Messa all’indice, crocifissa, sanzionata dagli Stati Uniti per aver svolto con grande scrupolo, intelligenza, perizia e soprattutto un grande senso morale il suo lavoro di Relatrice Speciale delle Nazioni Unite, dal 2002, sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese.
L’ultimo suo rapporto – un’autentica contro inchiesta sul genocidio perpetrato da Usa e Israele sulla pelle dei palestinesi braccati e massacrati da oltre mezzo secolo – è degno del Seymour Hersc più in forma, ossia il Premio Pulitzer che per primo dettagliò la raccapricciante strage di My Lai, in Vietnam: proprio ieri abbiamo rammentato i suoi ultimi j’accuse sui crimini orchestrati dalla CIA per conto della Casa Bianca, dal fronte ucraino a quello mediorientale.
Ma torniamo alla coraggiosa responsabile ONU, originaria di Ariano Irpino, specializzata in diritto internazionale e diritti umani, e già autrice di un primo rapporto in cui sollecitava “un piano per porre fine all’occupazione coloniale israeliana dei territori palestinesi e al regime di aparthied”.
Ha più volte criticato, senza peli sulla lingua, la “totale inazione politica sulla questione palestinese”, l’inerzia dell’Unione europea e, soprattutto, il comportamento degli Stati Uniti, totalmente “soggiogati dalla lobby israeliana”.
A fine ottobre 2023 ha denunciato che “il popolo palestinese corre il grande pericolo di pulizia etnica di massa”.
Non è finita certo qui. Perché a marzo 2024, più di un anno fa, ha pubblicato un rapporto dal titolo inequivocabile: “Anatomia di un genocidio”.
Più chiari di così davvero non si può.
Veniamo al dossier che ha appena fatto incazzare a morte Donald Trump e il suo complice nel genocidio, il premier nazi di Tel Aviv Bibi Netanyahu.
Un gigantesco, minuzioso, super documentato lavoro che passa ai raggi x tutte le ‘entità aziendali’ (economiche, parapolitiche, finanziarie e via riciclando) che sono implicate fino al collo nel maxi business della Striscia di Gaza: perché, a questo punto, il Genocidio diventa anche un grande AFFARE, nel quale si sono tuffati tutti i pescecane del Gotha, i Big dei Big, i Top dei Top.
Il database elaborato da Albanese, sulla base di ricerche & segnalazioni, comprende oltre mille sigle e, scremando, salta fuori il peggio del peggio sul fronte della Finanza e dell’Impresa (sic) globale.
Non solo i colossi dell’industria militare a stelle e strisce, per fare un solo esempio, la statunitense Lockheed Martin (e la sua consorella italiana Leonardo), ma un anche i big di quella europea, appunto, oppure nipponica.
Poi la crema di BIG TECH, con Microsoft, Alphabet e Amazon in pole position. Ma certo in ottima (e criminale) compagnia.
La ciliegina sulla torta – in uno sterminato numero di società e imprese complici e super interessate, in un modo o nell’altro, nelle operazioni di genocidio – è rappresentata dagli ormai immancabili FONDI speculativi Usa, che da anni dettano legge sui mercati finanziari di mezzo mondo, ‘lavando’ e riciclando a più non posso e ormain presenti – con le loro metastasi – nell’economia, soprattutto europea, orami totalmente infettata.
Si tratta, per fare solo un paio di nomi, di colossi globali del calibro di BLACKROCK e di VANGUARD, dei quali la Voce ha denunciato e dettagliato tante volte le più luride & acrobatiche performance.
Basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page, digitare BLACKROCK oppure VANGUARD per rendersene conto: decine e decine di inchieste al vetriolo.
Leggiamo, adesso, un paio di passaggi salienti del report firmato Albanese.
“Il presente rapporto indaga sul meccanismo aziendale che sostiene il progetto coloniale di Israele volto allo sfollamento e alla sostituzione dei palestinesi nei territori occupati”.
“Mentre i leader politici e i governi si sottraggono ai loro obblighi, troppe entità aziendali hanno tratto profitto dell’economia di occupazione illegale, di apartheid e ora genocidio di Israele”.
“La complicità denunciata in questo rapporto è solo la punta dell’iceberg”.
“Porvi fine non sarà possibile senza eliminare il settore privato, compresi i suoi dirigenti, che dovranno essere chiamati a rispondere delle loro responsabilità”.
“Si tratta di un passo necessario per mettere fine al genocidio e smantellare il sistema globale che lo ha reso possibile”.
Vi proponiamo, ora, la lettura integrale del testo redatto da Albanese, così come tradotto e messo in rete dall’ottimo sito di contro-informazione ‘Comedonchisciotte’, nel quale potete trovare anche il link che vi fa leggere il testo originale firmato da Albanese. Ecco quindi ‘BlackRock, Vanguard, Stati e Multinazionali dietro il Genocidio di Israele a Gaza. L’atto di accusa senza appello della Relatrice speciale Onu, Francesca Albanese’
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