CAPACCHIONE: "UN ABBRACCIO ALL'AMICO NICOLA"...
di Furio Lo Forte [ 13/11/2009]


Sugli ottimi rapporti fra Salvatore Capacchione, fratello della giornalista del Mattino Rosaria, e il sottosegretario Cosentino, sotto accusa per concorso esterno in associazione camorristica, ecco l'articolo pubblicato in esclusiva sulla Voce di novembre.

Qual era, quella fatidica serata del 26 aprile 2009, nel locale di Casoria dove si festeggiava il compleanno di Noemi Letizia, il terzo “argomento” del quale era stato chiamato a discutere il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi? Pur dopo mesi di polveroni mediatici, l'assoluto silenzio - ne' una lettera, un fax e nemmeno una mail di smentita - seguito alle rivelazioni di giugno della Voce (riprese poi dall'Unita' e da Micromega), sui reali motivi di quella strana “discesa di Casoria”, suona ormai come una definitiva conferma. Berlusconi fu costretto ad andare “a trattare” con quella parte del suo elettorato campano che non ragiona con le chiacchiere. E che non bisogna assolutamente “fare arrabbiare”.
Tre, secondo alcune attendibili ricostruzioni, i piatti forti di quella sera. In primis, la conferma dell'appoggio incondizionato a Luigi Cesaro, il candidato del Pdl alla Provincia di Napoli che si accingeva a vincere le elezioni del 7 giugno, benche' cominciasse a trapelare la notizia delle indagini della Dda a suo carico scaturite dalle pesanti rivelazioni di un pentito del settore rifiuti del calibro di Gaetano Vassallo.
Secondo punto doveva essere quel “maledetto” inceneritore di Acerra: da poco entrato in funzione, avrebbe sottratto alle “imprese” finora sul campo (con gli effetti che abbiamo avuto tutti sotto gli occhi) business da centinaia di milioni di euro l'anno.
Sia detto per inciso: inaugurato in pompa magna il 25 marzo personalmente da Berlusconi, l'impianto da allora funziona con una sola linea su 3 e fino al 31 agosto aveva inghiottito in tutto appena 1.290 tonnellate di rifiuti, contro le 2.000 al giorno previste.
Terza, non meno scottante questione, le nomination per la corsa al vertice della Regione. Con una serie di scalmanati “fan” gia' in pista per sostenere le sorti di Nicola Cosentino. Un candidato, anche lui come l'amico Cesaro, al centro delle rivelazioni di pentiti e indagato dall'antimafia partenopea, oltre che imparentato con un uomo dei clan. Tutti dettagli che non avevano impedito al premier di insediare Cosentino nella posizione chiave di sottosegretario all'Economia. Vuoi vedere che possano causargli qualche mal di pancia proprio ora, che sono in gioco le sorti della Campania?
Tra i piu' fedeli ed antichi supporter del sottosegretario c'e' lui, Salvatore Capacchione. E della circostanza si trovano tracce anche nell'ambito del processo in corso all'undicesima sezione penale del Tribunale di Napoli (vedi l'inchiesta "Sistema Fallimentare"). Piu' volte Capacchione parla al telefono dell'amico Nicola con un avvocato di sua fiducia, Roberto Landolfi (co-imputato con Capacchione e definito dagli investigatori come personaggio «direttamente coinvolto nelle prassi corruttive per far conseguire al sodalizio indebiti vantaggi»). A proposito del business immobiliare nella zona di Ponticelli, al centro delle accuse nelle aule di dibattimento, Landolfi riferisce a Capacchione che «Nicola non vuole essere lasciato fuori dall'affare, chiede un ritorno in termini di posti di lavoro».
Qualche nuvola sembra profilarsi all'orizzonte quando Landolfi riceve una telefonata e ne racconta il contenuto a Capacchione. A chiamarlo era stato Pasquale Vitale, un burocrate di Via XX settembre, il quale gli aveva riferito che «Nicola e' contrariato per un articolo scritto da tua sorella Rosaria».
Resta solido, comunque, il legame fra i tre. Ne fa fede un'altra telefonata in cui Salvatore chiede a Landolfi un appuntamento con Cosentino «per un abbraccio». «La prossima settimana - lo rassicura l'amico avvocato - ti prometto che andiamo tutti e tre a mangiarci una cosa insieme».

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