Non solo “il Pacco” Mattei per il continente africano appena confezionato dalla inimitabile premier Meloni che tutto il mondo ci invidia.
Adesso “il Pacco” dello Stretto di Messina che il nostro esecutivo intende rifilare agli Usa ed infilare nel famigerato cinque per cento di aumento delle spese sul PIL, appena accettato da tutti i sudditi NATO tranne la Spagna, il solo Paese con la schiena dritta in Europa composta ormai da nazioni totalmente genuflesse davanti ai diktat Usa.
Il doppiogiochismo firmato Giorgia, che cinguetta con il capo della Casa Bianca (come prima con il reprobo Elon Musk), vuol far da “ponte” tra la sgarrupata Europa e i sempre imperialisti Stati Uniti, viene ora pienamente allo scoperto grazie ad un reportage di un autorevole sito, “Politico” edizione EU, che svela e mette a nudo trame e tramette di casa nostra.
Veniamo subito al dunque e quindi ai passaggi salienti del più che significativo reportage che per diverse ore ha campeggiato, il 30 giugno, come apertura del sito. Ovviamente ignorato dai media di casa nostra, che nascondono ai cittadini i veri umori americani circa le acrobazie del nostro sempre più ridicolo esecutivo. E sempre più dannoso per tutti gli italiani.
“Il governo Meloni è desideroso di portare avanti il progetto faraonico di attraversare lo Stretto di Messina con quello che sarebbe il ponte sospeso più lungo del mondo, quasi 3 chilometri e mezzo. Un progetto che è stato il sogno dei Romani, del dittatore Benito Mussolini e dello ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi”.
“Di fronte ad un nuovo, scoraggiante obiettivo di spesa della Nato, i politici italiani propongono che il tanto discusso Ponte da 13 miliardi e mezzo di euro venga definito spesa militare. Roma è una delle capitali Nato con la spesa militare più bassa, solo lo 1,49 per cento del Pil: questo fa sembrare del tutto irraggiungibile il cinque per cento in più entro dieci anni. Ed è qui che il Ponte potrebbe rivelarsi molto utile”.
“Sia il ministro degli Esteri Antonio Tajani che il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini stanno enfatizzando la idea che il Ponte abbia un valore strategico per la Alleanza Atlantica, proiettato ben oltre un ruolo puramente economico, come è stato sottolineato in un rapporto governativo di aprile”.
Prosegue la minuziosa ricostruzione made in Politico: “Per decenni i lavori per la costruzione del Ponte si sono ripetutamente scontrati con grossi problemi di costi, di difficolta operative in una zona sismica e la sfida di dover sfollare la popolazione”.
Ma eccoci alle “nuove” soluzioni uscite dal cilindro made in Meloni-Salvini-Tajani: “La nuova designazione supererebbe gli ostacoli burocratici e i contrasti con le autorità locali, che potrebbero continuare a contrastarlo sostenendo che il Ponte danneggia in modo sproporzionato il loro territorio, come afferma un funzionario del Tesoro”.
Ancora: “Per ora gli americani non si fanno sentire… Alla domanda di un giornalista sul Ponte dopo il vertice Nato alla Aja di fine giugno, i collaboratori della Casa Bianca hanno sorriso…”.
Non è finita certo qui.
“Il ministro Tajani è un fervente sostenitore del Ponte. Faremo capire agli italiani – afferma – che la sicurezza è un concetto ben più ampio dei soli carri armati. Per raggiungere questo obiettivo – aggiunge – ci concentreremo sulle infrastrutture che abbiano anche usi civili, come il ponte sullo Stretto di Messina, che rientra ampiamente nel concetto di difesa: dato che la Sicilia è una piattaforma della Nato”.
Elementare, Watson.
Eccoci al più forte sponsor del progetto arcimiliardario del Ponte, il ministro e vicepremier Salvini: “Vede il Ponte – mette nero su bianco Politico Eu – come qualcosa che potrebbe trasformare il suo partito di estrema destra, la Lega – originariamente la secessionista Lega Nord – in un movimento politico di successo a livello nazionale. Impegnato anche in un grande progetto al Sud”.
E chissenefrega se una gran fetta di quei soldi andranno dritti dritti nelle casse della malavita ormai super organizzata, ndrangheta e mafia in pole position. Se si tratta di una infrastruttura devastante sotto il profilo ambientale. Del tutto insicura. E i cui costi – se parte – lieviteranno senza fine come è successo, per fare solo un esempio emblematico, con i lavori per il Treno ad Alta Velocità, mai finiti, un pozzo arci miliardario ormai senza fine per politici, faccendieri e mafiosi.
Conclude amaramente Politico: “Salvini sostiene che la autorizzazione definitiva per il varo del Ponte arriverà entro questo mese. Come segnale alquanto infausto, Tajani ha proposto di intitolare il Ponte a Berlusconi, il primo ministro famoso per i suoi party di bunga bunga e le sue interminabili battaglie legali”.
Ecco il link del pezzo messo in rete da Politico nella sua versione originale.
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