IPOTESI O APOTEOSI?

Napoli e l’Italia che non si riconosce nella spocchia della Lega separatista, hanno finalmente l’opportunità di una sfida epoca e si deve alla laboriosa creatività del suo popolo. Il dopoguerra, la fame, case e chiese in rovina, rase al suolo dal fuoco ‘amico’ degli alleati, le mani sulla città della speculazione edilizia, l’arte di arrangiarsi, il governo della città affidato al laurismo, le nuvole dell’incertezza sul futuro che oscuravano l’azzurro di cielo e mare, l’economia azzerata, l’uso clientelare delle risorse elargite dalla Casa per il Mezzogiorno e mai la resa, mai sfiducia passiva, pessimismo pur legittimo. Maniche rimboccate e lenta, ma inarrestabile voglia di riscatto. Più tardi sono arrivate le sterzate sulla corsia di sorpasso del primo sindaco comunista nel profondo sud dell’Europa. Fonte primaria dell’economia asfittica di Napoli furono i banchetti in ogni angolo della città per la vendita di sigarette americane, l’affare contrabbando. Sorprendente, amaramente realistica, la legittimazione di Valenzi: “Con questo mercato illegale sopravvive un terzo della città”. Storie, personaggi narrati dal cinema neorealista, dal giornalismo democratico.

Con un balzo di settant’anni Napoli dimentica i tempi bui dell’esproprio letale della classe operaia, subito da Ovest a Est, la politica di rapina in suo danno, lo sbilanciamento progressivo del Paese in direzione dell’Italia a ridosso dell’Europa, le farneticazioni di Bossi, la rassegnazione a un ruolo di marginalità. 2025: esplode il boom del turismo, diventa una catena senza precedenti l’ospitalità dei B&B, si moltiplicano i sold out di alberghi, ristoranti, trattorie, fast food, recede la letteratura disfattista di decenni e per convinzione o opportunismo esalta la ‘Grande Bellezza’ di Partenope, celebrata da cinema e televisione. Primavera dell’anno in corso: la città conosce il clou del salutare assalto del turismo e il suo popolo non sta a guardare. Rilancia, intuisce la chance di mettere e chiudere in parentesi il tempo di “Cenerentola bella e iellata”. In un tempo record, Napoli conquista followers e non solo via etere, gioca al meglio la carta dell’attenzione mediatica mondiale per l’impresa dello scudetto sottratto alle potenze calcistiche del Nord, si ricopre di manna dal cielo con la designazione di sede dell’America’s Cup del 2027, evento che vale un miliardo ed è destinato ad affascinare il mondo intero. Gli esperti del turismo crocieristico pronosticano l’arrivo nel golfo spettacolare napoletano di 200 grandi navi. È un caso se il cast e la troupe della storica soap opera ‘Beautiful si è trasferita per quattro mesi di lavorazione a Napoli? C’è altro. Antonio Filosa, nuovo amministratore delegato di Stellantis, gruppo automobilistico mondiale, è napoletano, per la precisione di Castellammare di Stabia.

MA È VIETATO SOTTOVALUTARE IL MOMENTO MAGICO della capitale del Sud. Solo un esempio: la centrale operativa della regata più famosa del mondo sarà nel litorale Coroglio-Bagnoli. Dopo quasi cinquant’anni dalla delocalizzazione dell’Ilva e dell’intero comparto industriale dell’area, di colpevole spreco di ingenti risorse, sapremo se di qui al 2027 si concretizzerà il progetto per il futuro dei Campi Flegrei di una grande oasi ambientale e produttiva, o è solo un’ipotesi suggerita dall’ ottimismo del momento magico che avvolge la città.


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