Si fa, non si fa. Non si sa. Sono tanti, sistematicamente smentiti, gli annunci pre elettorali di Salvini sul via ai lavori per il Ponte sullo Stretto di Messina. Ma quanto ci è costato finora alimenta l’amichettismo di uno dei pessimi ministri, vice Meloni del governo di destra? Circa 14,6, miliardi di euro, oltre l’onere per la manutenzione di 3 miliardi all’anno. Dal 1981 ad oggi, si è speso più di 1 miliardo per studi, progettazioni e preparativi. Tra il 1981 e il 1997 sono stati spese cifre scandalose per studi di fattibilità. La sospensione delle attività nel biennio 2007-2008 è costata 160,612 milioni di euro, mentre tra il 2010 e il 2013 la cifra di 312,355 milioni. Lo Stretto di Messina è una delle aree a più alto rischio sismico del Mediterraneo. Punto. Quel che accadde nel 1908 potrebbe ripetersi? Sì, punto. Il ponte, reggerebbe a una scossa di magnitudo 7,1? No, punto. Il terremoto di Messina del 1908 (è considerato uno degli eventi sismici più catastrofici del XX secolo. Il sisma, si verificò alle 5:20 del 28 dicembre. Danneggiò gravemente le città di Messina e Reggio Calabria nell’arco di 37 secondi. Metà della popolazione della città siciliana e un terzo di quella calabrese persero la vita. Si tratta del disastro naturale di maggiori dimensioni che abbia mai colpito il territorio italiano.
Il nostro Paese si trova lungo la zona di confine della placca continentale africana, che spinge contro il fondo del mare alla velocità di 25 millimetri all’anno e provoca uno spostamento verticale, che a sua volta causa terremoti. Oltre ai morti, interrotte tutte le vie di comunicazione, cavi elettrici e tubi del gas, danneggiato il 90% degli edifici. Ai danni provocati dalle scosse sismiche e degli incendi si aggiunsero quelli cagionati da un maremoto di impressionante violenza, che si riversò sulle zone costiere di tutto lo Stretto di Messina con ondate devastanti, stimate, nelle diverse località della costa orientale della Sicilia, di altezza da 6 a 12 metri. Onde gigantesche spazzarono il litorale e schiantarono tutto l’esistente. La marea risucchiò barche, cadaveri e feriti, navi alla fonda furono danneggiate, altre entrarono in collisione. Messina, 140mila abitanti, ne perse circa 80.000 e Reggio Calabria denunciò la morte di 15.000 reggini. L’evento potrebbe ripetersi? Fatti gli scongiuri del caso, la domanda è: un ponte sullo stretto reggerebbe ‘l’onda d’urto’ di un sisma come quello del 1908? ’ Di certo c’ è lo sciame sismico di questi giorni, ultima scossa nella notte tra giovedì e venerdì 13 giugno di magnitudo 3.4 della scala Richter, in una zona sismicamente attiva, che periodicamente registra terremoti tra le coste di Reggio Calabria e Messina. Non fatelo sapere a Salvini: dovesse condividere i timori di chi non vuole per mille ragioni il Ponte e in particolare per il rischio sismico, lo si priverebbe di un titolo leader della sua permanente campagna elettorale, già complicata dal flop dei centri di detenzione in Albania.
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