SERVIZI SEGRETI INGLESI / TUTTE LE DIRTY STORIES IN UCRAINA

Il Regno Unito, oggi guidato dal governo laburista di Keir Starmer, è “il principale architetto delle operazioni militari ucraine contro la flotta russa nel Mar Nero”.

E da anni sovrintende – ovviamente in combutta con gli Stati Uniti – a tutte le manovre, soprattutto marittime, per colpire al cuore le forze del Cremlino, attraverso una sfilza di operazioni sporche, quasi tutte portate avanti con le più sofisticate e anche fantasiose coperture.

Downing Street

Tutto ciò emerge, con ampi dettali e minuziose ricostruzioni, da una serie di documenti e file molto sensibili, alcuni dei quali top secret. Li ha intercettati e pubblicati il sito di contro informazione The GreyZone, con un reportage firmato da uno dei suoi inviati di punta, Kit Klarenberg, super specializzato in servizi al color bianco proprio sui Servizi segreti britannici. Un anno e mezzo fa, lo ricordiamo, Klarenberg venne fermato e interrogato per ore allo scalo inglese di Heathrow: un vero “avvertimento” per non toccare più certi fili. Ma il coraggioso Kit non demorde: e ne fornisce una significativa dimostrazione con il pezzo messo in rete qualche giorno fa: è infatti dell’11 giugno, messo in rete da The greyzone, Secret british plans to defeat entire russian black fleet revealead in leaks

Ecco quindi, a seguire, i passaggi salienti della maxi inchiesta.

Keir Starmer

Documenti sensibili indicano che il Regno Unito è il principale architetto delle operazioni militari in Ucraina contro la flotta russa nel Mar Nero. Tre le altre scoperte esplosive, i file rivelano che alti funzionari militari e della intelligence britannici hanno elaborato piani dettagliati per massimizzare l’attrito della flotta di Mosca del Mar Nero, hanno pianificato di far saltare in aria il ponte di Kerch che collega la Crimea alla Russia continentale con bombe fertilizzanti e hanno persino ideato progetti per una serie di sommergibili che avrebbero consentito ai sommozzatori ucraini di piazzare mine su navi e infrastrutture russe”.

Un mix davvero esplosivo, tutto frutto delle vulcaniche menti di Downing Street ed elaborato dai fumanti cervelli dei Servizi Segreti britannici, che gareggiano, per la leadership, solo con il Mossad, avendo ormai superato negli ultimi anni la stessa CIA.

Tutto detto.

Protagonista nella super dirty story, che non ha davvero niente da invidiare alle epiche operazioni griffate James Bond007, è un uomo fino ad oggi mai salito alla ribalta delle cronache, rimasto sempre nella penombra, come è rituale nei più perfetti spy movies, Dominic Morris.

Legato alla intelligence, un tempo era stato integrato nelle forze speciali britanniche in Afghanistan, mentre prestava servizio come funzionario politico per la ambasciata britannica. Il primo dei documenti rilevanti è stato inviato il 14 aprile 2022, lo stesso giorno in cui Kiev ha ottenuto il suo più spettacolare successo navale della guerra, affondando la ammiraglia russa nella regione, Moskva”.

La impresa venne salutata con entusiasmo dai media occidentali, il New York Times arrivò a descrivere “la distruzione della nave come un trionfo clamoroso, una dimostrazione della abilità ucraina e della inettitudine russa”.

Subito Morris dichiarò – commenta Klarenberg – come un simile affondamento significava che Kiev avrebbe dovuto concentrarsi prevalentemente sulle operazioni marittime. Dopo essersi lamentato del fatto che, a parte un po’ di spostamento di carri armati e aerei in una Europa pacifica, la NATO non stava combattendo, Morris scrisse di vedere la possibilità per il Regno Unito di eliminare ogni nave russa nella regione senza nemmeno entrare in guerra.

Lo 007 britannico propose, in particolare, di organizzare incursioni di commando, come “una fantastica attività sottosoglia che spaventerà a morte il presidente russo Vladimir Putin”.

Nel corposo report, agente Morris si vanta poi che “la attuale situazione in Ucraina offre allo Occidente una opportunità ideale per indebolire la capacità militare russa, distruggendone il maggior numero possibile di equipaggiamenti”.

Continua la preziosa ricostruzione firmata da Kit Klarenberg, passando alla seconda fase attentamente studiata e pianificata da governo e servizi britannici.

