L’ingiusta giustizia non ha confini, dilaga da est a ovest del pianeta: carcere immediato per il derelitto che ruba una mela per sfamarsi, impunità per truffatori, ladroni, corrotti e corruttori, assistiti da potenti studi legali, scagionati grazie a interminabili macchinosità giuridiche concluse con assoluzioni o prescrizioni dei reati. Nessuna vergogna per il falso di “La legge è uguale per tutti”. Non lo è per ‘Bibi’ Netanyahu. è accusato di frode e corruzione di aver concesso favori e sostegno diplomatico a importanti uomini d’affari in cambio di regali costosi e di una copertura mediatica favorevole.
È la prima volta nella storia di Israele che un primo ministro in carica affronta un processo penale: come Trump e altri potenti, come noti esponenti italiani della politica , Netanyahu ha sempre descritto il processo a suo carico una congiura per costringerlo a dimettersi, “uno spreco del suo tempo che gli impedirebbe di completare la tragedia del genocidio del popolo palestinese. Netanyahu è accusato di aver accettato l’equivalente di circa 260mila euro in regali costosi, fra cui sigari, casse di champagne e soggiorni in hotel di lusso per lui e la sua famiglia, regali del miliardario australiano James Packer e del produttore cinematografico Arnon Milchan, in cambio di pressioni sul ministero delle Finanze israeliano per raddoppiare la durata di un’esenzione fiscale per i cittadini israeliani che hanno vissuto all’estero dopo il rientro in Israele. Identico cinismo di intoccabile, complice la destra mondiale impedisce di dar seguito al mandato d’arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale dell’Aia. Primo a non rispettarlo è Trump e ambiguo, per allinearsi con gli autocrati, è il nostro governo. Non a caso quando in Parlamento l’opposizione ha chiesto un minuto di silenzio per la morte di migliaia di bambini palestinesi, la Meloni è rimasta inchiodata alla sua poltrona di premier, senza alzarsi.
Yair Golan, leader dei democratici all’opposizione di Netanyahu afferma che Tel Aviv sta conducendo una campagna ingiustificatamente brutale a Gaza: “Uno stato sano di mente non si impegna in combattimenti contro i civili, non uccide bambini per hobby e non si pone come obiettivo l’espulsione di una popolazione”. Estratto di commenti alla biografia di Bibi: “Personaggio paranoico e conclamato malavitoso, pericoloso per il mantenimento della pace nel mondo”.
Scopri di più da La voce Delle Voci
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.















