Almasri, torturatore, ritenuto colpevole di abusi sessuali su bambine, accusato di crimini contro l’umanità, raggiunto da mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale, si rifugia in Italia, dove viene ‘graziato’. Anziché ritrovarsi nella cella di un carcere di massima sicurezza, in compagnia di mafiosi del 41bis, con un volo gratuito, in aereo di Stato, per grazia ricevuta dal governo italiano se ne torna a casa, acclamato all’arrivo come un divo del cinema, come il Nobel della correttezza istituzionale, libero di perpetuare la pratica della tortura e reati da ergastolo. Un Paese normale, rispettoso della giustizia, avrebbe formulato con urgenza la richiesta al tribunale di ministri di autorizzare il rinvio a giudizio del quartetto Meloni, Tajani, Nordio, Piantedosi, responsabile di incomprensibile sudditanza con il governo oltre i confini della legalità della Libia. Niente di tutto questo, anzi complicità dei quattro con il balordo regime a guida di un anomalo conflittuale tandem che tollera ed è partecipe di nefandezze, confermata da una lettera rivelatrice del ‘favore’ concesso agli ‘amici’ libici. Dall’ambasciatore in Italia Muhanad Seed Younous al ministro della difesa Tajani che si sarà affrettato a girarla almeno a Meloni, Nordio Piantedosi, la richiesta della procura di Tripoli di “rimpatrio di un cittadino (sic, cittadino) libico”. L’incredibile interferenza con la giustizia internazionale e con la nostra magistratura è quanto propone ed esaurisce il goffo tentativo di assoluzione del nostro governo del nulla che mente nel definisce la lettera un’inespressa richiesta di estradizione e ignora il mandato dell’Interpol contro Almasri sulla base della quale gli agenti di Torino hanno proceduto all’arresto, poi annullato da Nordio. Un ipocrita endorsement dell’ambasciatore a Tajani, precede “Con profonda gratitudine, l’auspicio che deferisca la questione alle autorità competenti (cioè alla Libia) e vi dia seguito (giudicate voi la sfrontatezza dell’invito) “al fine di raggiungere obiettivi comuni e rafforzare la cooperazione giudiziaria, al servizio della giustizia e nel rispetto dei suoi principi (incredibile definizione)”. La Corte Penale: “Il governo Meloni sul caso Almasri non fece il suo dovere”. Fratoianni (AVS); “Si confermano le irregolarità italiane nell’ostacolare la giustizia”, ed è un ulteriore conferma che alcuni ministri e sottosegretari del governo Meloni hanno fatto carte false, hanno chiuso gli occhi, hanno mentito al Parlamento italiano per rilasciare un criminale”.
GIORGIA, IN UN MONDO ANCORA MOLTO PATRIARCALE, di leader mondiali che riempiono con la ‘x’ la casella “uomini’ nei documenti anagrafici, attira effusioni maschili: baci, abbracci, calorose strette di mano ein risposta sorrisi estasiati (Biden, Trump, Orban, Macron, Milei, Zelenski, Netanyahu) e di recente omaggio del presidente albanese Edi Rama, che accoglie Giorgia in ginocchio, come un fidanzato promesso sposo, ma anche il ‘gesto cordiale’ del presidente brasiliano che ritarda la foto rituale di G7, rivolgendosi a uno dei potenti alla sinistra della Meloni, impietrita per il braccio di Lula che le cinge la schiena.
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