KLAUS SCHWAB / SOTTO INCHIESTA PER LE ALLEGRE GESTIONI WEF

L’ex re – da oltre mezzo secolo – e animatore del WORLD ECONOMIC FORUM (WEF per i suoi fans), ossia il banchiere tedesco di forti simpatie nazi, Klaus Schwab, è ufficialmente sotto inchiesta, insieme alla moglie Hilde, per le più che allegre gestioni finanziarie delle casse WEF: che, va rammentato, ha un giro d’affari che sfiora il miliardo di dollari annuo e ha un grosso potere geopolitico tra le sue main.

Lo fanno sapere, ore fa, il quotidiano tedesco ‘SonntagsZeitung’ e quello tedesco ‘Berliner Zeitung’. Ma la cosa era ormai nell’aria, dopo la minuziosa lettera-denuncia inviata da una serie di firmatari rimasti anonimi (in gergo tecnico anglosassone si chiamano ‘whistleblower’), di tutta evidenza dipendenti o ex del WEF, i quali ad aprile scorso hanno deciso di vuotare il sacco.

La Voce, quattro mesi fa, riportò quel dettagliato j’accuse, che nel frattempo ha fatto il suo cammino e ora comincia ad avere il suo primo, clamoroso esito giudiziario. Il pezzo, messo da noi in rete il 23 aprile 2025, è titolato

WORLD ECONOMIC FORUM / SI DIMETTE IL NAZI-FONDATORE KLAUS SCHWAB

Ecco un altro pezzo-base, sugli stretti legami tra Schwab e il grande amico e direttore ombra dell’orchestra WEF, il miliardario -filantropo a stelle e strisce Bill Gates: era infatti del 25 maggio 2024

KLAUS SCHWAB & BILL GATES / SEMPRE PIU’ ATTENTI A QUEI DUE

Ma veniamo alle news che riguardano non solo la grossa vicenda giudiziaria, ma anche il ‘Summer WEF 2025’, che si è appena svolto in Cina, molto più in sordina rispetto alle solite fanfare, vista l’aria che tira in casa WEF.

Villa Mundi. In apertura Klaus Schwab

L’inchiesta riguarda grosse irregolarità finanziarie nella gestione dei fondi WEF, ad opera dei coniugi Schwab; la manipolazione di alcuni documenti e di rapporti ufficiali da non poco elaborati dal super organismo; e una serie di comportamenti ‘poco appropriati’ (per non dire altro) nei confronti di alcuni dipendenti.

Un bel mix.

Partiamo dai soldi. La real coppia viene accusata, cifre e carte alla mano, di aver comprato, con i fondi WEF, una villa faraonica a un passo dal lago di Ginevra, ‘Villa Mundi’: un paradiso costato appena 30 milioni di euro, e solo altri 20 (un vero saldo) per la ristrutturazione. L’intero secondo piano, da mille e una notte, era ad uso esclusivo dei due sposini. La circostanza, di tutta evidenza, ha fatto non poco girar le scatole ad alcuni dipendenti, che hanno messo nero su bianco i dettagli dell’affaire. Non è però finita qui, sotto il profilo economico: perché la leggiadra lady Ilde ha usato i fondi WEF per le sue allegre spesucce, la bellezza di 900 mila franchi svizzeri, soprattutto destinate a viaggi. Capito?

Eccoci ai taroccamenti di carte WEF. Il Sonntags Zeitung scrive testualmente di “manipolazioni” a proposito di delicati documenti elaborato in occasione del ‘Global Competitiveness Report’. Si tratta di una pubblicazione annuale (ora sospesa) del WEF che classificava i Paesi in base alla loro competitività economica. Secondo le indagini della magistratura, Schwab li avrebbe alterati in modo significativo per favorire alcuni paesi o intere aree geografiche (Medio Oriente, Nord Africa e India in pole position) per motivi politico-diplomatici o d’affari. Staremo a vedere.

