RICCHI, BRUTTI E CATTIVI E NON È UN FILM

Simili e diversi: possibile? Due straricchi confabulano, firmano patti palesi e silenziosi, danno vita al più scellerato sodalizio illiberale che l’umanità ha subito in millenni di dittatura patriarcale, di violenze dell’ominide padrone della femmina schiavizzata. Il geniale, survoltato Musk, impasticcato, ottimizza il caotico disordine della sua materia grigia e come spiegò insegnò Basaglia negli anni 70/80 del secolo scorso, tira fuori da gangli in subbuglio del cervello lampi di genialità malata. Il “Tête-à-tête” con il tycoon Trump, colloquio privato, intimo, partorisce un patto di reciproca convenienza. Con una vagonata di dollari l’uomo delle Tesla e di astronavi per migrazioni miliardarie su Marte, fa ricca la campagna elettorale dell’immobiliarista Trump. Come contropartita intasca il ruolo di alter ego del presidente degli Stati Uniti. Ma esagera, pretende che l’Europa si doti dei terminali della sua rete satellitare (internet e non solo). La pretesa, tradotta, prefigura l’arrembaggio telematico che azzererebbe la privacy dei cittadini europei ad ogni livello, privato e pubblico.

Nell’immediato, Musk ruba la scena a Trump, compete con lui in stravagante, incalzante visibilità, per qualche tempo si propone come number one di farneticazioni razziste, di strafalcioni come il boomerang dei dazi. Ma l’idillio ha i giorni contati e Trump lo licenzia, preoccupato per la sua straripante visibilità.. Scoppiano i ballon d’essai del tycoon (“Grazie a me, in due giorni la fine delle guerre e pace nel mondo. L’economia degli States vivrà un clamoroso salto di qualità”. Balle, una dopo l‘altra. Dazi un giorno sì, l’altro no).  E Musk? Molla il pericoloso Trump, provoca un buco nel suo smisurato patrimonio, subisce delusione e ‘scuorno’ per dirlo in napoletano, azzera le suggestioni popolari di super man finanziario. La iella lo perseguita, ma se l’è cercata: brucia miliardi per nove esplosioni di astronavi dirette alla Luna, a Marte. Per fortuna o per meriti scientifici i resti degli ordigni esplosi finiscono nelle acque profonde dell’Atlantico e del Pacifico, uno nel golfo Messico. Gli incendiano le Tesla, concessionari europei disdicono gli ordinativi. L’ Europa capisce finalmente che deve affidare il suo spazio telematico a una rete endogena.

A osservare l’ex tandem con inspiegabile empatia è ancora la destra, ovunque si annida e con sempre maggiore, pericolosa aggressività.


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