Non passa giorno, non c’è talk show con la politica argomento clou che non ospiti militanti del campo larghissimo che va raccattando parlamentari, politologi, esponenti del giornalismo probabilmente mobilitati in tutta segretezza, per aggiungere tasselli al mosaico che completato abbandonerà la cautela di un attacco soft al Pd per sferrare un assalto diretto, concentrico, alla componente di sinistra, al difficile dialogo che Elly Schlein si sforza di riprendere con il Paese dei democratici delusi, della classe operaia slittata a destra, delle povertà, dei diritti negati. Giorno dopo giorno raccontiamola mobilitazione dei cosiddetti moderati, dei frustrati da nostalgia per il ‘centrismo’ della prima Repubblica.
Oggi alla ribalta del loro disfattismo anti Pd si affacciano Alessandro Onorato, assessore alla Moda di Roma Capitale e Giampaolo Sodano, ex direttore di Rai2 e parlamentare del Partito di Craxi. Per convincere altri soggetti a cui il Pd sta stretto, perché a loro dire è troppo di sinistra, affidano l’ambizione per una netta sterzata, sostenuta da una ‘proposta pragmatica, concreta, un confronto di idee sviluppate a contatto coi cittadini’. In piena crisi da miraggio politico, Onorato e Sodano provano a coinvolgere “Centinaia di amministratori provenienti da piccole e grandi città d’Italia” nel programma di un’ambiziosa ‘Lista civica nazionale’, dai caratteri liberali e riformisti, “migliaia di persone che non si riconoscono nei partiti, ma nel campo del centrosinistra e dare loro la possibilità di generare un nuovo spazio che completi la proposta del Pd, ancora oggi vincolata in modo netto a sinistra” Ecco svelate le intenzioni dei moderati: contrastare il Pd, “vincolato in modo netto a sinistra, che sceglie a priori di essere nel campo largo a trazione Avs e 5Stelle”. (Tutto questo cos’è se non centrismo? ndr). Il giornalista Benini, è più esplicito: “Il bipolarismo ha perso la sua spinta propulsiva. Occorre avere la capacità politica, culturale e soprattutto progettuale di saper declinare quella che Guido Bodrato chiamava per molti anni la politica di centro”. Tuto chiaro?
DA CHIEDERE A GERIATRI di chiara fama se inciampare a più riprese nelle gaffe è spia di incipiente Alzheimer, come sospetta e dichiara il nipote di Trump Ted III. Come può intuire chi mi conosce la domanda sottintende affettuosa attenzione (ovvio, scherzo)per l’integrità psicofisica del tycoon! L’ultima cavolata? Casa Bianca, rendez vous di Trump con leader africani. Rivolto a Joseph Boakai, presidente della Liberia, si congratula per il suo impeccabile inglese e ispirato da strepitoso acume gli chiede: “Parla un inglese bellissimo… dove ha imparato così bene? Dove ha studiato?” “In Liberia risponde Boakai” palesemente in imbarazzo. Uno dello staff presidenziale tira un calcetto allo stinco del Presidente. Vorrebbe suggerirgli, ma l’etichetta lo vieta, che la lingua ufficiale della Liberia è l’inglese.
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