DONNA FRA LE DONNE

Da qualche tempo è scomparso dall’informazione politica “Yo soy donna, madre, cristiana” che più volte ha delineato con ovvio carico di ironia il profilo della signorina Giorgia. Più appropriato è ora l’attributo di ‘sora tentenna’ della sorella d’Italia, silente per non dar conto dei circa tre anni di governo del nulla. Ma tocca ora ripristinare la citazione del selfie auto elogiativo che fece in Spagna, ospite di un raduno neofascista. Suggerisce di rilanciarlo la cagnara di suoi Fratelli e Sorelle che in un tempo molto breve hanno ordinato alle forze di polizia di intimidire due donne con la richiesta di identificarle. La motivazione? Hanno sventolato la bandiera palestinese per solidarietà con il popolo di Gaza vittima di genocidio. E poi,  la premier, ospite ‘d’onore’ del teatro alla Scala, deve aver riprovato aspramente la giovane studentessa dipendente del teatro (al lavoro come maschera) che è stata allontanata dalla sala dalla polizia, esclusa dai turni di lavoro e licenziata. Prima del via al concerto del 4 maggio ha gridato “Palestina libera”. Commenta il sindacato di categoria: “Ha dato retta alla sua coscienza” e accusa la direzione di aver agito “per compiacere” la presidente del Consiglio. “Difenderemo il diritto al lavoro e il diritto a manifestare il proprio pensiero” contro il clima di restrizione degli spazi democratici in sintonia col decreto sicurezza che il governo ha appena sfornato”.

Tace la signorina Meloni e non ignora certamente che il suo governo annuncia l’annullamento del fondo di 500mila euro per l’educazione sessuale, somma dirottata per “corsi sull’infertilità e la salute riproduttiva”, tema caro ai fanatici di ‘pro vita’ e in particolare alla ministra Roccella, probabile ispiratrice dello storno di fondi per la lotta alla violenza maschile sulle donne e di genere. Non una parola di denuncia per il divieto di Orban al corteo del Pride Day ungherese, nemmeno un cenno alle conseguenze del patriarcato. alla tragedia dei femminicidi. Un’indagine di Ipsos per Action Aid, rivela che un campione rappresentativo di circa 800 ragazze e ragazzi tra i 14 e i 19 anni giudica urgente occuparsi di prevenzione della violenza, della difficoltà di capire dove si annida la violenza e le sue conseguenze.

Protesta la Rete degli Studenti Medi: “Siamo sconcertati per le decisioni che prende il governo sulla pelle di studentesse e studenti. Questo fanatismo della destra contro la presunta teoria gender nelle scuole è ridicolo, ignora una realtà evidente e cruda del nostro Paese, fatta di violenza di genere e di sessismo, che spesso si manifesta già in età adolescenziale, anche all’interno degli spazi scolastici. Serve ripartire da un’educazione alla sessualità consapevole, che educhi al consenso e al rispetto. Non si incentiva alla natalità parlandone a scuola, ma costruendo delle garanzie stabili e reali per le nuove generazioni, che permettano di poter immaginare un futuro qui”. Ci pensi Giorgia, ha una deliziosa figlia, tra non molto adolescente.


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