CRONACHE MARZIANE
di Andrea Cinquegrani [ 18/06/2010]


“Siamo tutti spiati. E vittime di una lobby tra magistrati e giornalisti che vogliono impedire l'approvazione della nostra legge”. Cosi' il premier Silvio Berlusconi, il 16 giugno, dal palco della Confcommercio, a proposito del provvedimento-bavaglio che stronca l'uso d'intercettazioni da parte della magistratura (75 giorni al massimo con proroghe di tre giorni in tre giorni anche per l'ipotesi di reati gravissimi) e la pubblicazione da parte dei giornalisti.
Un premier che non riesce a governare, un Cavaliere in croce, paralizzato da una Costituzione sempre piu' ingombrante e da rottamare ad ogni costo. Ma che non perde il gusto di mentire.
Quel che oggi verra' reso impossibile (e, quindi, considerato reato), fino a ieri era non solo possibile, ma, anzi, “istituzionale”: ed esercitato per conto del governo Berlusconi dai fedelissimi del Sismi, il numero uno Niccolo' Pollari e il suo braccio destro Pio Pompa. Questi ultimi, infatti, nell'arco di ben 5 anni (non 75 giorni, e senza richiedere proroghe), ossia dal 2001 al 2005, hanno svolto una meticolosa azione di “dossieraggio” nei confronti di un gruppo di magistrati e giornalisti considerati “sovversivi”, impegnati in una “costante opera di delegittimazione del premier” (a quell'epoca - come adesso - Silvio Berlusconi). Al vertice della “Cupola” un gruppo di toghe e giuristi europei, raggruppati nella sigla Medel; e un gruppo di giornalisti, coordinati attraverso il mensile la Voce della Campania (tra gli adepti, per fare solo qualche nome, Michele Santoro, l'ex presidente Fnsi Paolo Serventi Longhi, l'animatore di Articolo 21 Beppe Giulietti). Tutto cio' secondo le farneticanti ricostruzioni di Pio Pompa, che – va ricordato – nella sua multifome attivita' di dossieraggio si serviva della collaborazione di non pochi giornalisti “comodi”, in primis Renato Farina, al secolo “agente Betulla”.
La scoperta dell'archivio di via Nazionale a Roma, sede del Sismi, avviene tre anni fa, nell'ambito delle indagini sul rapimento Abu Omar. L'inchiesta romana, poi, passa per competenza a Perugia, visto che tra gli “attenzionati” ci sono alcuni magistrati in servizio nella capitale. Un gruppo di “vittime” del tandem Pollari-Pompa chiede di potersi costituire parte civile: si tratta degli ex parlamentari Cesare Salvi e Elio Veltri, dei magistrati Libero Mancuso, Mario Vaudano e Alberto Perduca, dei direttori della Voce Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola, di undici giuristi internazionali radunati in Medel. Il gup del tribunale di Perugia, Carla Giangambone, il 7 giugno ha ammesso la costituzione di parte civile e ha rinviato la decisione sul “conflitto di competenza” alla Corte Costituzionale. I legali di Pollari e Pompa, infatti, hanno invocato il segreto di stato, sostenendo che i loro assistiti non possono difendersi in modo adeguato perche' si tratta di una materia molto delicata e coperta, come cerca di argomentare lo stesso Berlusconi, da segreto di stato. “Non c'e' alcun motivo di opporre il segreto di stato - sostiene nel dispositivo il gup perugino - che puo' essere addotto in situazioni di ben altra gravita' internazionale. In questo caso si tratta di dossieraggio senza alcuna finalita' istituzionale e per di piu' utilizzando senza alcun motivo risorse pubbliche”. E' proprio qui che, infatti, nasce il principale capo d'accusa a carico del tandem Pollari-Pompa, il peculato. A questo punto, si dovra' pronunciare la Consulta.
Resta da chiedersi. Con quale faccia Berlusconi puo', oggi, parlare di privacy e di tutele individuali quando ha fatto dossierare per 5 anni i suoi presunti avversari politici? E oggi non consente che possibili mafiosi e criminali vengano intercettati per piu' di due mesi e mezzo?
E ancora. Come mai imbavagliati “eccellenti”, come Santoro e Travaglio, non si sono costituiti parte civile a Perugia? E soprattutto: come mai non parlano di quel processo, vera trappola per il Berlusconi menzognero double face? Forse, pero', l'anchor man di Annozero e' troppo impegnato nel tutelare la privacy dei suoi contratti milionari via Rai…
In sostanza, chi lotta veramente per questa informazione ormai moribonda (altro che imbavagliata)? Chi tutela i quasi mille giornalisti licenziati e sbattuti fuori nell'ultimo anno? Chi fa qualcosa per contenere la piaga delle citazioni milionarie a carico dei pochi giornalisti rimasti sul campo per fare inchieste e informare i cittadini su mega furti di stato e dintorni, cricche e protettori? A quanto pare, c'e' il deserto. E un'opposizione ormai sempre piu' di plastica…

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