Va ormai a votare meno di 1 italiano su 3.
Un dato che fa rabbrividire sulla tenuta di quel che resta della democrazia in Italia. Un Paese ridotto in macerie da partiti che non rappresentano ormai più niente, veri ectoplasmi nella migliore delle ipotesi. Oppure accozzaglie di banditi, affaristi e pure ignoranti, orde di unni e lanzichenecchi che si stanno spartendo la carcassa del Paese: ridotto appunto allo stremo, alla fame, senza lavoro senza salute né i più elementari diritti.
Fanno prevedibilissimo flop i 5 quesiti referendari, 4 dei quali proposti dalla Cgil guidata da un altro che se ne fotte dei reali diritti dei cittadini e ha unicamente pensato, in questi anni, alla sua poltrona, come neanche il peggiore dei padroncini, Maurizio Landini.
Gli italiani di tutta evidenza – pure disinformati dai media ormai altrettanto ridotti allo sfascio – hanno preferito andare al mare, o comunque, far shopping con i pochi soldi rimasti in saccoccia, seguendo il primo consiglio arrivato dall’Alto, quasi dall’Altissimo, ossia dal Presidente del Senato Ignazio Benito La Russa.
Il quale un mese e mezzo fa, in occasione del 25 aprile che gli sta sullo stomaco, invitò il suo Popolo, appunto, a tuffarsi tra le onde del mare blu l’8 e il 9 giugno.
Un atto moralmente e istituzionalmente delinquenziale, quello compiuto da La Russa nella campagna pro sdraio e ombrelloni. Visto che da anni e anni tutti sappiamo che uno dei più grossi problemi che uccide la nostra già agonizzante democrazia è proprio il non voto, il tasso di astensionismo che sta raggiungendo, ogni tornata elettorale che passa, cifre sempre più impressionanti. Evidente sintomo che i cittadini non ne possono più di questi partiti, delle loro cosiddette offerte o proposte politiche. Perché, appunto, si tratta di partiti senza capo né coda, senza più alcuna identità, senza etica, senza obiettivi da raggiungere, senza orizzonti da prospettare: senza più alcuna utopia da indicare come meta, come si sarebbe detto anni fa. Se tutti mi fanno schifo – ormai è questo il ragionamento della stragrande maggioranza – è totalmente inutile andare alle urne, perché uno vale l’altro.
Un fenomeno che, a livello internazionale, fa invece segnare risultati ben diversi: basti pensare al fresco voto (2 settimane fa) presidenziale in Polonia, dove la percentuale ha superato il 70 per cento.
Delinquenziale, quindi, perché ‘istituzionale’ il comportamento del BENITO di palazzo Madama.
Pensate solo un momento se a pronunciare la frase fosse stato Sergio Mattarella: apriti cielo, giustamente, subito il 113, almeno per una visitina e per cambiare le Duracell.
Invece per Benito niente, tutto ok. Come quando disse, appena dopo la poltronissima di palazzo Madama, ricordando la strage di via Rasella: altro che SS, “era solo una banda di musicanti in pensione”. Da neuro, nel migliore dei casi. E – rammentiamo – nelle stesse ore aveva una tale faccia di bronzo da invitare nel suo Palazzo Madama, fra gli amici-guest star, quel Fiore Roberto condannato ad 8 anni di galera per tentata strage, latitante a Londra, ben coperto ad inizio anni Novanta dai Servizi segreti di Sua Maestà britannica….
Torniamo ai referendum. Ed ecco, a seguire, alcune considerazioni che sorgono spontanee.
Lo strumento referendario di democrazia diretta non è affatto inflazionato o abusato, come sostengono non pochi idioti (alla lista di queste ore si aggiunge il solito Carlo Calenda), ma è usato male. Quasi quasi, viene da pensare, per far vincere chi è contrario e/o li boicotta.
Punto primo. Dovrebbero finalmente partire – se ne parla da decenni ma niente si fa – quelli propositivi, come succede in tanti paesi. Da noi, zero assoluto. Se ci vogliono più firme, bene: si raccolgano. Ma almeno si vada a votare su fatti politici che possono realmente cambiare, almeno un po’, la vita di tutti.
Poi. Questioni troppo tecniche – caso mai significative, ma poste in modo totalmente sbagliato – sono autentici autogol, e offrono ampi spazi di manovra, e di successo, per gli avversari, che vanno in campo aperto e vincono di goleada, come è successo ora con le truppe meloniane: che pur continuano imperterrite a sfasciare il paese, e se la ridono, se la suonano e se la cantano.
La vulcanica mente griffata Landini ha partorito 4 quesiti non poco arzigogolati, perfino indigesti a stomaci anche sindacalmente attrezzati. Va alla guerra per perdere, il leader Cgil che nel suo bagaglio rivoluzionario ha solo qualche sciopericchio di fine settimana nei trasporti e poco altro….
Ma ci faccia il piacere, direbbe Totò. E levi il disturbo: come, in queste ore, il tecnico della nazionale Spalletti.
Perché se una cosa al mondo farà vivere e stravivere il governo sfascista di lady Giorgia sono proprio le inutili battaglie di questa sinistrucola alla frutta: senza identità, appunto, senza spina dorsale, senza etica, senza futuro.
La questione Lavoro, Appalti, Sicurezza, Morti Bianche non spunta oggi come un fungo dopo una pioggia. Sulla Voce ne scriviamo (e denunciamo di tutti i colori) da quasi 40 anni. Le famigerate giungle degli appalti post terremoto anni Ottanta in Campania, i subappalti a go go, le varianti in corso di opera, i ribassi continui, le sorprese geologiche, i collaudi taroccati e via di questo passo criminal-affaristico, con la camorra e le imprese di partito a farla da padrone. E nessuno ha detto mezza parola, a “sinistra”, nel Sindacato…
Una domanda, allora, su tutte: come mai la SINISTRA, la CGIL non si sono mai battute, non hanno mosso neanche mezzo dito, perché venisse studiata, elaborata, promossa e votata una vera Legge sugli APPALTI da noi: incredibile ma vero! Tanti bla bla, inutili chiacchiere al vento, ma niente di serio e di concreto.
Per questo la sinistra “non nasce”, dopo la morte di Enrico Berlinguer e del PCI…
P.S. Notiamo con sgomento – ma fino ad un certo punto, visto ormai lo stato comatoso in cui versano i media di casa nostra – che anche nella giornata odierna, con il significativo appuntamento referendario, le notizie di apertura per quotidiani e Tg sono state dominate da quelle di nera: il duplice delitto di Villa Pamphili a Roma e, soprattutto, il caso Garlasco di 18 anni fa. Due parole sul secondo: possibile che si debbano dedicare, in modo quotidiano da svariate settimane minuti e minuti del Servizio Pubblico, addirittura per operazioni di sciacallaggio mediatico, come hanno giustamente denunciato i genitori di Chiara Poggi… Che la giustizia sia ormai morta e sepolta da decenni, del resto, lo sapevamo bene: e questa ne è la ennesima, drammatica prova del 9.
Scopri di più da La voce Delle Voci
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
