Nella seconda fase – dettaglia – “Morris propone una opzione non convenzionale per far saltare in aria il ponte di Kerch, in cui una nave portarinfuse russa dirottata, carica di fertilizzanti e dotata di esplosivo, sarebbe stata parcheggiata sotto il ponte e fatta detonare. Morris ha valutato che si tratterebbe di un evento cinetico significativo, in rado di far saltare da quattro a sei pilastri del ponte, rendendolo inutilizzabile per un lungo periodo di tempo. Il crollo del ponte e la infiltrazione di spie in Crimea avrebbero poi gettato le basi per la terza fase: la offensiva principale per la conquista della penisola”.

E qui entrata in scena il versante HOT della dirty story, attraverso la “Trappole del Miele”, attentamente studiate a tavolino delle vulcaniche menti dei Servizi britannici, sempre in vena di performance da 007, of course…

Morris infatti, nella prima fase, aveva predisposto un preciso ‘Alchemy Project’, ossia un’operazione congiunta tra le due intelligence, britannica e ucraina, attraverso cui inserire in modo segreto avvenenti agenti di sesso femminile in posti chiave della Marina russa. Una vera ideona degna di James Bond….

Ancor più a luci rosse il seguito della story ricostruita, tassello su tassello, dal reporter britannico e basata su documenti e filedei Servizi inglesi, fino ad oggi top secret.

Morris propose anche di allestire un bar e un bordello in Crimea per ottenere informazioni da marinai ubriachi e fungere da ‘trappola per il miele’ per ufficiali militari e dell’intelligence. Gli agenti devono essere russofoni e soprattutto attraenti, capaci di manipolare, sfruttando le debolezze dell’uomo russo medio”.

Elementare, Watson.

Ed ecco che, magicamente, le ‘honey traps’, precedentemente create da Alchemy, possono trasformarsi in comodi e segreti ‘rifugi sicuri e depositi di armi’, come suggerì Morris.

Non è certo finita qui. Continua la ricostruzione made in Kit: “Il piano, ha spiegato Morris, era di prendere di mira la Flotta del Mar Nero con un obiettivo preciso: distruggere quante più navi possibile, perché quelle russe erano intrappolate con pochi posti dove nascondersi. Ha suggerito un uso di navi civili riadattate con armi fornite dalla Gran Bretagna ed ha proposto imboscate con navi russe dirottate per attirare una nave da guerra da attaccare con missili antinave”.

Ancora un paio di passaggi da non poco e poi il finale con i botti.

“I piani di battaglia prevedevano che i commando ucraini dessero la caccia e distruggessero qualsiasi pattuglia russa operante nel golfo di Dniprovska e conducessero ricognizioni sulla spiaggia da Kilburn Spit alla baia di Yahorliyk per identificare i punti di sbarco con una forza di assalto più grande per un futuro contrattacco”.

Nel documento, Alchemy suggeriva “un addestramento specialistico per uomini scelti che parlassero russo per svolgere missioni sotto copertura”.

Ciliegina sulla torta, il Progetto Alchemy ha partorito anche un sofisticato piano per le mine antiuomo: è un altro progetto della lunga dirty story, TAURUS. “Una volta che i sommozzatori da combattimento sono in porto (quello di Sebastopoli, ndr), possono attaccare mine a patella su navi e sottomarini russi prima di rientrare silenziosamente a Chornomorsk”.

Siamo al finale.

Punta i riflettori Klarenberg: “Oggi, Londra rimane determinata a neutralizzare la presenza russa nel Mar Nero. A gennaio scorso, una agenzia della Difesa e un Think Tank finanziato dal governo britannico, noto come Council on Geostrategy, ha proposto la idea di inviare una task force navale britannica nella regione per rimodellare la sua geopolitica. Il ministero della Difesa invitò quindi partner industriali della NATO, della Ucraina e dei paesi Five-Eyes a presentare progetti e piani per lo sviluppo di un sistema marittimo versatile, veloce e a bassa osservabilità, progettato per operazioni in Ucraina e oltre”.

Infine. Ma “la vera motivazione è stata chiaramente delineata fin da un rapporto del Council on Geostrategy elaborato a marzo 2022, nel quale si dichiarava che le ostilità in Ucraina significavano che la partecipazione di Londra nella regione del mar Nero era aumentata. Il documento spiegava come il controllo della regione fosse essenziale per la prevista inclinazione della Gran Bretagna verso Indo-Pacifico, delineata nella revisione integrata ufficiale della strategia di sicurezza e difesa del Regno Unito del luglio 2021. Come spiegato dal Council, qualsiasi potenza che controlli il Mar Nero sarebbe in grado diesercitare una pressione significativa sulle principali linee di comunicazioni marittime dalla Europa allo Indo-Pacifico”.

Il reportage si conclude con parole che più significative non si può: “I documenti del Progetto Alchemy dimostrano un ruolo sostanziale del Regno unito dal principio della guerra”.

Più chiari non si può…


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