PRESENTE, MA ASSENTE

Parole della premier: Vado ma non ritiro la scheda” L’invito all’astensione annunciato durante la cerimonia del 2 giugno, che celebra il ricordo degli italiani che con un referendum scelsero votarono perla Repubblica. Dichiarazione furba di Giorgia, ma falsa perché non si può andare a votare e non ritirare le schede dei referendum. Conte, M5Stelle e Parrini, Pd: “È una presa in giro per gli italiani.  Mancava solo la presidente del consiglio, ora la lista dei sabotatori è completa”. Bonelli, parlamentare di Avs “Non votano perché sanno di essere minoranza nel Paese, usano l’astensionismo che a parole dicono di voler combattere. Contro la possibilità di migliorare concretamente la qualità della vita di lavoratori e lavoratrici, di riconoscere diritti e doveri a chi vive e lavora in Italia, la destra organizza il sabotaggio della democrazia”. Tifare per il non voto è una furbizia disonorevole, agghiacciante. Ricorda il caso non meno esecrabile di Craxi che in vista di un referendum a lui sgradito invitò gli italiani a disertare il voto, ad andare al mare.

Il trucco della Meloni, di non ritirare le schede, troverà certamente consensi tra i suoi estimatori, tenderà al mancato quorum richiesto per la validità dei referendum. Obiettivo? Glissare sulle responsabilità delle morti sul lavoro, consentire che i lavoratori licenziati senza giusta causa siano reintegrati, impedire che le tutele siano estese anche a chi lavora per imprese con meno di 15 dipendenti e con il quinto quesito bloccare la possibilità dei migranti di ottenere la cittadinanza italiana dopo cinque anni di presenza nel nostro Paese. Il diritto abbreviato alla cittadinanza è un obiettivo delle aziende con organici sottodimensionati, che non riescono a completare l’organico dei dipendenti, è un auspicio dell’Inps, che godrebbe del contributo fiscale dei migranti e garantirebbe il futuro delle pensioni. Uno drammaticamente più ‘divertente’ dell’altro: il ministro della difesa non nasconde il tifo per un’Italia offensiva, che gratifichi la nostra fiorente industria delle armi. “Voterà per i referendum?” Gli chiedono e Crosetto, a cui non fa difetto la vena dell’umorismo, così risponde: “Chissà, deciderò” Il meglio del suo dire è riservato a Landini, al segretario della CGIL, del più importante e autorevole sindacato dei lavoratori (che in tanti vedrebbero volentieri segretario aggiunto del Pd): “Ogni volta che parla, è spunto per fare automaticamente il contrario”. Che dire, ecco un sincero amico dei lavoratori! Al funambolismo di Giorgia aderisce con entusiasmo non nascosto il manipolo di ‘Fratelli’ dell’esecutivo e non a caso si pronuncia così anche il suo vice. Tajani, interprete nella circostanza del pensiero berlusconiano distante anni luce dalla solidarietà operativa con chi lavora.   “Il nostro”, dice l’inconsistente erede del ‘cavaliere’, “È astensionismo politico” e dobbiamo convenirne, detto con una così elegante definizione, lo sgarbo istituzionale quasi si nobilita!

SCANDALO NELLO SCANDALO è la complicità con i “non voto” dei moderati del Pd da cui la Schlein non ha il coraggio politico di disfarsi, per liberare il partito da scorie di conservazione centrista.


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