Mondo sempre più prossimo alla catastrofe.
Ogni giorno più vicino al baratro.
Senza scampo.
La semplice cronaca delle ultime ore pare tratta dal copione dell’insuperabile ‘Il dottor Stranamore’, diretto da uno dei geni massimi del cinema, Stanley Kubrick e interpretato (in vari ruoli) dal mitico Peter Sellers, la quintessenza della comicità e dell’umorismo, anche nella sua versione più paradossale, come nel loro capolavoro in celluloide.
Oggi Stranamore trova le sue espressioni/incarnazioni al top in Donald Trump e Bibi Netanyahu, dalla cui criminale follia dipendono le sorti dell’intera umanità.
Incredibile, e terribile, ma vero. E pochi, a quanto pare, se ne rendono conto.
A cominciare dalla folle Europa, governata dalla nazi Ursula von der Leyen, con i suoi leader totalmente ciechi al seguito: proprio come in un’altra indimenticabile opera, ‘La Parabola dei Ciechi’ di Pieter Bruegel il Vecchio, 4 poveracci uno dietro all’altro diretti inesorabilmente verso l’abisso…
Non c’è bisogno di alcun commento.
Basta una rapida carrellata degli ultimi ‘eventi’.
Le truppe criminali di Tel Aviv (IDF) hanno appena bombardato la Siria. La capitale Damasco, colpendo il ministero della Difesa e forse il palazzo presidenziale.
Un mese fa lo stesso esercito nazista ha bombardato l’Iran. La capitale Teheran, con la scusa dell’uranio arricchito e del nucleare. Come era successo quasi 25 anni prima con gli Usa e l’Iraq di Saddam Hussein.
Continua in modo scientifico, hitleriano, il genocidio della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania. Nelle ultime ore massacrata la solita cinquantina di civili, stavolta con gas tossici (le prassi di Adolf, quindi, diventano un must per Bibi & C.). Il conto ufficiale totale, da 7 ottobre 2023, è di oltre 60 mila vittime: ma come abbiamo più volte sottolineato, la cifra reale è almeno tripla e, soprattutto, i devastanti effetti letali si vedranno tra alcuni anni, con i bambini che moriranno precocemente per la non vita senza cibo senza acqua senza tetto senza medicine di questi mesi. E poi alcuni soloni ancora non vogliono chiamarlo GENOCIDIO…
Il governo del boia Bibi Netanyahu è al collasso. Dalla compagine è appena uscita la punta estrema (figurarsi), ossia la formazione ultraconservatrice Degel HaTorah. Adesso il premier nazi è – legge del contrappasso – anche lui sull’orlo del precipizio, 61 contro 60. E sa bene, il boia, che se il governo cade lui finisce dritto al maxi processo in corso prima del 7 ottobre, per gravissimi casi di corruzione. Galera certa, per lui, appena il genocidio viene stoppato. Per questo, è un uomo totalmente pericoloso per tutta l’umanità: muoia Sansone con tutti i Filistei, è ora il suo credo.
Vi invitiamo a leggere, se lo trovate in rete, un magnifico pezzo firmato da Gideon Levy e pubblicato dall’unico quotidiano progressista di Tel Aviv, ‘Haaretz’. Riporta alla memoria il celebre dipinto di Picasso, ‘Guernica’, evocato dal genocidio a Gaza; e afferma che agli israeliani viene oggi negata la consapevolezza delle atrocità commesse dal governo nazi. Un reportage “per non dimenticare mai” così titolato “The Guernica of Israel’s war of Extermination in Gaza
LA SOLA SPERANZA NEL DESERTO
Unica nota ‘positiva’ dentro ad un buio che più pesto, nero e mortale non si può. A quanto pare, secondo alcuni media, starebbe pensando di tornare in pista una delle mosche bianche della politica israeliana e nemico giurato di Bibi.
Si tratta di Naftali Bennet, primo ministro dell’unico governo, dal 2009, che non sia stato guidato da Netanyahu. La sola speranza, per ora, nel deserto.
Peggio che andar di notte con il grande alleato, amico storico, armatore e finanziatore di tutte le politiche genocide azionate da Israele a partire dal 1947, quando le Nazioni Unite, appena nate, tennero a battesimo lo scellerato ‘Piano di Partizione della Palestina’, l’origine di tutto il sangue innocente versato in questi decenni dai palestinesi privati di terra & diritti, calpestati come carne da macello.
