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malagiustizia

 

Malasanità Malagiustizia Malaffare… E IO DENUNCIO!

La Voce, in tanti anni di giornalismo d’inchiesta, ha denunciato moltissimi episodi di malasanità, malagiustizia e malaffare, spesso partendo dalle denunce dei cittadini che hanno documentato quanto sono stati costretti a subire dal Potere. Denunce tante volte anonime – perchè, si sa, chi denuncia può temere ritorsioni su di sé o sui suoi cari – ma sempre molto documentate, con riferimento a dati precisi, riscontrabili. Non solo sfoghi, quindi, pur pienamente comprensibili e condivisibili; ma la descrizione di quanto è accaduto, con una serie di informazioni che possono essere molto utili per ricostruire – e denunciare – l’accaduto. Perchè chi non ha santi in paradiso tante volte non viene ascoltato, è costretto a inutili peregrinazioni per mendicare il suo diritto a verità e giustizia. Se te la senti puoi scrivere alla Voce e raccontare quello che ti è successo, quello che pensi di aver subito. Ripetiamo: puoi farci sapere chi sei, e ciò può servire per chiederti altri dettagli ed elementi utili; o puoi inviarci la tua denuncia in maniera anonima, ma con una serie di elementi utili a capire quanto è successo per poter – a nostra volta – scrivere un articolo che denunci quanto accaduto, in modo serio ed efficace.

2 risposte a “Malagiustizia”

  1. carmen scrive:

    MALASANITA’

    Come tutti i giorni, anche quel giorno, alle ore 6:00 del mattino, mi avvicinai nel suo letto, attesi che aprisse gli occhi, lo salutai, mi porse come sempre la sua mano, guardandomi con i suoi occhi molto espressivi e felici come se parlassero. Quel bel giorno, era l’ultimo giorno che mi porse la sua mano, diventando poi un maledetto e doloroso giorno che non riesco piu’ a dimenticare!

    Mi chiamo Carmen.
    Vi racconto una beffa dolorosa.
    Una persona ridotta ad una saturazione d’ossigeno 45 e una maestra vicino a lui che non si accorge che lui sta morendo soffocato da un casco collare collocato male da un incapace. “La procedura è quella”, affermano loro. Nel frattempo a mio padre gli parte il cuore. La maestra lo sente rantolare ma resta serena e non guarda lui ma guarda me’. Io cretina non mi ero accorta che quella donna era vicino a mio padre ma non faceva nulla, mentre gli altri volontari girovagavano da una parte all’altra della mia casa. Quando gli ho fatto togliere quel casco era troppo tardi. Ho visto che mio PADRE piangeva e rantolava. Troppo tardi e non solo la maestra fa un risolino e con vocione da uomo mi dice se quello e’ mio Padre. Ma dove aveva la testa questa maestra e gli altri tre! Erano quattro incapaci ed io una cretina.

    Il 9/11/2016, stavo mettendo a sedere il mio adorato PADRE nel seggiolone. L’ho fermato con la cintura non adatta (data dal negozio perchè il seggiolone non ne aveva e per avere il seggiolone avevo aspettato quasi un anno). La cintura si è allargata e mio padre è caduto ripiegato da un lato, battendo la testa nel lato destro, proprio nel momento che mi son girata dietro per prendere dalla sedia vicina la maglia per indossargliela. Anche mio fratello sfortunatamente si è girato dall’altra parte per mettere il sollevatore nell’angolo. Molto spaventati abbiamo tirato su nostro padre e abbiamo pulito e disinfettato la sua ferita, fasciandole anche la testa. Ero disperata ma non era successo niente. Mio padre era vigile, voleva mangiare. Purtroppo però lo volevamo portare al pronto soccorso per ricucire la ferita e vedere se aveva un trauma cranico, (invece all’ Ospedale ci hanno detto che era solo un ematoma esterno). Avrei voluto chiamare la guardia medica ma una volta la chiamai e non venne. Sfortunatamente ho chiamato il 118 e ho sbagliato perchè ho aperto la porta alla morte, condannando mio padre a morte. Lui che non voleva morire, non voleva andare all’ospedale, voleva vivere, voleva solo mangiare il pasto del pranzo. Questo lo sapevo perchè mio padre quando parlava tempo fa mi diceva queste cose e ultimamente me lo faceva capire con l’espressione del viso gioioso. Ma sono arrivati 4 incapaci della croce rossa. Quest’ ultima, non l’avevo mai vista, quando mi è capitato di stare mesi fa al pronto soccorso, dove entravo la mattina e ne uscivo l’indomani, arrivavano molte autoambulanze ma mai la croce rossa. Queste persone hanno fatto partire il cuore a mio padre, non riuscivano a misurargli la pressione e neanche l’ossigeno. Allora glieli abbiamo misurati io e mio fratello e sembrava tutto ok. Non volevano prendere la sedia adatta per farlo scendere dalle scale ma volevano distenderlo ecc. Lo abbiamo disteso ecc., aveva sempre quel casco collare che a poco a poco lo strozzava. Alla fine si sono resi conto dopo tanto che ci voleva la sedia, ma mio padre era ormai in condizioni gravi, mentre loro non si accorgevano di niente, non lo guardavano, neppure la maestra che gli stava accanto, non so perchè. Ma dov’era il medico, ma dov’era il defibrillatore? Sono stata io ma in ritardo (troppo tardi) a fargli togliere dalla testa il casco che l’ha soffocato. Mio padre non voleva morire. Ma perchè ci mandano nelle case queste persone incapaci che fanno lavori di cui non sono capaci e non hanno buon senso. MIO padre è morto in ospedale il 10/11/2016. Ho sbagliato a chiamare il 118, non avevo mai incontrato persone così incapaci, non riesco a togliermelo dalla mente che non dovevo chiamarli. La maestra che indossava la divisa della croce rossa, stava telefonando e diceva che c’era un omone vecchio di 83 anni. Mio padre non ne aveva 83 ma ne aveva 79 e glielo comunicai appena li vidi. Ma perchè fanno certi lavori se non gli funziona neanche la memoria? UN incubo, mi fanno sentire male non dovevo chiamare il 118, non me lo tolgo dalla mente, non dovevo chiamare la morte a casa per il mio povero padre.
    L’anno scorso, poiché il letto pieghevole arrivava dopo un mese, mio padre ha rischiato di morire per polmonite ab ingestis. Tanta sofferenza e poi scopro che ho prenotato il letto al piano superiore mentre nel sotterraneo era pieno di letti, sedie, sollevatori e tanto altro. Come mai mi hanno fatto aspettare un mese per il letto se la merce stava ammassata nel sotterraneo. Me lo potevano dare subito! Come ci tengono ai veri malati! Quando una persona è malata, non la cura nessuno, ma la uccidono per bene. L’Italia è solo per i falsi malati! Non so proprio cosa pensare, sto solo proprio male a pensare a queste cose, mi hanno veramente distrutto. Perchè tanta sfortuna!“ E non dimenticherò mai la faccia di mio padre in lacrime mentre soffocava”.

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