BIBI NETANYAHU E CO. / DA 10 ANNI FINANZIANO HAMAS VIA QUATAR. ASSASSINI

La dirty story è ormai alla luce del sole.

Venuta allo scoperto, davanti a tutto il mondo: ma fino a questo momento ancora, pervicacemente, ignorata e oscurata dal mainstream, dai media occidentali sempre genuflessi davanti al potere del gendarme a stelle e strisce, e del suo storico alleato, Israele.

Da moltissimi anni i governi di Tel Aviv hanno cominciato a finanziare HAMAS, la belva del terrore che ha firmato (sic) il massacro del 7 ottobre. Lo fa da oltre 10 anni, ossia sotto tutti i governi capeggiati dal boia nazista Bibi Netanyahu e, in modo sempre più massiccio, dal 2019. Tutto ciò per contrastare i progetti della moderata Autorità Nazionale Palestinese (ANP) guidata da Abu Mazen e da sempre favorevole alla creazione dei due Stati.

La Voce ne sta scrivendo da un paio di anni, appena iniziato il genocidio nella striscia di Gaza. Ecco due pezzi emblematici.

Pubblicato il 21 ottobre di due anni fa,

HAMAS / ECCO COME E’ CRESCIUTA GRAZIE A BIBI NETANYAHU & C.

E poi, del 20 gennaio 2024,

HAMAS / COME E’ STATA FINANZIATA DAL NAZISTA BIBI NETANYAHU

 

 

QATAR, LA VIA DEL DIRTY MONEY

Si accumulano le prove, i documenti, addirittura i filmati che attestano in che modo il governo criminale di Tel Aviv ha finanziato Hamas. Soprattutto via Qatar, la ricca nazione da anni impegnata in un doppio (anzi triplo) gioco che più lurido non si può: finge di aiutare i palestinesi affamati; finanzia Hamas in perfetta collusione con Bibi, il genocida maximo; ed è un alleato strategico degli Stati Uniti, dal momento che ospita, ad Al-Udeid, la più grande base americana di tutto il Medio Oriente.

Ai confini della realtà.

E senza che nessuna autorità internazionale – vuoi Nazione Unite oppure Corte Penale Internazionale – alzi mezzo dito o dica nemmeno mezza parola. Una tempesta e, soprattutto, una collusione internazionale perfetta. Sulla pelle dei palestinesi, massacrati quotidianamente da anni (un eccidio cominciato addirittura nel 1947, dopo il via ONU allo scellerato Piano di Partizione della Palestina), e oggi anche dei civili iraniani: con Teheran – esattamente come successe a Baghdad nel 2001 – falsamente accusata (con prove smaccatamente taroccate) di avere armi di distruzione di massa.

Il copione, oggi, si ripete.

Oggi, però, è a disposizione una montagna di prove che inchiodano il boia nazista di Tel Aviv alle sue criminali responsabilità: le palate da miliardi di dollari recapitate – anche con le classiche valigette nere degli 007 – ad Hamas, via Qatar.

Prima di ricostruire per sommi capi quella dirty story, ecco alcune testimonianze che dicono tutto e alzano il sipario su fatti, crimini e misfatti perpetrati in un quindicennio di sangue dagli esecutivi guidati da Bibi e dal suo Likud, il partito sionista di ultradestra.

 

PAROLE DI FUOCO

Ronen Bar

La più fresca verbalizzazione, di appena qualche giorno fa, è stata resa dal neo dimissionato direttore dello SHIN BET (il servizio segreto interno di Tel Aviv), Ronen Bar, davanti alla Alta Corte israeliana, cui si è rivolto dopo il siluramento deciso dal premier. “Anche un piccolo sospetto che personaggi impiegati da uno Stato che sostiene Hamas abbiano avuto accesso al sancta sanctorum del processo decisionale israeliano e possano essere coinvolti in operazioni di influenza, devono essere esaminati a fondo”.

Molto più chiari e diretti nelle accuse contro boia Netanyahu pezzi da novanta della nomenklatura e della politica israeliana.

Partiamo delle dichiarazioni di fuoco rese da due ex premier, Barack e Olmert.

Sottolinea Ehud Barak: “La strategia di Netanyahu è mantenere Hamas vivo e vegeto per indebolire la ANP, danneggiare Abu Mazen e impedire la divisione in due Stati”.

