URSULA VON DER LEYEN / COMINCIA A PAGARE PER IL ‘PZIFERGATE’ ?

La presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, sulla graticola, in attesa del voto di ‘fiducia’ su cui dovrà pronunciarsi, tra poche ore, il Parlamento di Strasburgo.

Il voto, finalmente,  è sul ‘PFIZERGATE’, la più grande storia di corruzione da quando è nata l’Unione Europea.  Lo ha più volte denunciato, in decine di reportage, la Voce. Lo affermò, senza peli sulla lingua, il componente finlandese della Commissione UE d’inchiesta su Covid e vacciniche però non riuscì a cavare un ragno dal buco.

Eccoci, ora, al ‘redde rationem’. Che ben difficilmente disarcionerà la nazi Ursula dal suo cavallo – novella Caligola – ma di certo apre ampie crepe nella sua maggioranza (per via della possibile astensione dei socialisti), comincia a ‘delegittimarla’ e, in soldoni, la rende molto più vulnerabile: non più arroccata in quella fortezza di potere & corruzione dove si è trincerata per tutti questi anni di lurida presidenza della strategica Commissione, che ha inflitto colpi mortali a tutti i cittadini europei.

Partiamo dalle news. Si arriva al voto di (s)fiducia per via di una mozione presentata da un parlamentare conservatore rumeno: il quale ha denunciato il Pfizergate, sotto gli occhi di tutti da circa tre anni, ma mai arrivato ad un voto del genere. Lei si difende agitando una pezza a colori: «chi mi accusa è al soldo di Putin»…

 

Il parlamento europeo

Secondo i bookmakers di Bruxelles, l’ex ministro della Difesa nell’esecutivo tedesco, la nazi Ursula, ce la farà, non verrà clamorosamente bocciata. Ma uscirà fortemente ridimensionata, con le ossa rotte. Già qualcosa rispetto al silenzio tombale (e complice) di questi anni. E pensare che meno di un anno fa è stata confermata, sulla sua poltronissima, per il bis: e già allora si sapeva abbondantemente di crimini, fatti & misfatti commessi e totalmente impuniti.

Per ritrovare articoli & inchieste pubblicate dalla Voce, basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page, e digitare PZIFERGATE, oppure URSULA VON DER LEYEN o ALBERT BOURLA per rileggerne di tutti i colori.

La connection corruttiva arcimiliardaria sulla pelle di tutti i cittadini UE, infatti, vede come protagonisti assoluti proprio il veterinario greco Bourla, Ceo di Pfizer, la casa farmaceutica primatista per la produzione del vaccino anti covid, e lady Ursula.

Albert Bourla

In soldoni, i due hanno sottoscritto nel 2021 ben tre contratti per l’acquisto del vaccino COMIRNATY, la griffe di Pzifer, per la bellezza di 71 miliardi di euro! Il terzo e più pingue, da 31 miliardi, addirittura è stato raggiunto e siglato via SMS: avete letto bene, un messaggino vocale come si usa tra ragazzini per scambiarsi baci!!

Ai confini della realtà. Ma ben all’interno di una Commissione UE totalmente marcia, senza che i cittadini ne siano minimamente informati: perché su tutta la super dirty story è calato il più totale, omertoso & complice silenzio mediatico. Una vergogna epocale.

E a niente sono serviti, fino ad oggi, tutti gli ‘strumenti’ attivati (sic). Che la Voce ha seguito e illustrato passo passo.

Come una prima Commissione costituita e attivata dal Difensore civico europeo:  ha lavorato per mesi e mesi sbattendo contro un muro di gomma. Perché i due protagonisti dal maxi business, Von der Leyen e Bourla, non si sono mai presentati davanti alla Commissione per essere ascoltati.

Identico, vergognoso copione per una Commissione d’inchiesta parlamentare (europea) ad hoc, su Covid e Vaccini. Latitanti, anche stavolta i due, che si sono scambiati, d’amore e d’accordo, gli sms della connection. Sapete cosa hanno fatto sapere i loro legali? Quei messaggini sono scomparsi, non si trovano più. Volatilizzati. Incredibile ma vero.

Janine Small

All’ennesima convocazione,  Bourla ha inviato la responsabile di Pfizer per i mercati esteri, Janine Small. La quale ha finito per fare in pratica scena muta, zigzagando tra “non so”, “non ricordo”, “non era mia competenza” e un timido “eravamo in piena emergenza, non so cosa sia potuto succedere”.

Determinata a non parlare, invece, la nazi Ursula: la quale, in questo mondo, ha dimostrato un alto disprezzo nei confronti di una Commissione d’inchiesta costituita dal ‘suo’ stesso Parlamento UE.

Ancora una volta, ai confini della realtà!

Non è finita qui. Perché l’ennesima Commissione ha finito per censurare il comportamento dei due, il gatto e la volpe, Ursula e Albert, ma solo sotto il profilo della ‘trasparenza’ dei contratti palesemente calpestata: senza entrare nel merito ‘corruttivo’, ossia delle tangenti arcimiliardarie. O meglio di suddivisione del torta, in modo che più familiare non si può. Visti anche gli ottimi rapporti di lavoro sempre intercorsi tra Bourla e Heiko von der Leyen, marito di Ursula e soprattutto al vertice di ‘Orogenesis’, una star nell’universo Usa delle biotecnologie e in rapporti d’affari proprio con Pfizer.

Il cerchio, ancora una volta, si chiude!!

Ultima ciliegina sulla torta. L’inchiesta avviata, circa un anno fa, dalla procura di Liegi. Ormai di rito il copione: il vertice del tribunale chiama a verbalizzare i due: i quali, tanto per cambiare, non si presentano.

Pochi mesi fa la seconda udienza: e i due hanno ancora la faccia di bronzo di non presentarsi alla sbarra per rispondere delle gravissime  accuse nei loro confronti.

E altrettanto incredibile l’esito dell’udienza. Non è stata fissata alcuna data – uno dei primi casi nell’universo giustizia, sempre più marcio – per un’altra udienza. Insomma, binario morto. E lorsignori liberi come fringuelli a godersela.

Ma per la nazi Ursula forse sta arrivando il momento di pagare il conto. Non solo per la maxi corruzione che solo chi non vuol vedere non vede, ma soprattutto per i gravissimi danni ed effetti collaterali (spesso mortali) causati alla salute da quei vaccini killer.

Altro che Liegi: da Corte Penale Internazionale dell’Aja!!!

Vediamo domani cosa succede.


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