GAETANO MANFREDI / IL SINDACO DI NAPOLI, DALLE STELLE ALLE STALLE

Una vicenda gravissima per la terza città italiana e il suo sindaco, Gaetano Manfredi: il quale in queste ore brinda innalzando al cielo l’America’s Cup che nel 2027 sbarcherà trionfalmente in città, rendendo omaggio alla premier (“Tutto grazie a Meloni”) e annunciando al mondo la sua ricandidatura per il bis sulla poltronissima di Palazzo San Giacomo.

Sbocciata sotto l’albero un anno e mezzo fa, poco prima di Natale 2023, totalmente censurata da tutti i media, oscurata in un clima di omertà e complicità, la dirty story ora viene alla ribalta per via di una fresca sentenza pronunciata dal TAR.

La Corte dei Conti. Sopra, Gaetano Manfredi

Si tratta, in soldoni, di una condanna decisa dalla Corte dei Conti a carico di Manfredi per attività illegittime di consulenza quando ricopriva apicali incarichi pubblici, come docente e poi Rettore all’Università Federico II, quindi ministro dell’Istruzione pubblica nel governo Conte, infine sindaco di Napoli. Una sanzione da 740 mila euro, saldata subito per un terzo (210 mila), evitando così le fanfare processuali e, in pratica, mettendo tutto a tacere.

La vicenda – in quei giorni di fine 2023 raccontata e denunciata solo da ‘il Corriere del Mezzogiorno’ (costola partenopea del ‘Corsera’) e dalla ‘Voce’ – ora riemerge. Vediamo in che modo e cosa bolle in pentola.

Dopo il pressochè totale silenzio mediatico prenatalizio 2023, tutto sembrava finito sotto quintali di naftalina, insabbiato (in via del tutto legale, perché è stata pagata una multa parecchio salata dal sindaco) a punto giusto, Università zitta e muta nonostante il pesante torto subito per le sue casse e soprattutto sulle spalle degli studenti.

L’ex sindaco Luigi de Magistris

3 consiglieri municipali (Pino De Stasio, Thomas Straus e Carmine Stabile) vicini all‘ex sindaco Luigi de Magistris, hanno ritenuto giustamente opportuno vederci più chiaro: invitando la Federico II a fornire la documentazione relativa alle pingui consulenze firmate da Manfredi quando era prima docente e poi Rettore, un incarico pubblico a tempo pieno. Ricevuto un secco NO dai vertici accademici che hanno tirato in ballo il solito diritto alla privacy (del tutto campato per aria trattandosi di incarico pubblico e denari pubblici), si sono rivolti al TAR.

Chiedendo, in sostanza, il rilascio di quella documentazione bollente e il perché dei comportamenti omissivi della Federico II. Il tutto sintetizzato in 4 quesiti: quali atti sono presenti nei fascicoli universitari riguardo la condanna della Corte dei Conti; perché non sia stata intrapresa alcuna azione disciplinare nei confronti dell’ex docente e poi Rettore; chi avrebbe dovuto avviare tale procedimento, a livello accademico; se vi siano consulenti coinvolti che abbiano rapporti anche con il Comune di Napoli.

Ora il prestigioso ateneo federiciano ha 30 giorni di tempo per fornire una risposta al TAR, soprattutto fornendo la documentazione al centro della querelle. Ossia l’elenco completo delle consulenze prestata nel lunghissimo arco temporale, 2007-2019, dal primo cittadino di Napoli, il quale solo pochi mesi fa ha festeggiato con un altro successo nazionale: sei mesi fa, infatti, la nomina ‘plebiscitaria’ a presidente dell’ANCI, l’associazione che raggruppa tutti i sindaci italiani, ottenendo un consenso bipartizan.

Manfredi con Giorgia Meloni a Bagnoli un anno fa

Maglietta PD, l’ex Rettore è stimato molto anche dai 5 Stelle, che ovviamente ricordano i suoi trascorsi come ministro per un anno (2020-2021) dell’Università e della Ricerca nel governo Conte; e dal centro destra, in pole position gli ottimi rapporti proprio con lady Meloni, con cui ha brindato anche per il futuro di Bagnoli, firmando un accordo da 1 miliardo e 200 milioni per la ‘epica’ bonifica di cui si parla, inutilmente, da oltre un trentennio, passato tra sperperi di danaro pubblico (un’inchiesta e poi un processo non hanno, al solito, portato a niente), bonifiche taroccate e addirittura un sensibile peggioramento sul fronte delle condizioni ambientali e di inquinamento dell’area, ormai devastata.

