URSULA VON DER LEYEN / CORROTTA E KILLER. MA NESSUNO LA TOCCA

Ennesimo atto della tragicomica sceneggiata del ‘Pfizergate’ che vede come protagonisti assoluti la presidente della strategica Commissione UE, Ursula von der Leyen, pochi mesi fa confermata nel   bis, e il veterinario greco Albert Bourla, Ceo di Pfizer, per i maxi contratti (da ben 71 miliardi di euro) di vendita dei vaccini anti Covid Comirnaty, forniti dal colosso Usa di Big Pharma all’Unione Europea ad inizio della pandemia.

Al centro dell’intrigo internazionale – secondo non pochi “il più grande scandalo da quando è nata la UE” – ci sono i misteriosi messaggini, gli sms intercorsi tra i due, per stipulare il terzo degli accordi, quello più consistente, da 31 miliardi di euro: sms letteralmente spariti, volatilizzati, come la Voce ha tante volte dettagliato e denunciato. Messaggini che ora tornano alla ribalta, per una sentenza della Corte di Giustizia UE.

Matina Stevis-Gridnef. Sopra, la von der Leyen

La Corte, infatti, il 14 maggio scorso si è pronunciata in merito alla querelle insorta tra il New York Times (e la sua reporter, Matina Stevis-Gridnef) ed i vertici della Commissione per il rilascio dei documenti (in sostanza, il contenuto degli sms bollenti) relativi appunto ai pingui contratti di acquisto.

In sostanza, il ricorso del NYT e della giornalista sono stati accolti, annullando in modo clamoroso la decisione della Commissione UE con la quale era stato negato ogni accesso a quei messaggini intercorsi per circa un anno, ossia dall‘estate 2021 a quella 2022.

L’esecutivo europeo, infatti, aveva motivato il suo comportamento omissivo sostenendo – in modo incredibile – che quei documenti, quegli scambi di messaggi non esistevano: come se per un faraonico contratto stipulato con soldi pubblici non fosse necessario neanche lo straccio di una pezza d’appoggio!

La sentenza del 14 maggio afferma con estrema chiarezza che questa spiegazione non vale un fico secco, non è minimamente plausibile. Viene infatti testualmente scritto che “le risposte fornite dalla Commissione durante l‘intera procedura si basano su informazioni imprecise e risibili”. Al contrario, viene messo nero su bianco, che il New York Times e Stevis “hanno fornito elementi coerenti e rilevanti a sostegno della esistenza degli scambi di messaggi”, vale a dire degli sms al centro del Pfizergate.


Ribadisce la Corte UE: “In questa situazione, la Commissione Ue non può semplicemente affermare di non possedere i documenti, ma deve fornire spiegazioni credibili che permettano al pubblico e al Tribunale di comprendere perché quei documenti non si trovano”.

Non è finita qui. “La Commissione viene sottolineato nella sentenza non ha mai chiarito se i messaggi siano stati cancellati. E, in tal caso, se ciò sia avvenuto in modo automatico o deliberato, oppure se il telefono della Presidente sia stato sostituito nel frattempo”.

Insomma, misteri su misteri. E intrighi su intrighi.

A questo punto, la Commissione UE capeggiata da lady Ursula – sempre più impegnata nel REARM EU da 800 miliardi di euro e nella guerra totale contro la Russia – dovrà fornire risposte minimamente credibili alla Corte di Giustizia della stessa UE: entro il termine stabilito di 2 mesi e 10 giorni.

Dopo la sentenza, è arrivata una lapidaria nota da chi viene pesantemente tirato in ballo: “La Commissione valuta attentamente la decisione del Tribunale e deciderà i passi necessari. A tal fine, adotterà una nuova decisione”. Boh. Stiamo a vedere.

E viene aggiunto “La Trasparenza è stata sempre di fondamentale importanza per la Commissione e per la Presidente Ursula von der Leyen”.

Ci vuole davvero una storica, epica faccia di bronzo per firmare questa frase.

Quando è dimostrata, in modo che più chiaro – e documentale – non si può, la totale OPACITA‘ di atti e comportamenti del vertice UE. Non solo: ma di un‘intesa corruttiva alta come un grattacielo, sotto gli occhi di tutti e che solo chi è colluso o in malafede può NON vedere, o meglio far finta, fingere di non vedere.

Non è certo finita qui. Perché non si tratta solo di corruzione, maxi tangenti, uso totalmente improprio di risorse pubbliche. Ma anche di crimini contro l’umanità: visto che stiamo parlando di vaccini anti covid a mRNA, come il COMIRNATY, prodotto dal colosso Pfizer-BionTech, che ha causato, sta causando e causerà effetti collaterali avversi in un numero sempre maggiore di soggetti costretti a farselo iniettare (ricorderete che il vaccino anti covid è stato, in modo criminale e nazista, reso obbligatorio dalle autorità UE, dei sinoli paesi e degli USA). Effetti devastanti soprattutto a livello cardiaco ma non solo, avendo, ad esempio, fatto aumentare in modo molto sensibile (da quando sono iniziate le campagne vaccinali) le patologie tumorali.

Quindi, corrotta e killer, lady Ursula von der Leyen. Ma per ora le fanno solo il solletico, e fino ad oggi nessuno la tocca. E ben difficilmente qualcuno oserà sfiorarla.

Prima di ascendere al trono UE – va rammentato – è stata ministra della Difesa tedesca fino al 2019. Ed è incappata in un analogo incidente di percorso, pur se di minor, devastante impatto. Sei anni fa, infatti, venne istituita in Germania un’apposita Commissione parlamentare d‘inchiesta per far luce su una serie di appalti militari anche stavolta molto opachi e in forte odore di tangenti. E anche allora l’integerrima ministra venne chiamata per mostrare quei messaggini utilizzati per stipulare i rituali contratti di acquisto: ma guarda caso, anche all’epoca magicamente sparirono, si volatilizzarono. Proprio come in occasione del Pfizergate. Ai confini della realtà, per un altro bis! I lavori di quella Commissione teutonica, però, altrettanto miracolosamente si arenarono: in soldoni, vennero insabbiati.

E proprio da allora è cominciata la irresistibile ascesa della stella griffata Ursula nel firmamento europeo…

Vergogna. Ma ormai l’Unione Europea ha dimostrato, da quando è nata e soprattutto nell’ultimo quinquennio targato Vaccini e Armi, di non aver alcuna sostanza, né politica né tantomeno morale: ma di essere formata da una vera banda di cialtroni al servizio del padrone a stelle e strisce; e/o di ladri – al top lady Ursula – e assassini.

Siamo proprio sprofondati nell’abisso…

Per ritrovare articoli e inchieste messi in rete dalla Voce sul ‘Pfizergate’ e non solo basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare URSULA VON DER LEYEN, ALBERT BOURLA oppure PFIZER. Ne potrete rileggere di tutti i colori. Ecco uno degli ultimi pezzi: è del 7 dicembre 2024

 URSULA VON DER LEYEN / IL “PFIZERGATE” NELLE NEBBIE DI LIEGI


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