Negli Usa sta imperversando il morbillo. Le cronache riferiscono di quest’ultimo successo di Trump. Il suo governo ha conquistato il picco più alto dei casi di morbillo del secolo. La “cura Kennedy”, storico no vax, non ha funzionato e ora si cominciano a vedere i suoi frutti più pericolosi. Negli Stati Uniti, a cominciare dal Texas al New Mexico, all’Oklahoma e poi man mano a tutti gli altri stati, si registrano allarmanti dati di dettaglio per l’incidenza di nuovi casi e per numero di decessi. Quest’anno ha già fatto registrare numeri da record. Assistiamo ad un primato che preoccupa gli esperti e che risulta critico per la difesa della salute pubblica. Potremmo già essere arrivati a un punto di non ritorno, almeno secondo i dati del Centro federale per il controllo e la prevenzione delle malattie.
Gli USA, quest’anno hanno fatto registrare il più alto numero di casi di morbillo e… di decessi, da quando nel 2000 il virus era stato debellato. Questo straordinario risultato fu ottenuto grazie agli esiti di una efficace copertura vaccinale che aveva prodotto una diffusa “immunità di gregge” in grado di proteggere tutta la popolazione, vaccinata e non vaccinata.
L’Italia, e il resto del mondo, hanno osservato con interesse gli sviluppi di questo fenomeno. Bisogna però considerare che oggi è la prima volta che la gestione della sanità pubblica è affidata a un esponente del movimento no vax.
Perché? forse solo per pescare tra quel grande numero di fanatici contestatori i potenziali voti. Sono probabilmente solo coloro che hanno una grande paura di ammalarsi, ma che non fondano le loro convinzioni su dati scientifici di conoscenza. Trump detiene un altro primato che però preoccupa gli esperti e che è diventato allarmante per la salute pubblica. E ciò accade da quando il Dipartimento americano della Salute, su sua precisa indicazione, è stato affidato a Robert Kennedy jr e, con lui al comando, sta andando proprio in direzione delle prassi indicate dai no vax. Si tratta di una contingenza tutt’altro che rassicurante, quella di mettere in dubbio la sicurezza e l’efficacia di vaccini contro il virus del morbillo, particolarmente nell’età pediatrica.
E tutto ciò mentre anche negli USA la comunità scientifica pensa, in maniera unanime, che a scatenare l’epidemia in corso sia stata proprio la copertura vaccinale troppo bassa, copertura che è arrivata al di sotto del 95%. Per evitare il rischio di contagio, il nuovo segretario per la Salute ha, in un primo momento, minimizzato l’epidemia per poi tornare indietro e offrire un debole sostegno alle campagne di vaccinazione, approvando però anche una serie di trattamenti inefficaci contro il virus. Il Dipartimento federale ha inoltre tagliato i fondi ai servizi sanitari periferici, che si sono così trovati azzoppati nei loro sforzi per contenere l’epidemia.
L’epidemia di morbillo era iniziata in una comunità mennonita nel West Texas, poi si era diffusa e molti casi erano stati registrati in 38 altri Stati. A tutt’oggi se ne contano 1288. Di questi casi di morbillo il 92% erano persone non vaccinate o comunque il loro stato vaccinale era sconosciuto. Mentre prima i sintomi del morbillo si risolvevano in poche settimane senza fare vittime, ora si cominciano a contare i morti. Il virus causa, infatti, polmonite e rende difficile nei pazienti, soprattutto se bambini, far arrivare ossigeno ai polmoni; può causare problemi cerebrali e un gonfiore che spesso è causa di danni permanenti, quali cecità, sordità e disabilità intellettive. Per ogni 1000 bambini che contraggono il morbillo, uno o due possono morire. E quest’anno due bambini non vaccinati e un adulto sono già deceduti.
Se la copertura vaccinale non dovesse risalire, epidemie mortali, come il morbillo, diventeranno sempre più pericolose e frequenti. Sarà una nuova normalità e non solo. Se si aggiunge a tutto ciò anche il terrorismo psicologico che Trump sta diffondendo a piene mani contro le vaccinazioni in età pediatrica, si ottiene l’effetto di scoraggiare le famiglie dal vaccinare i più piccoli e di consolidare le teorie complottiste diffuse del movimento no vax. Sarebbe il primo segno che, dopo questa epidemia di morbillo, anche altre malattie considerate estinte grazie ai vaccini, come pertosse e meningite, potrebbero nuovamente diventare comuni. E sarebbe un vero disastro.
Gli esperti temono che, senza una chiara inversione di tendenza, il Paese dovrà rinunciare allo status di paese che ha eliminato il morbillo. Un riconoscimento attribuito, a suo tempo, a quei Paesi che non hanno continuità di diffusione della malattia per oltre un anno.
“È un enorme segnale di allarme che definisce la direzione in cui stiamo andando”, ha affermato sul New York Times il dottor William Moss, uno dei più noti epidemiologi americani della Johns Hopkins University. Tanto più che il pieno effetto dell’epidemia sulla salute pubblica sarà ancor più evidente nei prossimi anni.
Il virus, inoltre, causa una forma di “amnesia immunitaria” che rende l’organismo incapace di difendersi da altre malattie a cui è stato esposto e rende i pazienti più suscettibili a future infezioni. Il virus può causare anche una condizione neurologica degenerativa che può manifestarsi anche un decennio dopo l’infezione iniziale.
Si legge, a tal proposito, sul New York Times “… finora era il 2019 a detenere il record per il numero più alto di casi di morbillo da quando il virus è stato eliminato. La maggior parte dei 1274 casi di quell’anno era stata causata da una grande epidemia che si era diffusa nella comunità ebraica ortodossa dello Stato di New York e che era durata quasi 12 mesi. È stato possibile contenere l’epidemia solo grazie a rigidi obblighi vaccinali, che hanno contribuito ad aumentare i tassi di immunizzazione infantile nell’area”.
Gli esperti di sanità pubblica continuano a raccomandare la vaccinazione come “il modo migliore per proteggersi dal morbillo”, ma le politiche sanitarie statunitensi sembrano ora andare in tutt’altra direzione, mettendo seriamente a rischio la salute pubblica negli Stati Uniti … e non solo.
A noi, dopo i super dazi e le guerre che non si fermano, non resta che ringraziare Trump anche per questo.
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