Gentili signorine Giorgia e Arianna, non è noto se un sibilo, per ora estemporaneo, abbia infastidito i vostri padiglioni auricolari e di lì sia transitato verso la materia grigia e di essa abbia colpito il segmento dell’emisfero sinistro che comanda la fonetica degli umani fino a tacitarlo come accade da tempo, ogni volta che vi si chiede di esprimervi dall’alto dei ruoli ricoperti. Nessuna certezza, per carità, la diagnosi di casi così ‘delicati’ spetta a celebrati politologi e non lo siamo. Ma le capacità cognitive non ci mancano, sostenute da lunga pratica di osservatori. E allora, ragioniamo sul caso Genova, perché l’analogo del sindaco di Ravenna eletto dalla coalizione opposta alla destra stazionava ampiamente nell’oroscopo. L’esito del voto netto per il primo cittadino di Genova era tutt’altro che scontato per Silvia Salis, candidata degli oppositori del regime meloniano.
La felice circostanza della sua affermazione tira via dalla memoria l’amaro lamento degli italiani progressisti, il loro disagio crescente per la richiesta inevasa di rispondere ai problemi strutturali della sinistra, all’urgenza di coniugare con figure carismatiche, iperdotate, l’arduo compito di governare comuni, regioni e il Paese. Per il bene comune dei democratici italiani esiste un canale di comunicazione, politicamente antitetico della destra. Compensa, pur con diffusione imparagonabile, lo strapotere dell’informazione di regime ed è la7. Stamattina, al consueto appuntamento con la rubrica “L’Aria che Tira” ha partecipato la neo eletta sindaca di Genova. Rischiamo volentieri la ‘censura’ aggressiva della destra nel riferire la ‘grande bellezza’ formale e l’elevato quoziente di intelligenza politica di Silvia Salis, la convincente concretezza, la lucidità di giudizio e di proposta, l’eloquio che avrebbe incantato perfino gli accademici della Treccani, la quieta correttezza nell’enunciare intenzioni e progetti, la compostezza in sintonia con il ruolo istituzionale e perché no, l’empatia che risponde alla domanda di carisma dei disillusi di sinistra.
Chissà che ne pensano le signorine Meloni, detto alla siciliana “mute sono” ogni volta che il tema del dibattito è per loro scomodo. Per esempio, nel giorno numero 193 della detenzione a Caracas, vi chiediamo con legittimo sdegno: oltre a dichiarare “Ci stiano lavorando” alla libertà di Alberto Trentini, parlate, dite come ve ne state occupando, perché nella penombra del non dire, con quali prospettive concrete di ritorno in Italia dell’operatore umanitario. Troppo facile appropriarsi di meriti inesistenti, autopromuoversi come registi del neo Rinascimento di Napoli motore del sud come se aveste ‘lavorato’ per il successo’ degli azzurri. Vi manca il recupero della voce ma nutriamo fiducia che torni per ‘decantare’ l’arruolamento dell’altoatesino Jannik Sinner, un attimo dopo aver inventato che aveva il nonno del bisnonno nel pacchetto vuoto di personaggi illustri.
Scopri di più da La voce Delle Voci
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.















