Basta anteporre al suo cognome due lettere “N” e “A” e il simpatico calciatore azzurro diventa na-politano. Come Mertens (recente il riconoscimento della cittadinanza conferitagli dal sindaco Manfredi) e molti altri calciatori che hanno giocato nel San Paolo d’un tempo, ora nel Maradona Stadio, Politano è protagonista di un nobile episodio di solidarietà, virtù riconosciuta di Partenope e di chi la vive contagiato dalla sua storica disponibilità per l’accoglienza, la generosità, l’altruismo. Matteo è la moglie Alessandra, che neo e dal cognome Esposito si direbbe napoletana, sono freschi sposi. protagonisti di un dono alla città che li ospita, di un meraviglioso gesto: hanno devoluto i regali ricevuti (l’intero contenuto delle buste) all’ ospedale pediatrico napoletano Santobono, per finanziare un nuovo reparto, una medicheria e migliorare la sala d’attesa del reparto grandi ustionati. Politano è uno degli azzurri più amati dai tifosi per l’impegno senza risparmio che assicura alla squadra: il gesto di solidarietà in favore dei bambini meno fortunati, ovviamente, non è non poteva mancare di riscontri ed è facile prevedere che il nobile gesto di Matteo e Alessandra rafforzerà a giusta ragione il loro feeling con la città. Quando l’amore si sposa con la solidarietà, nascono iniziative meravigliose. Napolitano e sua moglie hanno scelto di condividere la loro felicità.Auguri.
MORALE DELLA FAVOLA: basta davvero poco per regalare un sorriso inaspettato a chi è in difficoltà e specialmente alla salute dei bambini. Il gesto lascia un segno indelebile di napoletanità nella vita dei giovani sposi. Se il calcio è un pianeta con luci e ombre questo racconto con il segno più compensa le sue negatività, prima fra tutte il razzismo di troppe tifoserie e perfino di alcuni calciatori.
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