Ghiotta opportunità per insegnare al truce tycoon degli States che il Signore, di lassù, non solo ha i capelli bianchi ritti in testa per la vergogna di suoi figli degeneri (Netanyahu, Putin, Trump) colpevoli di disumanità, ma è specificamente indignato per l’appropriazione indebita del presidente americanom di eletto da Dio a suo figlio in Terra e ricorda con sommo rammarico la poco divina idea di animare il giardino dell’Eden con i progenitori dei terrestri da cui discende anche Trump. L’abusivo inquilino della Casa Bianca ha commissionato a manipolatori dell’Intelligenza Artificiale e pubblicato il famigerato video che non offende solo la statura istituzionale e umana di Obama, ma chiunque ne ha profonda stima.
LA FACCIA SORRIDENTE, COMPIACIUTA del ringiovanito tycoon accompagna le immagini del suo predecessore che tre robusti poliziotti ammanettano e costringono ad inginocchiarsi, a testa bassa. ignobile umiliazione, ai piedi del soddisfatto successore. Non finisce qui. Obama riappare in manette, il volto smunto di carcerato dietro le sbarre di un prigione. Quella che segue non è un giudizio legale, ma la reazione furibonda allo scandalo del video, che addita il perfido committente come candidato di i Dante ad arrostirsi in un girone infernale, avvolto in eterno dalle fiamme. C’è un’alternativa terrena alla punizione dantesca ed è la motivazione incontrovertibile (ecco l’occasione da non trascurare) per querelare Trump e raddoppiare la richiesta di risarcimento (venti miliardi di dollari) che il tycoon pretende da Murdoch per avergli attribuito l’allusiva lettera di auguri inviata all’amico Epstein (arrestato per aver organizzato un ‘giro’ di pedofilia), con la firma composta di tratti di penna simili ai peli del pube femminile.
TRA I COMMENTI INDIGNATI al video: “Non c’è limite alla vergogna. Né al kitsch. Né all’uso distorto del potere che alcuni credono di poter esercitare come se fossero i padroni del pianeta. Donald Trump pubblicando il falso video oltrepassato ogni confine morale e istituzionale con la pubblicazione del filmato completamente falso, generato con l’intelligenza artificiale, un ‘deep fake’ pensato per umiliare un avversario politico, distorcere la realtà, giocare con le emozioni più basse del pubblico”… “Con questo video contro Obama, Trump supera ogni limite, mostra il punto più squallido che può toccare la Casa Bianca”. “L’attacco a Obama è un attacco all’idea stessa di verità. Non è satira. È una vera e propria arma politica digitale, che usa il volto di un ex presidente per riscrivere la narrazione a proprio favore.
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