Sono, o non sono il number one dell’esecutivo di governo? Alle casse asfittiche dell’Erario ho provato a tirar via con grande fatica 4,5 miliardi. La mia santa cristianità, che in Spagna ho certificato al popolo fascista di Vox (ricordate il mio “Soy cristiana”?) mi ha guidato nell’ardua decisione di affidare le prime, ingenti risorse, alle vittime della devastante alluvione che ha messo in ginocchio Emilia e Romagna. L’ho fatto nonostante l’abissale distanza politica da chi mi ricorda i tempi bui di falce e martello, il canto comunista di ‘Bella ciao’ e, insomma, il presidente Bonaccini. Questi nega, bluffa, insinua che gli unici euro investiti per la ricostruzione sono usciti dalle casse della regione. Ma gliela faccio vedere io, lo sputtano. Intanto, ordino alla tesoreria di Stato di fornirmi la documentazione dell’avvenuto versamento dei 4,5 miliardi alle casse dell’Emilia-Romagna e così smentisco a ripetizione Bonaccini, la sua grossolana bugia. Chiedo anche un ‘nostro’ infiltrato nella segreteria del presidente di accertare se la Regione non ha sborsato un euro. Ma inizia malissimo questa domenica che vorrei godermi in pace nell’accogliente Puglia. A pagina 8 di quel fogliaccio che è la Repubblica Ellekappa firma una vignetta ignobile (la querelo?). Alla mia caricatura fa dire, nel mio bel romanesco: “Aò. Io 4 miliardi e mezzo li ha stanziati” “Che, mmò li volete pure?!?” “M’anvedi questi…”. Giornata storta. L’amica talpa mi informa che gli unici euro investiti per far fronte all’emergenza alluvione li ha effettivamente investiti la Regione. Quasi svengo per la rabbia, la Tesoreria nega come avvenuto il finanziamento dei 4,5 miliardi. Ma insisto: “A Bonaccì, statte bono, i soldi ve li avemo mandati..” Per dare credibilità alla bugia lo faccio confermà dai giornali amici, dalle ‘mie’ Tv. “Pronto, er Tg1? Aprite con questa notizia…Vi sono obbligata”. Non va meglio il pomeriggio. Mi dicono che il Pd mobilita il Paese per costringere il governo a mantenere il reddito di cittadinanza, che contesta l’inutile convocazione a Palazzo Chigi e specialmente l’idea di affidare la decisione al Cnel di Brunetta, che con il governo non c’entra e che in passato si è già schierato per l’abolizione. Spero almeno in una serata tranquilla. Macché: il mio amico De Angelis, ex terrorista nero finito nella bufera per aver negato la matrice fascista della strage di Bologna (ha poi detto “Confermo la mia tesi”), responsabile della comunicazione istituzionale della Regione Lazio, ha fatto assumere dalla Regione Lazio Edoardo Di Rocca, fratello della sua compagna. Contratto di 110mila euro. Rituale e destinata a cadere nel nulla la richiesta del Pd di dimissioni per De Angelis e intanto il presidente Rocca finge di ignorare ogni cosa.
La destra, soffre di una malattia tutt’altro che rara. È allergica alle dimissioni.
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