Passiamo ai comportamenti poco opportuni verso i tanti dipendenti. Culminati nelle dimissioni del figlio Oliver Schwab da ogni incarico. Il che la dice lunga sul clima che si respirata nelle asettiche e ovattate stanze e uffici WEF.

Dove negli ultimi mesi ne sono davvero successe di tutti i colori.

Ad aprile, dopo la prima missiva-j’accuse, i vertici WEF hanno deciso di avviare un’indagine ‘indipendente’ interna.

Il padre-padrone Schwab ha fatto il beau gest, rassegnando le dimissioni “dopo 55 anni di servizio per il World Economic Forum e per il bene pubblico”, come ha annunciato agli aficionados di tutto il mondo con una lacrima sul viso. Ma preannunciando anche una forte azione legale penale contro chi lo ha “immotivatamente” attaccato.

Borge Brende

Nel frattempo, le redini del WEF sono affidate a tre esperte mani. Quelle del vice, Borge Brende, con il quale Schwab è subito entrato in rotta di collisione; del presidente ad interim, Peter Brabeck-Letmathe, ex amministratore delegato del colosso multinazionale Nestlè; e del direttore generale, Jeremy Jurgens.

Questi ultimi due (ovviamente assente Schwab) hanno issato le bandiere WEF in occasione del recentissimo Summer WEF 2025, che si è svolto dal 24 al 26 dello scorso giugno al ‘National Convention and Exibition Center’ di Tianjin, in Cina.

Si era fatto già segnalare, Jurgens, per un dirompente intervento nel Summer WEF di due anni fa. Si esibì in una cupa profezia: “Il 93 per cento degli esperti di cybersecurity e l’86 per cento dei dirigenti aziendali si aspettano un evento informatico catastrofico entro 2 anni, innescato dalla forte instabilità geopolitica”. Ci ha azzeccato all’80 per cento, visto che eventi informatici dirompenti ce ne sono stati non pochi, in mezzo mondo. Ma non irreparabili. Fino ad oggi.

Oliver Schwab

La profezia, comunque, ricalca non poco quella, mitica, griffata Bill Gates al WEF 2010. Ecco cosa vaticinò: “Il prossimo decennio sarà caratterizzato da catastrofiche pandemie e quello seguente da ancor più devastanti cambiamenti climatici”. Aveva davvero la palla di vetro, Super Bill, il quale, non a caso, da allora in poi ha profuso tutti i suoi sforzi (e i suoi soldi) sul fronte dei Vaccini (anche eterodirigendo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e finanziando il decollo di ‘Moderna’) e dei Cambiamenti climatici, il green business del presente e del futuro.

Ma finiamo con alcuni temi affrontati al Summer WEF cinese. In pole position, of course, l’Intelligenza Artificiale e, guarda caso, proprio il Clima. Anche a base di insetti e zanzare, oggi alla ribalta delle emergenze sanitarie, anche nostrane.

Ecco un paio di passaggi significativi. Sul fronte delle malattie trasmesse dagli insetti – è stato sottolineato dagli esperti – “potrebbero colpire circa 500 milioni di persone entro il 2025. Il Wef propone l’approccio sistemico ‘One Health’: una politica sanitaria intrecciata con strategia climatiche”. E perfettamente in linea con il ‘Trattato Pandemico’ elaborato dall’OMS, per fortuna respinto da non pochi paesi.

Iris Schwab con il marito Klaus

Ecco, ciliegina sulla torta, come il WEF intende gestire le battaglie del futuro, ad esempio sul fronte delle biodiversità. Propongono le eruttanti Menti del Wef: “La protezione delle biodiversità può trasformarsi in modelli di business più che redditizi. Perché la Natura offre un’opportunità  da 10 trilioni di dollari”.

Per chi non ha ben inteso, spiegano: “La soluzione basata sulla Natura può generare un potenziale di crescita di 10 trilioni di dollari all’anno entro il 2030, coinvolgendo istituzioni finanziarie e investitori, pubblici e privati”.

Capito quali miracoli può generare ‘O GREEN?


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