BRAVO E RICCO… DA SPOSARE

Alex, amato nipote, figlio di padre inglese, osservato speciale del Chelsea: era già un fenomeno in tenerissima età. Confermasse più in là di essere nato con il talento dei calciatori entrati nella storia, in età da Champions League gli spetterebbe la citazione d’onore nel libro dei primati. Ieri sera dialogando via smartphone sul trionfo di Jannik, ho chiesto ad Alex “ma tennis, no?” Non ho aggiunto altro, ma mentre lo dicevo pensavo all’assegno di 3 milioni e mezzo incassato da Sinner per la vittoria del prestigioso torneo, perché  King of Wimbledon, ai 39 milioni e spiccioli già messi in cassaforte con il tennis a 23 anni, alle sponsorizzazioni (almeno dieci) che gli fruttano 43 milioni l’anno e un contratto decennale di 150milioni di euro con Nike. Il rammarico: hanno goduto della spettacolare sfida ad Alcaraz, rivale numero uno di Sinner, il re di Spagna Felipe e un parterre di gente dello spettacolo al top della popolarità. Ha incoronato Jannik la principessa Kate. Deprecabile è la clamorosa l’assenza del governo italiano, della Meloni e perfino del ministro dello sport, addirittura dei presidenti del Coni, della Federazione tennistica. È patetico rimedio il post di ‘Yo soy Giorgia’ (accidenti, che sforzo!), con la speranza di qualche like per il suo profilo Instagram.

L’AMERICA TENDE A RINSAVIRE. Presente ai mondiali di calcio per club, il tycoon Trump si è ‘beccato’ fischi a ripetizione, quando nello stadio un maxischermo ha mostrato brevemente Trump mentre onorava l’inno nazionale americano prima che la telecamera si staccasse rapidamente e quando, al termine dell’incontro, è entrato in campo per consegnare il trofeo ai blues.

FISCHI MERITANO I TIFOSI esagitati del calcio. Bologna: uno di loro rivolto al giocatore Ndoye l’invita a non trasferirsi a Napoli “Se il Vesuvio esplode devi tornare qua”. Un altro, fan somaro della squadra felsinea, a Beukema: “Resta qui, a Napoli no, non hanno la lasagna!”. Gli risponde un giornalista con l’arma dell’ironia napoletana: “Peccato che le lasagne siano pietanza tipicamente napoletana, rivisitata ‘alla bolognese’ solo nel Novecento. Come il ragù con cui sono farcite”. E aggiunge su Facebook: “Beata ignoranza”


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