Stiamo parlando, of course, degli Stati Uniti. Può esserci un capo della Casa Bianca democratico e progressista (sic), come negli anni un Clinton o un Obama oppure un Biden; può abitarla, invece, un repubblicano, un conservatore alla Bush o Trump. La musica non cambia mai: è sempre guerra, sterminio, genocidio per il popolo palestinese. Ed è sempre guerra ‘al mondo’, obiettivo (ora) la Russia, domani la Cina. Perché l’impero a stelle e strisce non tramonti mai.
UN PAZZO NELLO STUDIO OVALE?
Ultime ore. ‘The Donald’ 24 ore fa chiede al guitto di Kiev, Volodymyr Zelensky, se è in grado di lanciare missili su Mosca. Come un bimbo, appena visto l’effetto che fa, smentisce se stesso e dice a Zelensky di non farsi saltare in testa di bombardare la Russia.
Ma ci è o ci fa, il capo della prima potenza militare e nucleare al mondo?
E’ solo un pazzo e bipolare, che per caso si trova allo Studio Ovale?
Un criminale uscito da Sing Sing o da Alcatraz (che vuole fra l’altro rimettere in piedi), o cosa?
Ma si rendono conto, le vulcaniche Menti della Casa Bianca, che frasi del genere possono in un niente provocare una reazione finale e mortale per tutti?
O sono dei rincoglioniti totali che amano scherzare col fuoco e con mari di benzina?
Stesso copione con i DAZI. Nel giro di un mese ormai non si contano i numeri che ha dato il Matto della Casa Bianca. Un vero Bingo continuo, un Lotto senza fine, una catena di minacce e ricatti come neanche nelle più sgarrupate serie di fiction Usa con sceriffi e pistoleri ad ogni angolo.
Ancora: si rendono conto le sempre più eruttanti Menti della Casa Bianca che in questo modo mandano in crac il mondo intero, tutte le economie occidentali che ancore resistono, i ‘mercati’, creando danni irreparabili? O è tutto un grade gioco, uno scherzo, un impazzimento globale?
Dal canto loro, come abbiamo più volte illustrato sulla Voce, un’altra metà del mondo, ossia quella rappresentata dai BRICS, lotta, resiste e si organizza. Un modello che varrebbe la pena di seguire. Ma figurarsi mai se l’idea può balenare nelle menti, sempre più tarate, dei leader occidentali.
I quali, invece, si organizzano per la guerra, contro la Russia tanto per cominciare. Come vuole prima di ogni cosa, e prima fra tutti, la nazi Ursula von der Leyen, oggi al vertice (bis) della Commissione UE, anni fa ministro teutonico della Difesa. Capito? E l’attuale Cancelliere tedesco, Frederich Merz, è – uber alles – tra i più fieri sostenitori del riarmo dei paesi UE fino ai denti.
Come impone il burattino degli Usa, ossia il Segretario della NATO, Mark Rutte: il quale, come un perfetto cameriere o, se preferite, maggiordomo, riceve e smista il diktat del padrone Usa: noi forniamo subito 10 Patriot e tante altre armi a Kiev, e voi pagate il conto…
Ovviamente il nostro governo è alla Frutta. Ai Meloni.
Decreta la fine di quelle briciole che restavano del Welfare (sanità allo stato ormai comatoso, minimi di pensione da far ridere i polli) per dare armi e Kiev e raggiungere quel 5 per cento del PIL imposto dal padrone a stelle e strisce.
L’ultima boutade, fresca di 24 ore, come l’uovo di una gallina, arriva dall’imperturbabile ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il quale, tronfio, afferma: “Mi auguro che nei prossimi anni possa realizzarsi un vero Mercato comune europeo”.
Ma non ha letto neanche un Bignami o un manualetto di storia, il nostro vicepremier ed erede di Berlusconi?
Non ha, per caso, qualche reminiscenza studentesca di un certo MEC, ossia il Mercato Europeo Comune, di cui si parlava più di mezzo secolo fa e del quale erano costretti a scrivere tutti gli studenti delle medie?
Ma anche lui – ben mummificato e caso mai un po’ meno impresentabile dei due partner di sgoverno sfascista, Meloni e Salvini of course – ci è o ci fa?
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