Ancor più dettagliato Ehud Olmert: “Negli ultimi quindici anni Israele ha fatto di tutto per indebolire ANP e rafforzare Hamas. Gaza era al collasso perché non aveva risorse e ANP si è rifiutata di dar danaro ad Hamas. Bibi li ha salvati, ha fatto un accordo con il Qatar e hanno iniziato a spostare milioni e milioni di dollari nella Striscia”.

Ad ammettere la vergognosa e criminale operazione – a dimostrazione che ormai il re è nudo e non lo vede solo chi non vuol vederlo – sono anche alcuni fedelissimi di nazi Bibi.

Ehud Olmert

Come l’ex comandante della Settima Brigata corazzata dell’esercito (IDF) di Tel Aviv, il generale Gershon Halohew: “La strategia di Netanyahu è quella di impedire la opzione dei due Stati, trasformando Hamas nel suo partner più stretto. Apertamente Hamas è un nemico. Ma segretamente è un alleato”.

Parole più chiare davvero non si può.

Soprattutto se pronunciate da uno che è stato fianco a fianco con Bibi.

Lapidario ma chiaro uno dei più stretti collaboratori attuali del premier, il super guerrafondaio ministro della Finanze Bezalel Smotrich. Il quale definisce la ANP come “un peso”, mentre il nemico ufficiale da eliminare ed eradicare da Gaza, vale a dire Hamas, come “una risorsa”.

Sorge spontanea la domanda, da girare ad uno psichiatra: se mister Smotrich, uno dei componenti del cerchio magico made in Bibi, sia o meno bipolare.

Oppure semplicemente un criminale, al pari del capo, o meglio di KAPO, Bibi.

Ecco una breve cronistoria.

 

007 E MILIARDI, VIA QATAR

Qualche notizia comincia a filtrare nel 2016.

E’ ovviamente a capo del governo un inossidabile Natanyahu, affiancato, nel suo gabinetto (di nome e di fatto) da Naftali Bennett e Avigdor Lieberman. Corrono voci su strani traffici di valigette nere nella zona di confine tra Israele e Gaza. Subito smentite dello staff ministeriale, che invece parla di un sostegno finanziario per la realizzazione di progetti infrastrutturali nella Striscia, per renderla più vivibile. Strano che i fondi pubblici vengano trasferiti non con comodi bonifici e documenti protocollati: ma a bordo di misteriose   24 ore…

La storia si ripete due anni dopo. Ed addirittura fanno capolino su alcuni media israeliani le foto di 007 e valigette in una zona, quella di EREZ, proprio al confine tra Israele e Gaza. I casi del destino.

Avigdor Lieberman

Le notizie si fanno man mano più precise e si parla di un gruzzolo da quindici milioni di dollari. Non proprio “nuts”, noccioline.

Ed è proprio in quei mesi – siamo nel 2018 – che la Autorità Nazionale Palestinese denuncia: “Quindici milioni di dollari sono stati pagati ad Hamas a spese del sangue palestinese. La leadership di Hamas sta approfittando di questi soldi per continuare con il piano sionista-americano di separare la Striscia di Gaza dalla Cisgiordania. I vertici di Hamas stanno stringendo un patto col Diavolo per mantenere il potere nella Striscia”.

Niente di più vero e profetico, visto che quella accusa è stata formulata quasi un decennio fa e ancora oggi media e politica insabbiano la lurida collusione tra i governi Netanyahu e la sua creatura prediletta, proprio Hamas. Incredibile ma vero.

Anno strategico è proprio quel 2018.

Quando ANP taglia i fondi alla formazione del terrore finanziata da Tev Aviv: che quindi agonizza. Vengono in aiuto le milionate della accoppiata a delinquere Tel Aviv-Qatar: e in tal mondo arrivano nuovi aiuti umanitari, la gente tira a campare e il team del terrore controlla tutta la area…

Elementare. Ma i media continuano a narrare la favoletta della povera Tel Aviv circondata dai diavoli.

Di un giglio candido come Bibi accerchiato dai tagliagole.

I politici non vedono o non vogliono vedere.

Comprati e venduti come al mercato delle vacche, vertici UE in cima a tutti.

E siamo costretti a sorbirci, ogni giorno, le criminali imbecillità pubblicate dalla stampa monnezza, come il Foglio e il Riformista uber alles; ma anche su quella sfascista, Libero, il Giornale oppure la Verità.

Ma quella progressista sta solo a guardare, e se ne strafotte.

Un merdaio continuo…

Vergogna.


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