“Silenzio assenso”. Se la pubblica amministrazione non risponde entro un determinato termine ad una domanda, il mancato riscontro equivale all’accettazione implicita della domanda stessa. In concreto: il silenzio, dopo un certo periodo di tempo, è equiparato ad un’approvazione. Ecco come contrastare la cronica macchinosità della burocrazia, la sua deprimente lentezza, e sollevare dall’esasperazione chi la subisce. Ma nessuno ha pensato di estendere il dispositivo al reticente mondo della politica e di impedire l’abuso del “silenzio assordante” per non pronunciarsi su temi ‘scomodi’, ‘imbarazzanti’, ‘compromettenti’.
MASCHERATA, DEVIATA DALLA CRUDA REALTÀ, da agenzie di stampa conniventi e pavide precauzioni di chi dovrebbe trasformare ragionevoli supposizioni in coraggiose notizie, assume terrificante priorità il “caso” più devastante di un’atomica: i vertici dell’estrema destra israeliana seppelliscono l’alibi della vendetta che per il raid terrorista del 7 ottobre, a cui hanno fatto ricorso vigliaccamente, per assolvere la strage di civili palestinesi, la devastazione di Gaza rasa al suolo e minacciano di espellere per sempre dalla Striscia i sopravvissuti della strage. Il poi di Gaza sarebbe la più scandalosa operazione immobiliare mai operata. Per chi non ha occhi bendati e tappi nelle orecchie rivela le probabili clausole di una trattativa avviata da anni e ora vicina alla conclusione, con il popolo palestinese in ginocchio.
Palestina kaputt (altro che due popoli, due Stati) e l’affare ricostruzione, il destino turistico della Striscia a guida Trump. Totale dissolvimento di quanto resta della Palestina. Il mondo sta a guardare, finge di non sapere che la contropartita di questa indegna riedizione di colonialismo, violenze, etnie snaturate, stragi, ha fatto leva su un significativo capitolo dell’egocentrismo aggressivo dei potenti (leggi Trump): Israele sentinella fedele dell’Occidente (non a caso il Paese è dotato di un arsenale micidiale nucleare) e partner occulto o palese del potere finanziario.
LE RAGIONI DEL COMPLICE MUTISMO, dell’assordante silenzio di chi s-governa l’Italia sconcertano, denunciano l’affinità non solo elettiva con la destra israeliana. Nessun dubbio sul perché del “silenzio assenso” dei meloniani. Il ‘no comment’ sulla minaccia israeliana di impadronirsi di Gaza, somiglia troppo a un like non verbale, scandaloso, all’indecente progetto.
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