TONY BLAIR / I “DIRTY BUSINESS” A GAZA

Un vero ‘brain storming’ per i maxi progetti sul futuro della Striscia di Gaza.

Ossia la futura ‘Riviera’ o la prossima Miami nei dreams coltivati dal sempre più invasato e bipolare Donald Trump e dal nazi a capo (e kapò) del governo di Tel Aviv, Bibi Netanyahu.

Trump e Bibi nella “futura” Gaza. Sopra, Tony Blair

Un progetto venuto alla ribalta qualche mese fa, in pieno genocidio del popolo palestinese,  messo addirittura pomposamente in rete dal Tycoon che veniva ritratto a bordo piscina mentre sorseggia un aperitivo che con il premier-boia: con il quale si sta amabilmente intrattenendo in queste ore a Washington, forse anche per ‘limare’ i dettagli del faraonico progetto.

Mentre nazi-Bibi candida il suo Big Friend al Nobel per la Pace.

Ai confini della realtà.

Adesso si scoprono non poco interessanti dettagli sul maxi business, giocato sulla pelle dei palestinesi. Vengono infatti alla luce, attraverso un minuzioso reportage del ‘Financial Times’, non pochi particolari sui protagonisti delle vergognosa vicenda.

E a recitare la parte del leone sapete chi mai ritroviamo? L’immancabile, inossidabile ex premier di Downing Street, Tony Blair.

Il killer maximo per lo sterminio in Iraq di quasi un quarto di secolo fa e oggi tra gli ispiratori di ‘The Great Trust’, il maxi business condiviso e coccolato con Israele e Usa.

Vediamo, più in dettaglio, di chi sono i protagonisti in campo.

A parte la Casa Bianca, che ha appena ripescato il progetto sbocciato addirittura nel 2017, troviamo, in pole position, tre calibri da novanta.

Come l’‘INSTITUTE FOR ZIONIST STRATEGIES’, che si commenta da solo già dal nome: nato con la ferrea volontà statutaria di mettere in campo progetti di stampo sionista per massacrare i palestinesi.

Poi il ‘BOSTON CONSULTING GROUP’BCG per i sui ricchi fans, un think tank pronto uso per i progetti più acrobatici sulla pelle di nazioni e cittadini innocenti, e tessere business a tanti zeri.

Ciliegina sulla torta, of course, il ‘laboratorio’ (sic) messo in piedi dal sempre umanitario e visionario Tony Blair per accompagnare i destini di mezzo mondo: il ‘TONY BLAIR INSTITUTE FOR GLOBAL CHANGE’, una vera chicca a livello internazionale.

Ecco, in soldoni. cosa prevede ‘The Great Trust’, ossia il progetto che Trump e Netanyahu vogliono mettere in campo al più presto, una volta raggiunta la farsesca tregua sulla pelle dei palestinesi e ‘concordata’ con Hamas, il pupazzo eterodiretto e finanziato da Tel Aviv, come la Voce ha più volte documentato.

Secondo le fonti bollenti sentite dal Financial Times, a quanto pare tutta la terra pubblica di Gaza verrà acquistata da un TRUST”, e poi, man mano, sarà “rivendibile tramite token digitali”, ossia BITCOIN.

Una lurida speculazione, appunto, sulla pelle dei palestinesi.

Viene anche precisato come i pochi che ‘passeranno’ il genocidio, saranno comprati e cacciati a botte di dollari: qualche migliaio per i più fortunati e sopravvissuti all’Olocausto made in Bibi & gang al seguito.

Sulle aree così ‘liberate’ dagli inutili e ingombranti palestinesi, sorgerà una RIVIERA da mille e una notte, con grattacieli, resort, piscine, ristoranti per ogni gusto & lusso. Modello Dubai, per intendersi.

Non solo divertimento, comunque. Ma anche un polo economico e commerciale all’avanguardia. Verrà infatti realizzato un HUB tra i primi al mondo, tassello strategico di un “corridoio fondamentale che collega il Medio Oriente, l’Europa e l’India”.

Ne ha parlato esplicitamente Blair nel corso del meeting estivo organizzato dal WORLD ECONOMIC FORUM, – The New Champions 2025, (eterodiretto da  Bill Gates) e intervistato dal reporter Borge Brende.

Non poco chiaro d’altra parte, sul futuro dorato della Striscia di Gaza, un fresco documento elaborato dalle vulcaniche menti del ‘Tony Blair Institute’, in cui viene messo nero su bianco: “La guerra ha creato un’opportunità irripetibile per ricostruire Gaza dai suoi principi fondamentali. Trasformandola in una società sicura, moderna e prospera”E del genocidio chissenefrega.

Del resto, l’ex numero uno di Downing Street di genocidi che più scientifici non si può se ne intende. Eccome.

Ne ha dato ampia prova con lo stermino, quasi un quarto di secolo fa, della popolazione irachena, il cui territorio venne invaso dalle truppe statunitensi (e anche britanniche) dopo le false accuse a Saddam Hussein di essere in possesso di armi di distruzione di massa: lo stesso copione messo in scena oggi contro Teheran.

Dopo qualche anno il menzognero Blair (LIAR in inglese vuol dire mentitore) venne preso con le mani nel sacco. Fu proprio una commissione parlamentare di inchiesta, capeggiata da Sir JOHN Chilcot, ad inchiodarlo: aveva costruito prove false e le aveva consegnate all’allora capo del Pentagono Powell.

Solo tempo dopo i due hanno pubblicamente ammesso la connection.

Ma nessuno ha pagato il fio.

Nessuno ha pagato niente per il massacro del polo iracheno.

Nessuno è finito davanti alla Corte Penale dell’Aja per i crimini contro l’umanità.

Una vergogna senza fine.

E oggi mister Blair ha la faccia di bronzo da impartire lezioni di geopolitica la mondo…


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