INGIUSTA INGIUSTIZIA

È esagerato denunciare il volo in giù nel vuoto dell’intero pianeta Terra che lo costringe a dibattersi nella voragine del caos globale in cui è precipitato senza possibilità di risalita? Il menu a discesa del sito che lo racconta elenca i ‘fatti’ della disumanità a cui niente e nessuno sono estranei. Certo, gli imputati con il maggiore carico di responsabilità sono i potenti del mondo, ma del loro oligopolio è certamente complice chi lo patisce senza demolirlo a picconate per dar vita a un nuovo ‘caso’ di rigenerazione rivoluzionaria. Dell’assuefazione a subire fanno man bassa la criminalità delle mafie e non meno il mondo della corruzione, delle leggi aggirate, delle impunità agevolate dell’imperfezione di chi è istituzionalmente delegato a farle rispettare. Basta scorrere il menu della memoria e la conferma assume dimensioni significative. Sono infiniti gli scandali di politici, imprenditori, amministratori pubblici, che non pagano per imputazioni gravi o gravissime, perché tutelati da complice omertà delle caste di appartenenza.

Non è meno evidente il tentativo, di assolvere il buco nero dell’impunità, con l’auto assoluzione di imputati “eccellenti”. Esempio probante è il tribunale dei ministri che nega sistematicamente l’ok a processare ministri e sottosegretari e non meno, con uno sguardo al passato,  lo è l’anomalia dei 36 processi a carico di Berlusconi conclusi con una sola, mite condanna. Un’occhiata molto parziale al presente sconcerta: criminali contro l’umanità hanno licenza di provocare massacri di innocenti: Netanyahu e Putin li rappresentano pienamente.

Il tycoon Trump scansa imputazioni e condanne, complici magistrati e politici soggiogati al suo potere. Erdogan  incarcera migliaia di dissidenti, Orban sbatte nelle galer-lager ungheresi gli omosessuali e oppositori. L’Italia non esegue il mandato d’arresto del torturatore Almasri e lo spedisce al suo Paese con un aereo di Stato, opera perché i reati della ministra Santanchè si estinguano grazie alla lentezza della Giustizia, fa quadrato bipartsan sulle vicende urbanistiche di Milano in nome di un egoistico garantismo e rimanda a chissà quando il verdetto definitivo sulla vicenda Open Arms: la Procura condanna Salvini (sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio), il tribunale lo assolve (mille le obiezioni), la Procura ricorre in Cassazione ed evita la tappa della sentenza in appello, ottiene che si pronunci la Suprema Corte. Nel frattempo Salvini può fregarsene dei “no” della scienza, dell’economia, del buon senso, al Ponte sullo Stretto e inventa l’indispensabilità per fini militari della struttura ritenuta inutile anche dai siciliani alle prese con la mancanza di acqua potabile e ferrovie interne da terzo mondo.


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