ARGENTO VIVO NAPOLI

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In Europa vivono oltre 90-100 milioni di persone over 65 anni, che rappresentano all’incirca oltre il 20% della popolazione totale. Al primo posto per indice di anzianità c’è l’Italia, con una percentuale pari a circa il 24%, seguita da Portogallo, Bulgaria e Grecia. Ma è l’intero continente a mostrare un progressivo indice di invecchiamento.

 

IL FENOMENO IN CRESCITA DEI CENTENARI

E’ sorprendente anche il dato sul numero in aumento dei centenari. In Francia nel 2024 erano 31.000 le persone che hanno superato i 100 anni. Ma il record europeo spetta all’Italia, che nel 2025 contava oltre 22.500 centenari, la maggior parte donne (84%), concentrati prevalentemente nelle regioni del Nord. In pratica il numero dei centenari italiani è più che raddoppiato rispetto al 2009.

Passiamo alla Campania. Nella nostra regione circa il 21% della popolazione ha più di 65 anni. Ciò significa che, sui circa 5,6 milioni di abitanti, oltre UN MILIONE sono anziani. Ma in Campania c’è anche un numero significativo di over 75: sono oltre il 9% della popolazione, mentre, sempre secondo dati Istat, vi è un numero crescente di persone che superano gli 85 anni.

I centenari della Campania nel 2023 erano ben 1.359, con una longevità accentuata nelle aree del Cilento, fenomeno che secondo gli esperti sarebbe favorito dall’amenità dei luoghi e dalla dieta mediterranea. Lo confermano anche i dati per provincia: a Napoli i centenari sono circa 21 ogni 100.000 abitanti, mentre a guidare la classifica sono, in ordine decrescente, le province di Salerno, Avellino e Benevento.

E arriviamo a NAPOLI. Nella nostra città la percentuale di over 65 è intorno al 19%, il che significa circa 3 anziani ogni bambino. In sostanza, su una popolazione di circa 900.000 persone, ci sono all’incirca 170.000 anziani, ma con una crescita costante dell’età media e della popolazione over 65. Questo è il contesto demografico da cui lo scorso anno ha preso il via il nostro Progetto “Argento Vivo Napoli”

Il solo dato demografico non rende ovviamente il reale fabbisogno di questa crescente popolazione di anziani dal punto di vista sanitario, oltre che socio-economico. Cominciamo con un dato: attualmente a Napoli e provincia, secondo statistiche aggiornate, circa 150.000 persone non hanno un medico di base. Un allarme in tal senso è stato lanciato dall’Ordine dei Medici, ma vi sono ritardi nelle assegnazioni e le adesioni risultano scarse. Se dunque questa emergenza rende la vita difficile a cittadini di fasce d’età più giovani, è facile immaginare quanto pesi sugli anziani, soggetti che per loro natura sono fragili, affetti da patologie tipiche dell’invecchiamento, spesso privi di familiari che possano occuparsi di loro e dei mezzi economici minimi per permettersi un’assistenza sanitaria privata.

Un altro dato da prendere in considerazione è proprio la solitudine che affligge gran parte della popolazione anziana a Napoli (e non solo).  A Napoli la vita cittadina turbolenta, la diminuzione dei rapporti interpersonali anche nello stesso condominio e soprattutto le condizioni familiari (molti sono vedovi o vedove, con figli grandi andati a lavorare in altre città) diventano altrettanti macigni, che generano negli anziani isolamento, solitudine, depressione. A ciò si aggiunge la difficoltà di accesso alle strutture pubbliche (scarse e sovraccariche di burocrazie da affrontare) e, molto spesso, l’esiguità dei mezzi economici

E’ stato a partire da una simile analisi di contesto che a fine estate dello scorso anno abbiamo proposto alla Fondazione Banco di Napoli il Progetto “Argento Vivo Napoli”, iniziativa nata sul modello di quanto si fa già in molte città europee ed anche in alcune regioni del Centro Nord per offrire agli anziani stimoli culturali, sollecitare e valorizzare la memoria delle loro attività e competenze, facendoli sentire portatori di un capitale prezioso di conoscenze da trasmettere alle future generazioni. Che siano stati falegnami o architetti, casalinghe o storiche dell’arte, tutti possiedono un bagaglio esperienziale che non deve andare disperso: per loro e per tutta la comunità.

Grazie al contributo concesso al progetto dalla Fondazione Banco di Napoli, in quanto rientrante nella mission umanitaria e sociale della Fondazione, il nostro team di giornalisti professionisti nel 2025 ha dato vita al magazine telematico “Argento Vivo Napoli”, che è oggi alla sua seconda annualità. Nel corso di questi mesi Argento Vivo Napoli ha riunito intorno a sé centinaia di lettori e frequentatori. Un intento realizzato anche grazie alle numerose Newsletter che la nostra redazione ha spedito in punti strategici, ad esempio i sindacati pensionati, i centri per anziani, le Municipalità, numerosi CAF etc. Particolarmente lieti siamo stati di ricevere lettere di apprezzamento per questa iniziativa da sigle nazionali come la Fondazione Gaetano Salvemini di Roma e il Servizio Antiviolenza Nazionale 1523.it. Ma più di ogni cosa siamo commossi per le tante mail ricevute dai lettori con il racconto delle loro esperienze, alcune delle quali pubblicate sul magazine.

 

COSA OFFRE ARGENTO VIVO NAPOLI

Il Progetto Argento Vivo Napoli si è proposto, fin dall’inizio, di colmare un vuoto. Se infatti in molte capitali europee e, in Italia, in molte regioni del Centro Nord esistono punti di aggregazione dedicati esclusivamente agli over 65 (vedi ad esempio “Ecosistema Anziani” ad Abano Terme), a Napoli finora ha operatosolo l’Humaniter, autentico epicentro di stimoli culturali e di accentuata vitalità.

Intendiamo chiedere, a tutti i lettori della Voce, di collaborare attivamente al nostro portale. Possono farlo in diversi modi:

  • scrivendo articoli
  • segnalando eventi o altri argomenti da trattare
  • raccontando la loro esperienza di vita
  • diffondendo fra amici e familiari la conoscenza e la pratica di Argento Vivo Napoli.

Dal canto nostro, pubblicheremo sempre più spesso notizie su un segmento che sta molto a cuore a tutti noi che siamo “giovani dentro”: le più avanzate ricerche internazionali su longevity, prevenzione delle malattie tipiche della terza età, cure innovative per quelle che già esistono, stili di vita riconosciuti efficaci dalla comunità scientifica internazionale, appuntamenti, luoghi per praticarli… e tanto altro!

Siamo infatti in contatto con i ricercatori italiani che si dedicato a questo tipo di studi nei loro laboratori, ad esempio il professor Cesare Sirtori, farmacologo clinico dell’Università di Milano, i quali a loro volta sono collegati alla rete di ricerca internazionale, come dimostra il recente Congresso di Roma, in cui il professor Sirtori è stato speaker.

UNITEVI A NOI!

WWW. ARGENTOVIVONAPOLI.IT

E COLLABORATE ATTRAVERSO LA MAIL

scrivo@argentovivonapoli.it

 


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