopea inizio anni ’90: vi finì dentro, come vittima, perché ‘succhiato’ fino al midollo, per fare un solo esempio, da uno dei ras della DC dell’epoca, Alfredo Vito, Mister Centomila (le preferenze  alle urne), alias ‘‘a Cavalletta’, nella pittoresca descrizione di Romeo ai giudici.

Piero Sansonetti

Torniamo alla ‘sua’ Unità. Diretta da Piero Sansonetti, una firma storica del giornalismo italiano, per anni direttore della prima Unità, poi ad esempio passato alla guida de ‘Il Dubbio’. Un garantista dal cuore forse ancora rosso: stando almeno ai titoli che sforna quotidianamente. Soprattutto sul fronte del genocidio nella Striscia di Gaza.

Ma come la mettiamo con Romeo: restando in campo cardiaco, mezzo cuore tutto pro Israele via Riformista e l’altra metà pro palestinesi via Unità? Se fa un terzo quotidiano, chi sponsorizza? Gli sceicchi sono in attesa di proposte…


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