Un’area – tenete presente- che tra poco più di due anni vedrà scendere in acqua i colossi mondiali dell’America’s Cup. Tutto fa rifare, è proprio il caso di dire in perfetto stile Bartali, perché quella bonifica approvata un anno fa va ora a farsi benedire e tutto andrà rivisto alla luce dei maxi lavori per ospitare il super evento sportivo dell’estate 2027, con una Napoli in vetta la mondo…

Ma torniamo alla ‘ora’ famosa sentenza della Corte dei Conti, all’epoca come detto totalmente silenziata.

Firmata il 6 dicembre 2023 dal presidente della sezione giudiziaria della Corte, Michele Oricchio, affiancato da Carola Corrado e Gabriele Pepe, sottolineava “gli innumerevoli incarichi libero-professionali svolti tra il 2007 e il 2019, alcuni dei quali assolutamente incompatibili con lo status di docente, altri compiuti in difetto delle prescritte autorizzazioni datoriali imposte ai professori in regime di tempo pieno, con mancato riversamento dei compensi percepiti in favore della  Università di appartenenza”.

Una sentenza che più chiara non si può.

Ore fa, interpellato dal quotidiano on line Napoli-Today – “se ci fossero collaborazioni in conflitto di interesse in relazione ai numerosi incarichi del passato (rettore e ministro) e del presente (sindaco e presidente Anci) – lo staff sindacale ha risposto in modo secco: NO.

Eccoci, infine, a due commenti.

Domenico Ciruzzi

Il primo, vox clamans in deserto, venne formulato a botta calda dopo la sentenza della Corte dei Conti da Domenico Ciruzzi, per anni presidente della Camera Penale di Napoli, tra gli avvocati di maggior talento (proviene dallo storico studio Siniscalchi) ed esperienza, alla guida della prestigiosa Fondazione Premio Napoli.

Si tratta, se riscontrato, di fatti concernenti non solo soldi pubblici presi illegittimamente, ma soprattutto di impegno professionale-didattico e/o organizzativo sottratto, benchè retribuito, a tutti gli studenti in danno del loro futuro”.

E proseguiva: “La stessa stampa progressista, oggi silente, per circa dieci giorni ha riportato esterrefatta e sgomenta in prima pagina la fessacchiotta fermata del treno per Caivano di Lollobrigida o i volgari toccamenti di genitali di Giambruno. E su una notizia potenzialmente devastante tanto da legittimare, se confermata, la richiesta di dimissioni del sindaco della terza città d‘Italia, il nulla assoluto”.

Ineccepibile.

Il secondo arriva, in queste ore, dall‘ex sindaco de Magistris.

Siamo tutti quanti curiosi di scoprire l’elenco preciso delle consulenze che hanno portato ad un indebito arricchimento da parte di Gaetano Manfredi. Indebito perché la Corte dei Conti ha chiuso con un patteggiamento a 210 mila euro. Quindi, 500 mila euro sono rimasti nel suo portafogli. La Corte ha riconosciuto che erano consulenze che Manfredi non poteva fare in quanto professore universitario con un incarico pubblico”.

Per finire, vi riproponiamo l‘articolo messo in rete dalla Voce, in pieno black out (tranne il ‘Cormez’) informativo, il 14 dicembre 2023,

GAETANO MANFREDI / IL SINDACO DI NAPOLI CONDANNATO A 210 MILA EURO DALLA CORTE DEI CONTI

E vi rammentiamo che, per leggere svariati articoli e inchieste pubblicati negli anni di sindacatura, basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare solo GAETANO MANFREDI. Ne troverete a iosa sul primo cittadino e una città ridotta ormai in crac. Ma chissenefrega: tenimm  ’a Coppa e ‘o scudetto, Scordammoce ‘o passato…


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento