TUTTI I FIGLI “SO’ PPIEZZE ‘E CORE”

Gentaglia, marmaglia delinquenziale, disumani fuori di testa, odiano al punto di minacciare di morte i ‘nemici’. In casi estremi i messaggi trasformano in attentati, che riempiono non poche pagine di cronaca nera. Stati Uniti, quattro presidenti assassinati: Lincoln, Garfield, McKinley, John Kennedy (e il fratello Robert, candidato alle primarie della California). Vittime di attentati, altri politici, salvi per miracolo: Ronald Reagan, Gerald Ford, Theodore Roosevelt, il governatore dell’Alabama Wallace e da ultimo Donald Trump. Molte di più le vittime in tutto il mondo e in Italia servitori dello Stato, magistrati, Matteotti, Togliatti. Di recente insulti e minacce di morte per Conte, Renzi, Salvini, Piantedosi, Meloni e i loro figli. Ultimi bersagli di anonimi, vigliacchi frequentatori dei social, sono Ilaria Salis (non è la prima volta) e suo padre. Ecco il turpe messaggio della mail, con allegata foto dell’arma, di un martello, pinze e cavi elettrici collegati a un trasformatore: “Vi ucciderò con un fucile a pompa”. Sorprende l’annuncio dell’avvio di un’indagine per identificare il responsabile. Individuarlo per la polizia è di sconcertante semplicità. Per capirci, l’autore della minaccia alla Meloni l’ha pubblicata sul suo profilo Facebook, a suo nome.

Altrettanto facile è accertare l’identità del mittente della mail spedita ai Salis. E sarà interessante osservare spazio e attenzione dei media per l’ignobile messaggio, i modi e tempi della punizione per l’autore. La minaccia coincide con la notizia del Parlamento europeo chiamato a decidere sulla revoca dell’immunità per Ilaria Salis, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, che rischia 20 anni di carcere.  La commissione giuridica deciderà domani a porte chiuse. Alle spalle della Salis i due anni in condizioni disumane di prigionia non determinata dall’esito di un processo. L’accusa? “Aggressione a due militanti di estrema destra”. Ma come si può accusare di violenza una donna nei confronti di due uomini? E chi non si è indignato per le immagini di Ilaria Salis in aula, con catene ai polsi, alle caviglie. Esperti hanno sollevato dubbi sulla tutela dei diritti umani, sulla trasparenza e sulla terzietà della magistratura ungherese. Tutti questi elementi potrebbero influenzare la decisione della Commissione giuridica e, successivamente, quella dell’Aula del Parlamento europeo, chiamata a stabilire se le accuse formulate contro Salis sono compatibili con l’immunità parlamentare o se è necessario rimuoverla per consentire il pieno svolgimento del processo. Ma sottrarre alla Salis l’immunità l’esporrebbe a nuove violazioni dei suoi diritti, a una giustizia asservita al regime fascista di Orban. I nostri media? Offriranno spazi e solidarietà alla coraggiosa eurodeputata?

SI GIUSTIFICANO, ALMENO IN PARTE, I TUMULTUOSI RUMORS generati dal docente che sul profilo Facebook ha auspicato per la figlia della Meloni la stessa sorte toccata a Martina Carbonaro, uccisa a coltellate. Sdegno generale, convinta solidarietà alla premier, forte eco, condivisa di tutti i media. Non era mai successo per casi analoghi vissuti da altri presidenti del consiglio. Fino a prova contraria la figlia della premier a cui noi tutti auguriamo un felice futuro, ha diritto a incolumità protetta, a totale solidarietà, ma pari a qualunque altro figlio minacciato e non solo di politici.


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento