Se i rapporti del Napoli calcio non sono improntati ad amichevole, reciproco idillio con il mondo dell’informazione, nessun dubbio, responsabile al 50 per cento è il centro di gravità permanente che governa il sistema mediatico sbilanciato, concentrato da Roma in su. Partecipi determinanti dello squilibrio sono soprattutto le testate storicamente dominanti e i principali network dal tempo dello strapotere televisivo. Diagnosticata questa patologia del giornalismo italiano, il quesito collaterale sulla mancata empatia della stampa per il Napoli calcio induce a una riflessione: fosse anche colpa delle ridotte attitudini della società a tessere e coltivare buone relazioni con l’informazione? Ne è responsabile il deficit di bon ton relazionale dei vertici? Non è facile rispondere o forse sì, se si analizzano con obiettività i rapporti di evidente subordinazione della ‘stampa amica’(a cui è estraneo il polo mediatico azionale), che non osa avanzare dubbi sulle vicende problematiche della squadra e del club. Ad esempio sulle mistificazioni che trasformano evidenti carenze nella gestione di acquisti e vendita (pardon per questi verbi inopportuni riferiti a persone ancora prima che a calciatori) in conflittualità con gli allenatori, in esodo di giocatori leader che emigrano, non solo per ingaggi allettanti. La conferma di Conte, che da tempo aveva considerato conclusa la sua napoletanità, si deve molto probabilmente alla solita promessa di migliorare la qualità tecnica della squadra, più volte contraddetta.
QUESTA LUNGA PREMESSA si giustifica con il racconto del faccia a faccia di De Laurentiis con il contestatissimo presidente della Regione Abruzzese Marsilio, che oltre al peccato mortale di aver partecipato alla nascita di Fratelli d’Italia (anta una stretta amicizia con la premier) non si vergogna di mostrare ‘fraterna” contiguità con il criminale Netanyahu e nega l’urgenza di porre fine al genocidio dei Palestinesi, si nega all’urgenza di boicottare il suo regime nazista. Marsilio, oltre a cavalcare l’onda funesta della destra è contestato anche per l’anomalia di presidente pendolare, residente nella capitale, in 5 anni ha usato l’auto blu istituzionale per raggiungere l’Aquila da Roma e ritorno. Ha percorso 156mila chilometri con relativi costi a carico della collettività. L’incontro De Lau-Marsilio conferma la scelta dell’Abruzzo per la preparazione del Napoli 2025/2026. Intervistato, il ‘cinematrogafaro’ prestato al calcio ha definito il giovane giornalista “rompicoglioni, inviato di emittenti di serie B, di Tv che fanno informazione solo di cattive notizie…e io mi tocco le palle, portate iella”. Linguaggio infiorato con altri termini a dir poco ineleganti. spocchiosi. Il presidente dei “forza Napoli sempre” ha imputato al cronista e a chi rappresenta la colpa dell’Italia che va male. Non è uno svarione episodico. De Lau se lo concede affiancato da Marsilio che approva.
LA SPLENDIDA NAPOLETANITÀ che non a caso coincide con la celebrazione del bimillenario compleanno della capitale del Mezzogiorno è una condizione felice, conquistata con grande fatica, ma delicata. È sollecitazione ai media nazionali per allineare linguaggio e contenuti del racconto su Napoli a giudizi positivi, in linea con il consenso globale. Creare disturbo con imperfezioni nel dialogare con l’informazione riprodurrebbe le condizioni per una narrazione mediatica in negativo
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