E POI… VENGONO QUI

È di molti la dichiarazione d’amore per la ‘Grande Bellezza’ di Napoli, di tanti personaggi che la vivono per brevi periodi. Non è fuori luogo il racconto emblematico di un ipotetico manager milanese che vive a tempo in una lussuosa suite del grand’hotel Vesuvio, con vista Capri, balcone a picco sul Borgo Marinari e raggiunge il luogo di lavoro a bordo di una limousine con autista. Il galateo impedisce che esterni frasi in dialetto meneghino, ma niente gli vieta di pensare con orgoglio di uomo del nord ai versi della canzone autocelebrativa della sua megalopoli “lontan de Napoli se moeur ma po’ i vegnen chi a Milan”.

L’impertinente riflessione è prologo dell’amaro rimuginare mediatico sullo status psicofisico di Antonio Conte, ingaggiato da De Lau per dimenticare le “intemperie calcistiche” del dopo Spalletti, protagonista di un altro intenso flirt con Partenope, esule non senza code polemiche. È pur vero che il Napoli Calcio ha contribuito a piene mani ad aggettivare con ‘incompiuto’ l’affidamento al tecnico leccese di un organico incompatibile con l’ambizione di aggiungere il numero 4 alle bandiere già pronte per la festa di ringraziamento del quarto scudetto. L’inadempienza della società non attenua però l’aspro giudizio sulla squadra che solo per circostanze concomitanti favorevoli è a pochi centimetri dal podio dei primi della classe. Per venerdì, per la partita Napoli-Cagliari, decisiva per lo scudetto,  il Napoli si prepara ad aver la meglio sulla corazzata interista, a consolidare l’idea cesariana di “Veni, vidi, vici”.

Sarà il prologo di “et fugit” di Conte?  Fosse vero, il Napoli sarebbe costretto a ‘importare’ di nuovo un tecnico. Nel notes di De Laurentiis c’è già un nome? Chi ama il bel calcio spera nella qualità di un tecnico che non finga, ma coltivi con serena convinzione un rapporto di reciproca stima ed empatia con Napoli, il Napoli, i napoletani e forse ha in mente un tecnico di provata competenza, dotato di carisma, con profilo di gentiluomo. Titolare di queste virtù è fuori di ogni dubbio Claudio Ranieri. Ha allenato in Italia e all’estero. Ha portato il Leicester City alla vittoria delle Premier League, vero miracolo sportivo ha allenato, Fiorentina, Roma, Chelsea, Valencia, Nantes.  In carriera oltre 1400 volte in panchina. Magari! Ma è forte il timore di aggrapparsi a un desiderio-utopia.


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