È sempre più pertinente lo squillo della sirena attivata da un nipote del Tycoon che osservando lo zio ha riconosciuto alcuni sintomi dei danni psicofisici dell’Alzahimer, confrontati con analoghe manifestazioni del nonno morto a causa della terribile patologia. Che non sia un’ipotesi affettuosamente preoccupata e azzardata lo proverebbero numerose ‘bizzarrie’ del number one americano, le sue contraddizioni immotivate, i cambi di umore, esternazioni maniacali blasfeme del tipo “sono Presidente per volere di Dio”, cioè del Padre Eterno che di lassù dicono s’indigni per i suoi comportamenti tutt’altro che cristiani. Entusiastici i suoi primi commenti dei portavoce al suo servizio, e di conseguenza della stampa mondiale, ingannata dai comunicati trionfali della Casa Bianca sulla pirateria che grazie a bombe molto penetranti avrebbero bucato la roccia sovrastante i laboratori dove l’Iran tratta l’uranio riducendoli in macerie.
L’AYATOLLAH ALÌ KHAMENEI, guida suprema dell’Iran, che Trump ha ‘ordinato’ di uccidere, smentisce e informa, ovvio, senza entrare nei dettagli, di aver risposto alle minacce del tycoon spostato per tempo, in luoghi sicuri, laboratori e uranio. Il nuovo default rivela inettitudine e pressappochismo, appannamento mentale di TRump: prima di cantar vittoria avrebbe dovuto pretendere le prove del successo del raid sventolato per guadagnare consensi dei suoi followers interni, dell’amico Netanyahu, della ‘diletta’ “Yo soy Giorgia…crisitiana”. Khamenei: “Congratulazioni per la vittoria del nostro caro Iran sul regime americano, entrato in guerra aperta perché se non l’avesse fatto, il regime sionista sarebbe stato completamente distrutto. Anche in questo caso, la Repubblica Islamica è uscita vittoriosa e ha dato un duro schiaffo in faccia all’America”. John Ratcliffe, direttore trumpiano della Cia, sostiene di avere una serie di prove che i siti nucleari dell’Iran sono stati devastati e ci vorranno anni per ricostruirli. Il segretario trumpiano alla Difesa Hesgseth ha ribadito questa tesi e, udite, udite, si è scagliato contro i media che avrebbero screditato l’operazione condotta dai “coraggiosi piloti” americani (coraggiosi come chi ha sganciato le atomiche su Hiroshinma e Nagasaki?). Filtrano rivelazioni molto poco ottimistiche: secondo valutazioni d’intelligence europea, le riserve di uranio altamente arricchito dell’Iran sarebbero in gran parte intatte dopo gli attacchi Usa, perché Teheran aveva provveduto a spostarle da Fordow verso diversi altri siti, prima che partissero i bombardieri americani. A rivelarlo è il Financial Times. Altro schiaffo: l’organo esecutivo supremo dell’Iran ha ratificato la legge approvata nei giorni scorsi dal parlamento di Teheran. Prevede la sospensione della cooperazione sui programmi nucleari iraniani con l’Aiea, agenzia dell’Onu che si occupa di energia atomica, Decisione presa in seguito agli attacchi di Israele che possiede armi nucleari e non aderisce al trattato di non proliferazione. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei: la Repubblica islamica ha tutto il diritto di investire sull’energia nucleare per scopi pacifici. Secondo il ministero degli Esteri iraniano è Washington responsabile dell’aggressione commessa contro l’Iran in collusione con Israele.
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