BAGNOLI / PARTE LA BONIFICA DOPO UN QUARTO DI SECOLO?

Udite udite! Quella del 20 gennaio potrebbe essere ricordata come una data epica: l’inizio della bonifica a Bagnoli, attesa da quasi trent’anni e mai realizzata, nonostante siano state sperperate decine di milioni di euro per finti lavori e opere taroccate, come documentano il processo penale in corso a Napoli e le condanne inflitte dalla Corte dei Conti agli (soprattutto ex) amministratori di Napoli.

Riportano le cronache cittadine: “lunedì 20, nell’area dell’ex Italsider, la fase di avvio dell’operazione di bonifica dell’area”.

E lo sbandiera Invitalia, la società pubblica guidata dall’inossidabile Domenico Arcuri, un carrozzone che ha preso il posto di quella Sviluppo Italia nata sotto gli auspici di ‘O Ministro Paolo Cirino Pomicino, per anni al timone un suo ottimo amico, l’attuale re dei fondi immobiliari Massimo Caputi.

Ma torniamo agli attuali ‘fasti’ griffati Invitalia, il soggetto attuatore e proprietario dei suoli. Pronta al mitico start. Sarà presente lunedì prossimo per il varo anche la Contessa Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare?

Intanto Invitalia fa sapere che il gotha istituzionale ci sarà: da capo Arcuri, al ministro per il Mezzogiorno Giuseppe Provenzano, al commissario straordinario per Bagnoli Francesco Floro Flores, al sindaco arancione di Napoli Luigi de Magistris, al Governatore della Campania Vincenzo De Luca.

Tra gli interventi più importanti previsti dal piano di bonifica per Bagnoli – che aspetta atti concreti, come detto, da inizio anni ’90 – c’è la rimozione dell’amianto dall’area ex Eternit, operazione da 20 milioni di euro, secondo i calcoli, nonostante le opere – taroccate – già fintamente effettuate per mettere in piedi la sceneggiata che ha favorito politici, consulenti & amici con palate da milioni di euro.

A quanto pare la rimozione dell’amianto durerà un bel po’, circa 470 giorni, su una superficie totale da 16 ettari nel cuore della zona occidentale di Napoli.

Strategica è poi la rimozione della colmata a mare, lungo la spiaggia di Bagnoli, oggi ridotta ad una vera e proprio discarica, fin dalle falde del promontorio di Nisida, dove si trova il carcere minorile: una landa che più desolata e inquinata non si può, con monnezze di ogni tipo, amianti killer nelle viscere, carcasse di auto e motorini sparse in ogni zona dell’avvelenato terreno (da rammentare che sotto il profilo paesaggistico si tratta di una delle zona-cartolina tra le più belle al mondo).

L’area ex Eternit-Italsider è stata dissequestrata solo pochi mesi fa, dopo gli accertamenti svolti dalla magistratura e l’avvio del processo. Accertamenti che hanno permesso di verificare come i livelli di inquinamento siano almeno triplicati rispetto ad inizio anni ’90, a dimostrazione degli effetti killer delle finte bonifiche, costate una valanga di soldi alle casse dell’erario.

Una data storica, quella del 20, secondo il commissario Floro Flores, il quale proclama: “Le ruspe sono già arrivate”.

Intanto sulle previsioni temporali è già bagarre.

Il preside della Facoltà di Architettura, Michelangelo Russo, dà i suoi numeri profetici: “Gli interventi potranno durare anche 35 anni”. Cin cin.


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