PREGO… DOCUMENTI!

Signor Piantedosi, impropriamente ministro degli Interni: è in vacanza, si è concesso uno stop da anno sabatico, non legge, non ascolta, non percepisce quanto di indecente accade nell’Italia prefascista? Le risparmiamo il ponderoso elenco di ‘fatti’ che legittimano il ‘je accuse’, ma un paio li ricordiamo, ove mai le faccia difetto la dote della reminiscenza ovvero (dizionario dei sinonimi) dei corrispettivi “ricordo”, “memoria”, “rammemorazione”, “rimembranza” e “ricordanza”. Dunque, le rammentiamo i reiterati tentativi di impedire alle navi salva vita di soccorrere i profughi in mare e la diffusa, contemporanea tendenza delle forze di polizia, di cui Lei è istituzionalmente responsabile, ad aggredire chi manifesta dissenso nei confronti del governo, ma consente plateali manifestazioni anticostituzionali di neo fascisti. Messi in parentesi questi due atti d’accusa, Le chiediamo di esprimere il suo autorevole giudizio su episodi ravvicinati che molto preoccupano l’Italia democratica. Polignano (Bari); la polizia impone all’abitante di un palazzo di togliere una bandiera della Palestina dal balcone di casa e le chiede di identificarsi. Motivo: “Deve passare il Giro d’Italia”. Dichiara la vittima di questo ‘sopruso’: “Non disturbiamo nessuno. Non violiamo la legge”. Lonigo, in provincia di Vicenza, qualche giorno dopo, altra tappa del giro d’Italia: Cristina Guarda, europarlamentare di ‘Europa Verde’, dal terreno di sua proprietà sventola la bandiera palestinese al passaggio dei ciclisti. L’identificano i Carabinieri. “Assurdo”, è il commento della deputata “perché identificare chi mostra solidarietà nei confronti del popolo palestinese, vittima delle atrocità del governo Netanyahu? Da parlamentare europea non posso tacere di fronte al massacro e mi sono sentita in dovere di essere sul percorso del Giro con la bandiera di Palestina”. Come a Polignano i militari tentano di giustificarsi: “Semplice controllo”. L’europarlamentare: “Si fa di tutto per nascondere le manifestazioni a sostegno della Palestina, le bandiere sono presenti in tutte le tappe, significativo segnale di umanità” e conclude con amara ironia: “Se scendete in piazza con una bandiera palestinese, non dimenticate di portare un documento d’identità”.

Vede, ministro degli interni, non crediamo che lei sia estraneo ai comportamenti delle forze dell’Ordine. Intuiamo che il suo problema è di essere in sintonia con il suo governo, con lo scandaloso, disumano, cinico silenzio sul massacro del popolo palestinese. I Verdi dell’Eurocamera: “L’accaduto è inaccettabile, una prassi pericolosa, mette in discussione, un cardine della Costituzione, la libera manifestazione del pensiero”. Ministro, Le serve altro per dichiararsi responsabile? Barletta (Puglia) un terzo caso, ne ha notizia? Una libraia denuncia “Sono stata insultata e minacciata da turisti israeliani per aver esposto una bandiera palestinese e una poesia sulla pace di Refaat Alareer, poeta e attivista palestinese sulla porta del mio negozio, per solidarietà con un popolo che vive una tragedia”. Hanno detto: “I palestinesi devono morire tutti perché sono terroristi”. Si esprima, ministro. Anche sul risultato di un accreditato sondaggio: al 50% gli israeliani approvano lo sterminio dei palestinesi e all’82% la deportazione. Ancora silenzio?


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