Mini inchiesta tra i bambini di quinta elementare: “Che vorrai fare da grande?” Le risposte sono influenzate dalle suggestioni della cronaca. “Il tennista (traguardo molto ambìto grazie al mito di re Mida di Sinner e Alcazar), “L’astronauta” (allettati dalla stra-ricchezza di Elon Musk), eccetera, eccetera. Nessun like per il ‘mestiere’ della politica. Motivo? La scarsa diffusione del profitto di cui godono gli eletti dei partiti e in particolare alcuni di loro dotati di ‘fantasia’ produttiva, di redditizia intraprendenza. Ma partiamo dal basso (si fa per dire), dalle retribuzioni dei parlamentari che comunque fanno impallidire gli stipendi di insegnanti, medici della sanità pubblica, impiegati, operai. Insomma, conviene guidare il governo, la Meloni ha raddoppiato il suo reddito. Ufficialmente, cioè esclusi extra non dichiarati, da 293.531 a 459.460 euro. Tanti soldoni? Certo, ma poca cosa se messi a confronto con noti detentori di record.
quasi vent’anni fa al chiodo il pass d’ingresso al Nazareno, il “ciao-ciao” alla politica attiva di D’Alema ha rivelato la sua nascosta vocazione per gli affari: produzione di vini, hospitality e su tutto le consulenze geopolitiche lautamente retribuite che ha fornito con la sua DL&Madvisor di cui è socio al 100% e amministratore unico. Punte massime della remunerazione sono da 3 milioni di euro del reddito dichiarato, ovvero affari d’oro con le consulenze in Gran Bretagna: raccomandazioni per investimenti sfruttando il network di conoscenze internazionali costruito negli anni. Produzione di vini, D’Alema la gestisce con i due figli e l’enologo di fiducia. La tenuta della Madeleine, adagiata sulle splendide colline di Narni, in Umbria, è anche abilitata a svolgere attività agrituristiche con percorsi di degustazione, light lunch e un ristorante tra le vigne. La struttura prevede anche 12 posti letto in appartamenti. E poi, investimento di due milioni per acquisire le vicine tenute Calispone e Gabriellino. Fin qui l’ex leader della sinistra. In piena attività è il parlamentare più ricco del 2023, il senatore Matteo Renzi. Ha guadagnato 3 milioni e 217 mila euro, circa 600mila euro in più del 2022, in gran parte come consulente dell’Arabia Saudita. Il leader di Italia Viva ha superato il senatore a vita e archistar internazionale Renzo Piano, che nel 2023 ha dichiarato complessivamente 2 milioni e 901 mila euro. I 5Stelle: “Stop a soldi da Paesi stranieri a politici, è urgente mettere un argine al potenziale conflitto d’interessi legato ai rapporti di lavoro e consulenza che politici italiani intrattengono con paesi esteri. Chi è al servizio delle istituzioni della repubblica non può accettare denaro da stati esteri o da enti controllati da tali stati, Rischiadi essere influenzato da interessi stranieri e di non fare gli quelli del popolo che rappresenta”. Angelucci, (editoria, sanità) deputato della Lega, supera però tutti. Ha dichiarato un reddito di 4,5 milioni di euro. Tallona Renzi anche l’avvocato Giulia Buongiorno, senatrice della Lega, che incassa laute parcelle per la difesa di politici della destra (di recente Salvini): reddito di 2 milioni e 928 mila euro. Tra i Fratelli d’Italia il nababbo è il deputato Giulio Tremonti, ex ministro, tributarista, presidente della Commissione Affari Esteri della Camera. Balzo in su del suo reddito: da 1 milione e 588mila euro a 2 milioni dal 2022 al 2023. Seguno a ruota Lotito e il ministro della difesa Crosetto (questi da cosa ricava tanti euro?). Ma tutto questo i bambini (e non solo loro) non lo sanno.
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