’E FIGLIE SO’ PIEZZ’ ’E CORE

Quel fenomeno di scaltra borgatara nota per il mitico selfie spagnolo “Yo soy Giorgia, donna, madre…cristiana, conquistata la residenza politica a Palazzo Chigi, dixit: “Ci sono questi circoli amichettisti, con indotto, dove ti iscrivi e…. Con il mio governo la meritocrazia è un valore, non conta la tessera di partito. Basta posti di potere ad amici e parenti. Parola di Giorgia, le carte le do io”. Tutto vero, è lei la direttrice della sala ‘bingo’ che ad ambi cinquine e tombole (amiche, amici, parenti) assegna poltrone istituzionali e laute nomine.

Fanpage, ovvero il giornalismo d’inchiesta non ha ancora messo giù la lista delle novanta poltrone arraffate in un paio d’anni dalla destra, ma un prologo della denuncia è già possibile. Giorgia s’insedia e con un empito di vero amore coopta la sorella Arianna alla guida di Fratelli d’Italia. Poiché è sentimentalmente emotiva non la separa dal marito, il gaffeur Lollobrigida che giura da ministro dell’agricoltura.  E La Russa, che vice Meloni sarebbe se assistesse inerte al parentificio della ‘capa’? Il prolifico ‘seconda carica dello Stato’ naviga nella scia della sorella d’Italia number one. Ha tre figli e parte l’operazione “quando sarai grande tutto questo sarà tuo!”. Tutto questo cosa? La presidenza dell’Aci va al primo nato, a Geronimo e per non passare da fan della tirchieria fa in modo apprezza che gli sia riconosciuta la retribuzione di 250 mila euro all’anno. Poi, da buon padre, riflette con imbarazzo: “Ho fatto abbastanza?” Il dubbio lo assale, al rampollo di razza manca il prestigio di uomo di cultura, urge rimediare. Conta poco se il figlio e il teatro non sono in confidenza, Geronimo entra a vele spiegate nel consiglio di amministrazione del prestigioso ‘Piccolo’ di Milano, celebrante della nomina Sangiuliano, ex collega di La Russa.

Rinviando la tac dell’intero globo dell’amichettismo  a quando sarà  reso pubblico il dettaglio dei beneficiati, ecco fresco di giornata  il ‘novantunesimo’ capitolo della saga: il figlio di Sandra Savino, Forza Italia, sottosegretaria al ministero dell’Economia e delle Finanze, è stato nominato nel consiglio di amministrazione del teatro Verdi di Trieste, città dove la signora in questione ricopre mantiene il ruolo di assessore alle Politiche dei servizi generali. Nessuna competenza. Il Pd rinnova lo stanco e senza speranze rito della protesta, (Serracchiani e Manzi), e dell’interrogazione al ministro della cultura Giuli, silente sul caso del concerto del 27 luglio di Caserta, affidato dalla Regione alla direzione del russo Gergiev, noto esponente della propaganda attiva per Putin, giudicato criminale di guerra. Concerto disdetto dalla Reggia. Dicono le lingue biforcute che la musica è sempre la stessa, che l’amichettismo è bipartisan: anche questo è vero, ma se si finge di non sapere che, ad esempio nel mondo della cultura è abissale la sproporzione tra personaggi della sinistra (in schiacciante maggioranza e credibili della destra, che il melonismo e aggregati faticano a ‘piazzare’ qua e là.


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